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Full text of "Istituzioni fiorentine: raccolta di monografie dei principali istituti di beneficenza, letterari ..."

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tLici ' 



VANNUCCIO VANNUCCl 

(ETRUSCO) 



ISTITUZIONI FIORENTINE 



RACCOLTA DI MONOGRAFIE 



DEI 



PRINCIPALI ISTITUTI DI BENEFICENZA, LEHERARI, SCIENTIFICI, EDUCATIVI, 

CIRCOLI DI RICREAZIONE, ECC. 



dkf. 



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F. LUMACHI 

LIBRA IO-EDITORE 

SUCCESSORE DEI FKATELLI BOCCA 
FIRENZE 

Via Cerretani, X S 

1902 



/ V '///// ^'. *ft // ' •/; .■ '/ fin 



l'IiHi».. UHM. N,„M„(rt ri|.ii.iiiilloii l''l«n«Mllna.Via San Uftllo 



b8 



ammirazione che nutro verso una città, ove raccolsi, pur 
non essendovi nato, tanti de' miei affetti. 

Accolga con benignità, on. Signor Marchese, il tenue 
omaggio del mio libro, anche se non dovesse tornarle 
gradito che per un solo motivo: d'essere stato io mosso 
a scriverlo, secondo le mie scarse facoltà, da quello stesso 
sentimento ond' Ella fu incitata a compiere tante opere 
eccellenti : Y amore per Firenze. 

Vanni ccio Vanni cci. 




SQìie che, o per fffficw o per altro Ntotiro, potevmfo, con 
coìnpeteìi^a, sottnnimstrarììn le noti\ie indispeìtsabiU alla 
compilatone del nrio modesto lavoro; e (pundi mi sento 
in dovere di esprimere a tutti qaei cortesi colla horatori 
la ìnia più s^ineera g rati ludi ne , per V aiuto tanto vali^ 
damente prestatomi. 

Ora auguro al mio libro di incontrare il favore dei 
lettori ; e se ciò avverrà, meìitre da nn lato mi sarà 
grato compenso alle fatiche sostenute per il lavoro che 
qui presento — // quale ha forse un sol pregio, quello di 
esser coscenùoso — potrà pure riuscirmi di incoraggia- 
meìito a contiìtuare nella pubhlimxione di una secotula 
serie di moiu)g rafie su altre i in portanti Istituzioni che 
sono decoro della città nostra, 

Yannuccio Vaxxucci. 
(Etrusco) 




8 PIA CASA DI LAVORO 



(M)n(lizioni volute dal vigente Statuto e da quello dell' an- 
nesso Orfanoti'ofio di S. Filippo Neri e della Eredità De Poi- 
rot — di cui parleremo in seguito — curandone la edu- 
cazione e la istruzione. La nosti-a Pia Casa di Lavoro è 
riconosciuta come uno dei più importanti Istituti del genere 
che funzionino in Italia, e meglio rispondente agli scopi per 
i quali essa fu fondata. 

La sede della medesima è in Via dei Malcontenti. Su 
questa sua sede, fa quale data fin dalla fondazione del- 
l' Istituto, abbiamo le seguenti notizie storiche : 

Nel 1476 il Comune di Firenze donò allo Spedale dì 
S. Maria Nuova un vasto terreno prativo situato nella Via 
dei Malcontenti o del Tempio, denominato il Prato della 
(jiustixiay all'oggetto di erigervi un Lazzaretto. Questo fu 

> 

di fatti fabbricato nel susseguente anno 1477, e col titolo 
di Spedale degli Ammorbati, provvide per molti anni alle 
infermità contagiose in allora molto frequenti. All'epoca 
dell'assedio di Firenze nel 1529, fra gli edifizi che rimasero 
abbattuti o^ rovinati nei contorni della città, furono i due 
Monasteri femminili di S. Chiara dell' Ordine Francescano 
chiamato yiontedonnni esistente fino dall'anno 1285 fuori 
di Porta a S. Gallo vicino alla Chiesa di S. Marco A^ecchio, 
e l'altro dello stesso Ordine detto di Monticelli esistente 
fuori la Porta S. Frediano fino dall'anno 1217. 

In quel frangente le Monache trovarono provvisorio 
rifugio in case di benefattori, e fu allora che la Repubblica 
destinò il locale dello Spedale degli Ammorbati alla costru- 
zione di due grandiosi Monasteri che ripresero gli antichi 
noìni, r uno di Montedomini, l'altro di Monticelli, Dal- 
l'anno 1531 al 1534 le Religiose andarono ad abitarvi e 
vi restarono fino ai tempi del Govei-no francese, durante 
il quale, soppressi i Monasteri, con Decreto dell' Imperatore 
Napoleone I, fu fondato in quei locali il Deposito di Men- 
dicità pel Dipartimento dell' Arno. Alla restaui-azione del 
governo Lorenese^ variatane in parte la intei'na costruzione, 



l'L\ CASA DI LAVOKO 9 



r Istituto ricevè neiranno 1815 il nome di Pia Casa di 
Lavoro. 

Esso condusse la sua vita con varia tbi^tuna e con di- 
scipline difformi fino all'anno 1868, in cui, come dicemmo, 
per decreto di Vittorio Emanuele II, e mentre ne era Di- 
rettore il comm. Carlo Peri, fu riconosciuto Opera Pia, 
ed ebbe pi-oprie costituzioni che lo resero unicamente 
Asilo di Carità e non di pena, onde procurare riposato 
vivere agi' impotenti al lavoro, e addestrare alle fatiche 
meccaniche i giovani abbandonati. Da quel!' epoca il lo- 
cale ha certo subiti molti e vaiiati cambiamenti ed utili 
ampliamenti. Sono stati impiantati laboratori ed officine; 
sono stati costruiti nuovi e ben disposti dormi torii, ed ese- 
guiti altri ed importanti lavori molto utili, sia sotto l'aspetto 
dell' igiene, sia per il maggior decoro dell' Istituto ; miglio- 
ramenti che si devono all' opera intelligentissima, attiva, 
proficua del comm. Carlo Peri che ne fu direttore fin dal- 
l'epoca in cui r Istituto fu riconosciuto come Opera Pia, 
e del di lui degno successore avv. Giacomo Ceroni, il quale 
è uno zelante coadiutore del saggio ed operoso Consiglio 
di Amministrazione. 

Le ammissioni nella Pia Casa vengono fatte dalla 
Giimta Comunale. Però dall'anno 1896 anche il Consiglio 
di Amministrazione ammette nell' Istituto un certo numero 
di inabili, al mantenimento dei quali si fa fronte con le 
rendite proprie dell' Opera Pia. Lo statuto organico dispone 
che, per essere ammessi nella Pia Casa di Lavoro, occorre 
appai-tenere al Comune di Firenze ; ma anche altii Comuni 
ed i privati possono ottenervi l'ammissione per qualche ina- 
bile al lavoro, corrispondendo la retta giornaliera da deter- 
minarsi dal Consiglio di Amministrazione. Xelle ammis- 
sioni non viene tenuto conto delle religioni alle quali gli 
ammittendi appartengono; quindi né lo Statuto organico, 
uè il Kegolamento impongono ai ricoverati pratiche di culto 
qualunque esse sieno. 



10 PIA CASA DI LAVORO 



Non tiitti i vecchi ammessi nella Pia Casa dal Muni- 
cipio risiedono nello Stabilimento. I locali, benché assai 
ampli, non lo permetterebbero; altre ragioni poi vi si 
oppongono. Quindi alcuni dei medesimi sono affidati alla 
custodia di qualche privato e per essi viene corrisposto un 
sussidio mensile. I ricoverati interni che sieno capaci, sono 
adibiti al disimpegno dei bassi servizi, come di pulizia, di 
cucina, di custodia ecc. Qualcuno è anche occupato du- 
rante il giorno fuori dello Stabilimento, come a custodia 
di uffici, magazzini, case ed altro. 

Nella Pia Casa vengono inviati non tanto di rado gli 
individui sorpresi a questuare, senza però che la R. Que- 
stura ne ordini sempre, a mente della Legge di P. S., il 
ricovero. Quindi l' Ufficio di Beneficenza del Municipio^ 
quando, come il più delle volte avviene, non trova nel 
ricoverato i requisiti voluti dallo Statuto della Pia Casa 
per la di lui ammissione nella medesima, ne ordina il 
rilascio ; e compie cosi il suo dovere , sia perchè ordi- 
nando r ammissione di un catturato che fosse privo dei 
prescritti requisiti, froderebbe ad altri, più di lui aventi 
diritto, il beneficio del ricovero, sia perchè, il trattenerlo 
senza un categorico ordine dell'autorità di P. S. costitui- 
rebbe un vero sequestro di persona e, come tale, sarebbe 
perseguibile penalmente. Del resto se è da lamentarsi que- 
sta contraddizione fra un' autorità che arresta i mendichi^ 
e un'altra che, per fare il proprio dovere, deve rimetterli 
in libertà, non v' è d' aitilo canto da augurarsi che la Que- 
stiu-a ricorra per l'avvenire alle vere e proprie ordinanze 
di ricovero, secondo le disposizioni della Legge 30 Giugno 
e del Decreto 10 Novembre 1889 per le quali i questuanti 
viziosi poti-ebbero essere trattenuti — anche nolenti — nella 
Pia Casa, poiché sarebbe immorale il confondere questi 
inquilini forzati, con quelli che godono, a buon dritto, della 
pubblica beneficenza. L'ammissione formalo e forzata dei 
mendichi viziosi nell' Istituto non farebbe che ridare al 



Vl\ CASA DI LAVORO 11 



medesimo — senza nessun pratico benelizio per la città — 
il nome che altra volta esso ebbe di luogo di pena^ e che 
ora fortunatamente più non gli spetta, come sta a testi- 
moniarlo la lapide fatta porre sulla porta d' ingresso dello 
Stabilimento dal comm. Carlo Peri, il compianto e bene- 
merito primo direttore dell' Opera Pia, e nella quale si 
legge questa ben ispirata iscrizione : 

Quest'ospizio dell' indigeuxa — durato con varia for^ 
twm e con discipline difformi — fiuo al 1868 — fu iu 
qttell'anìw — per decreto di Vittmio Emanuele Re d'Ita- 
lia — ricofiosciuto come Ojyera Pia ed ebbe proprie costi- 
tiixioìd — che lo fecero asilo di carità non di pena — 
oì^e trovano riposato vivere gli impotenti al lavaro — e si 
addestrano alle arti meccaniche i giovanetti abbandonati 
— provvedendo il Comune di Firenxe — a mantenervi i 
poveri della città — tolti alla vergogna del mendicare. 

Neil' ospizio non possono essere ricoverati gli adulti 
se non quando sieno inabili ad un proiìcuo lavoro; ed i 
giovani abili al lavoro vi rimangono fino al 16** anno se 
ammessi dal Municipio, fino ^\ 18° anno se ammessi dal- 
l' Amministrazione della Pia Casa. La sezione maschile ò 
costantemente separata da quella femminile ed ogni comu- 
nicazione fra i due sessi ò impedita nella forma più asso- 
luta. Tutti i giovani ricoverati indistintamente ricevono, a 
seconda della loro età e della loro attitudine, la isti-uzione 
civile nelle Scuole speciali dello Stabilimento, o in quelle 
Comunali, o negli Asili infantili più prossimi all' Ospizio. 

Il lavoro ò obbligatorio per tutti coloro che vi hanno 
attitudine. I giovani, più specialmente, o vengono collocati 
presso oneste famiglie, o sono inviati a giornata nelle offi- 
cine annesse allo Stabilimento, come quelle di mobili in 
ferro, mobili artistici in legno, fabbrica di carrozze e va- 
ligeria, calzoleria, lavori in cartonaggio, bomboniere, fon- 
deria di caratteri, officina di meccanico-fumista, fabbrica 
di fornelli e cucine economiche, officina di fonderia in 



12 PIA CASA DI TAVOKO 



bronzo ecc. Quelli che non possono trovare posto in dette 
oflScine vengono collocati presso privati affinchè apprendano 
un mestiere. I lavori di sartoria, tappezzeria, rassetto della 
biancheria ed indumenti personali, ed anche i piccoli lavori 
di manutenzione interna dello Stabilimento sono eseguiti 
dai ricoverati, i quali ricevono dall'amministrazione una 
adeguata mercede giornaliera. Le retribuzioni dell' opera 
dei ricoverati vengono divise a metà fra l'Amministrazione 
dell'Opera Pia ed i ricoverati medesimi. 

I ricoverati godono individualmente del permesso di 
uscita ordinaria due volte al mese olti*e all'uscita che viene 
accordata in certe speciali solennità dell'anno. Essi sono 
completamente mantenuti nell'Ospizio; ricevono tre pasti 
al giorno, dei quali due con vino. D vitto è abbondantis- 
simo e sano ; il pane, per saggia disposizione del Consiglio, 
dal 1" gennaio 1889 ^iene distribuito a ciascun ricove- 
rato a f'OìiHinìto, anziché a pe^'io come veniva praticato per 
l'addietro. Tutti i ricoverati maschi e femmine indossano 
sempre 1' uniforme prescritto dallo Stabilimento. 

II costo individuale dei ricoverati nella Pia Casa, 
tutto compreso si calcola in media di L. 0,90 al giorno, 
quello a tenuta a L. 0,34. 

La famiglia dell' Istituto si può calcolare in media in 
II. 1000 maschi e n. 700 femmine; di cui circa 450 fra 
maschi e femmine sono occupati nelle officine, negli asili 
ecc. Di essi circa 800 sono ricoverati nello Stabilimento ; 
gli alti-i sono a tenuta presso privati o negli Ospedali. 
A carico del Municipio se ne possono calcolare circa 1500. 
Gli altri sono a carico dell' Opera Pia (attualmente se ne 
possono calcolare circa 60), del Ministero dell'Interno, 
della Deputazione Provinciale, di diversi Cornimi e privati, 
dei Pii legati De Poirot e De-Lyphari, o — e questi sono i 
più — dell' Orfanotrofio di San Filippo Xeri, alti-o Istituto 
annesso alla Pia Casa di Lavoro e del quale mi riserbo 
di parhu'C. 



PIA CASA DI liAVOUO 13 



Il patrimonio della Pia Casa di Lavoro ed Opere Pie 
annesse consiste nella massima paii;e in Kendita pubblica, 
in fabbricati destinati all'Istituto e terreni annessi, in vari 
stabili urbani, nei mobili e suppellettili che arredano il 
grandioso Stabilimento, in alcuni capitali fruttiferi ammon- 
tanti a circa L. 105,000. Il pati'imonio complessivo può 
calcolarsi a circa 2,000,000. La Pia Istituzione provvede 
al suo fine : con le rendite dei beni patrimoniali ; con la 
retta individuale da corrispondersi per ciascun ricoverato 
in seguito a convenzione con le autorità interessate ; con le 
rendite eventuali provenienti dalla carità dei cittadini ; e 
con la parte del prodotto dei servizi prestati dai ricoverati 
ad estranei. 

Fra i cospicui legati che la Pia Istituzione ha ricevuto 
in varie epoche da munificenti benefattori possiamo anno- 
verare i seguenti, pm* non tenendo conto di tanti altri di 
minore importanza : 

Generale Alfonso La Marmerà L. 45,000; Barbieri 
Sacerd. Antonio L. 96,000; Petrovitch-Armis Bar. Teodoro 
L. 40,000 ; Yalenzaiii 8ac. Domenico L. 20,000 ; De Ta- 
levicht Barone Niccola L. 23,762 ; De Talevicht Giuseppe 
L. 44,000 ; Baronessa di Seggiano L. 14,500 ; Barone Go- 
tlieb-Gedalix L. 26,152; Carlo Del Pimgo L. 174,000; 
Stolypine Duca Nicola L. 50,000 ; Cammelli Filippo, libraio 
L. 47,393; il Pi'incipe Paolo Demidoff e varii anonimi 
L. 106,276. 

La Nobil Donna Caterina Placidi ved. Marchesa Bar- 
gagli con testamento pubblicato negli atti del Notare San- 
drucci il 16 Novembre 1897, disponeva a favore della Pia 
Casa di Lavoro di un'annua rendita di Lire ottomilacin- 
quecento, a cominciai'e dal terzo anno dopo la sua morte 
e destinata alla istituzione di n. 20 posti per vecchi ina- 
bili da denominarsi « Posti Placidi-Bargagli » e devoluti 
per tre quinti a poveri vecchi del Comune di Firenze e per 
due quinti a poveri vecchi della Provincia di Firenze. Tali 



14 PIA CASA DI I^WOKO 



posti sono a nomina dei fratelli Marchesi Bargagli e loro 
successori maschi e, in loro mancanza, dell' Amministra- 
zione della Pia Casa. H legato, secondo le norme stabilite 
dalla benefica testatrice, cominciò a fimzionare col Novem- 
bre 1900. 

Anche il Barone Giovanni Ricasoli-Firidolfi, morendo 
il 27 settembi-e 1901, legò a questa Istituzione la somma 
di L. 5000. 

Il ricordo delle generose elargizioni si legge scolpito 
sul maimo nelF ingresso della Pia Casa. Per alcuni, 
cioè per il Sacci-dote Barbieri, per il Del Fungo, per il 
Principe Demidoff, per il Generale La Mannora, per la 
Marchesa Bargagli, le lapidi speciali sono sol-montate dai 
i-espettivi busti. Quello della Marchesa Bargagli è opera 
piegevole del Professor Sodini, il quale eseguì anche il 
busto del compianto Comm. Peri che pure si ammira nel- 
r atrio. 

Le leggiere malattie sono cm-ate nelF interno dello 
Stabilimento, che ò dotato di apposite infeiinerie e che 
tiene al suo servizio due medici, uno primario e l'altro 
supplente. I malati più gravi sono inviati negli Spedali 
della città ai quali viene corrisposta la retta giornaliera. 
La media degli ammalati può calcolarsi a circa 600 al- 
l' anno; quella dei morti a 140, dei quali un centinaio 
circa fra coloro che oltrepassano i 70 anni : ciò che sta 
a dimostrare V ottimo frattamento igienico e vittuario dei 
ricoverati. 

Al servizio del culto interno provvede un cappellano 
con titolo e mansioni di parroco. 

Air Opera Pia sopraintende un Consiglio di ammini- 
strazione i cui membri sono eletti dal Consiglio Comunale. 
Esso ò composto di un presidente e di quattro consiglieri i 
quali durano in carica 4 anni e sono sempre rieleggibili. 
Attualmente ricuopre la carica di presidente Fon. Senatore 
avv. Olinto Barsanti al qual posto fu nominato Un dal 24 



PFA CASA DI LAVORO 15 

decembre 1898 succedendo al compianto on. senatore Piera 
Puccioni. I consiglieri sono i sigg. marchese Antonino Lot- 
teringhi della Stufa, prof. dott. Arturo Linakei;, comm. 
ten. generale Adriano Angioli e eav. dott. Gino Bertini. Il 
. Consiglio si occupa alacremente del buono e regolare anda- 
mento dell'Istituto; e, giova riconoscerlo, T opera intelli- 
gentissima ed attiva dei componenti il Consiglio stesso ha 
valso a dai'e maggiore impulso e vita sempre più rigogliosa 
e pili sicura alla benefica ed importante istituzione. 

Capo del personale interno è il Direttore, nominato 
dal Consiglio Comunale, su proposta del Consiglio di am- 
ministrazione deir Istituto, mediante una terna. Esso, coa- 
diuvato dagli altri impiegati, provvede air andamento am- 
ministrativo ed economico del Pio Kicovero, avendo ancora 
la diretta e suprema sorveglianza della parte disciplinare ed 
educativa dei ricoverati. A successore del compianto comm. 
Carlo Peri il 9 Marzo 1896 venne chiamato, come già si ò 
detto, al posto di Direttore l'avv. Giacomo Ceroni, un ottimo 
funzionario intelligente e scrupoloso esecutore delle saggio 
disposizioni che emanano dal Consiglio per il buon anda- 
mento doir Istituto. Il Direttore e gli impiegati a nomina 
del Consiglio di amministrazione hanno diritto a pensione, 
ai termini del regolamento comunale 2 gennaio 1866. 

Per dimostrare l'importanza e Futilità di questa istitu- 
zione non occorre spendere molte parole, come non occorre 
dilungarsi troppo per far rilevare il retto e pratico suo fun- 
zionamento dovuto alle cure alacri ed intelligenti che ad 
essa dedicano i benemeriti componenti il Consiglio di am- 
ministi*azione e l'attivissimo Direttore, i quali tutti nella 
cerchia dello loro attribuzioni, contribuiscono a che l'azione 
benefica dell'Istituto non si disperda, né sia mal distribuita, 
ma invece miri sempre a sollevare gli spiriti o avviliti 
dall' ignoranza, od oppressi dalla sventura. 

Giom quindi augurarsi che la beneficenza, della quale 
Firenze dà continue e luminose prove, si rivolga costan- 



16 OKFAXOTROFIO DI S. FILU'PO NERI 



temente a vantaggio di questa Istituzione tanto benemerita 
della classe sofferente, ond'essa possa, nonché vivere, ma 
ognor più prosperare ed allargare la sua utile e nobile 
azione in prò degli sventurati. 



ORFANOTROFIO DI S. FILIPPO NERI 

EREDITÀ DE POIROT 

Dopo aver parlato della « Pia Casa di Lavoro » è 
doveroso accennare alle importantissime Opere Pie alla 
medesima annesse « Orfanotrofio di S. Filippo Xeri » ed 
« Eredità De Poirot. » 

Ippolito Francini, un ottico fiorentino molto stimato 
ed accreditato, agli stipendii del Granduca Cosimo III, nel- 
r anno 1650 cominciò a raccogliere nella sua casa alcuni 
fanciulli poveri oifani od abbandonati alimentandoli a sue 
spese ed impartendo loro l'istruzione. Cessato di vivere il 
Francini nel 1653, il sacerdote Don Filippo Franci continuò 
l'opera benefica ed umanitaria introducendovi modificazioni 
ed utili perfezionamenti. Da qui anzi 1' errore in cui molti 
cadono nell' affermare che la prima origine di tale filanti-o- 
pica istituzione sia dovuta al sacerdote Don Filippo Fi-anci, 
mentre essa deve invece la sua iniziativa al Francini. 

Il dì 11 novembre 1653 l'Istituto riceveva un'ordi- 
nata organizzazione stabilendo la sua sede nel vicolo di 
messer Bivigliano Baroncelli, oggi dei Lanzi, in im locale 
donato al Francini dal cardinale Leopoldo De Medici; 
passò poi in aldine case fra via dei Cerchi e via dei Ci- 
matori dove sono i bagni così detti della Quarconia, e 
finalmente nel vasto locale donato dal Governo «presso la 
chiesa di San Giuseppe ove già risiedeva il convento dei 



KKEDITÀ DE POIROT 17 



PP. di San Francesco di Paola. L'Istituzione, posta sotto il 
patrocinio di S. Filippo Neri, come quello che tanto amore 
ebbe per i giovanetti, stabilì la sua sede nel fabbricato 
della Pia Casa di Lavoro alla quale fu annessa con mo- 
tuproprio di Pietro Leopoldo Granduca di Toscana in data 
1** marzo 1786; e così un Istituto aiuta l'altro, rendendo 
molte spese meno gravose per ambedue le istituzioni. 

Da principio l' Istituto fu denominato « Spedale » e 
poi « Casa di rifugio dei poveri fanciulli di S. Filippo 
Neri » prendendo per insegna la Lupa che lambe il Lu- 
patto col motto: « Lambendo figurai. » Il popolo gli 
dette anche il nome di Qiiarcmiia^ desumendolo, secondo 
quanto asserisce il Passerini (Storia degli Stahilinienti di 
beìieficenxa\ dai bagni che esistono in via dei Cimatori, 
ove la Casa di Ricovero ebbe, come abbiamo detto, la sua 
sede e che sono conosciuti con quel nome; secondo quanto 
dice il Lastri, dai due avverbi, «Qiiare» e « QuoìiiaNi » 
che, per formula usuale, precedevano le deliberazioni con 
cui si ordinava la reclusione degli alunni nella casa corre- 
zionale esistente nel Ricovero e nella quale venivaijo rin- 
chiusi i discoli. L'Istituto fu pure denominato la «Pia Casa 
dei monellini. » Esso era allora diviso in due sezioni ed 
aveva due scopi: uno educativo, l'altro correzionale. Nella 
Sezione educativa veniva curata l'educazione morale e fisica, 
e si addestravano i ricoverati alle arti ed ai mestieri, sì 
da renderli poi atti a guadagnarsi onestamente da vivere. 

Tale Istituto fu il primo ad adottare il sistema della 
separazione di letto, e ciò, ben si comprende, con immenso 
vantaggio della morale ed anche dell'igiene. Questo sistema, 
lodevolissimo, non era, secondo il Passerini, stato adottato 
in nessun altro Ricovero simile a quello di cui ci occu- 
piamo, neppure fra quelli esistenti nelle più grandi meti*o- 
poli di quei tempi. Nella sezione correzionale, nel 1677, il 
Franci adottò per primo il sistema della reclusione cellu- 
lare, sistema che il Passerini rivendica alla Toscana contro 



EREDITÀ DE POIKOT 19 



Le condizioui per l' ammissione dei giovani nell' Orfa- 
notrofio sono : la mancanza dei genitori od almeno del pa- 
dre.; povertà o assenza di parenti obbligati e validi a man- 
tenere gli orfani. Possono esservi accolti ancora alimni 
anmiessi dal Municipio, se anche non sono orfani, ma purché 
appartengano a genitori aventi numerosa prole e miserabili, 
oppure che essi, sieno stati abbandonati dai genitori. La 
preferenza è data sempre agli orfani maschi del Comune 
di Firenze; ma se le rendite dell'Opera Pia offrono màr- 
gine, vi vengono ammesse ancora le femmine prive al- 
meno del padre. 

Sulte rendite dell' eredità De Poirot, se esuberanti al 
mantenimento dei ricoverati, vengono assegnati dei sussidi 
dotali alle sorelle povere degli alunni che occupano posti 
sui redditi del legato stesso, quindi a quelle della Parroc- 
chia di Or San Michele, ed in fine a quelle della PaiTocchia 
di San Felice in Piazza. Se, dopo tali erogazioni, si verifi- 
cano altri avanzi nelle rendite del pio legato, possono essere 
ammesse nell' Orfanotrofio le giovanetto orfane almeno del 
padre appartenenti alle ricordate due parrocchie, e, in di- 
fetto di queste, gli orfani maschi e femmine delle atoe par- 
rocchie del Comime, preferendo sempre i maschi. 

Questi orfani vengono mantenuti ed educati nella Pia 
Casa di Lavoro mediante corresponsione alla medesima della 
retta stabilita e sotto le discipline sancite dal regolamento 
interno di quell' Istituto. Le femmine debbono essere man- 
tenute ed educate come convittrici nell' interno dell' Isti- 
tuto; i maschi possono (però solo in casi eccezionali ed a 
giudizio del Consiglio di Amministrazione) essere aflidati ad 
oneste famiglie che li educhino ed istruiscano in qualche 
mestiere. 

Il benefizio del ricovero dura fino al 18° anno com- 
piuto. 

Attualmente i ricoverati sono: numero 110 maschi e 
numero 72 femmine, di cui: numero 72 maschi e numero 



20 OKFANOTROFIO DI S. FILIPPO NERI 

■ " ■ < — - ^ Il I ■ -■ ■ " - .. — - . .1 ■■■ ■ ■ - _ . - - I . ... .- - . 

48 femmine a cai-ico dell' Orfanotrofio di San Filippo Neri ; 
numero 85 maschi e numero 21 femmine a carico dell'ere- 
dità De Poirot; numero 3 maschi e numero 3 femmine 
sono a carico del legato del comm. Peri di cui parleremo 
qui appresso. 

Alla morte del Franci, avvenuta intorno al 1700, 
1' opera dell' ottico Ippolito Francini venne continuata da 
Carlo Gianni , ricchissimo cittadino, già scudiere alla Corte 
di Cosimo III. Esso dedicò all'Istituto, e ad altre istituzioni 
di beneficenza, tutta le sua vita, tutte le sue sostanze. I^ 
Gianni fu il più gran filantropo dei suoi tempi, e le sue 
azioni benefiche, il soccorso continuo da esso elargito ai 
poveri e l'opera attiva e munificiente dedicata al Rifugio 
di San Filippo Neri, in cui, come già si è accennato, oltre 
ai fanciulli vaganti venivano allora accolti anche i discoli, 
vengono ricordate dal popolo fiorentino con Tespressione 
forse un poco ti-iviale, ma molto significante. « Xoii san 
mica Carlo Gianni che faceva le spese ai baron f,...f» 

Non sappiamo chi succedesse immediatamente al bene- 
fico Carlo Gianni nella direzione dell' Orfanotrofio. In tempi 
più recenti, ossia negli anni 1848 e 1849, ne fu direttore 
attivissimo Pietro Thouar, il letterato fiorentino ben cono- 
sciuto per i suoi racconti e romanzi tanto popolari quanto 
morali, segretario dell' Accademia dei georgofili e deputato 
dell'Assemblea Toscana, il quale, in gioventù, era vStato 
anch'esso alunno nell'Orfanotj-ofio medesimo. Benché breve 
sia stato il tempo che il Thouar rimase alla direzione del- 
l' Istituto, pur nonostante questi ne risentì grandi vantaggi 
morali e materiali. 

Assumendo poi la direzione della Pia Casa di Lavoro, 
l'operoso comm. Carlo Peri, questi dedicò al Pio Ricovero 
le più assidue ed amorevoli cure, sì da farlo sempre mag- 
giormente prosperare infondendogli una vita sempre più 
rigogliosa. L'ottimo e benefico comm. Carlo Peri, che in 
vita aveva dimostrato tanto amore per le istituzioni da esso 



EREDITÀ DE POIROT 21 



dirette per tanti anni, morendo, lasciò quasi tutti i suoi 
averi a benefizio dell' Orfanotrofio, il quale istituì con quel 
legato sei posti di ricovero divisi fra maschi e femmine. 

Degno successore del compianto comm. Peri è stato, 
nella direzione, Tavv. Giacomo Ceroni il quale pone il mas- 
simo interesse ed il più grand' affetto onde assicurai-e sem- 
pre un maggiore incremento all'Istituto che ha acquistato 
ormai tanta importanza per l'azione educatrice ed umani- 
taria che esso spiega a vantaggio di tanti poveri orfani 
od abbandonati, cercando ogni mezzo per dare bravi ope- 
rai ed ottimi cittadini; al quale intento è anche costante- 
mente rivolta l'opera oculata, intelligente ed amorevole 
dei benemeriti componenti il Consiglio di amministrazione 
e della direzione dell'Orfanotrofio, meritevole in tutto del 
massimo e costante favore dell'intera cittadinanza. 



- oo ^ g g z^^cL^o - 



Istituzioni Fiorentine. 2 



24 SOCIETÀ DI M. S. FRA GLI OPHUI 

classi che vivono del lavoro. Lo scopo della medesima è 
quello di soccorrere con sussidii quotidiani i soci divenuti 
inabili al lavoro per malattia, o per età ; ed essa, fedele al 
suo principio, corrispose sempre a questo scopo, pel quale 
fu istituita. 

I suoi soci sono divisi in due categorie : quelli effettivi 
partecipanti, cioè, ai sussidi, e quelli che non hanno diritto 
a sussidio in nessun caso. Diu*ante la sua lunga, ed in al- 
cuni anni anche prosperosa vita, essa ha avuto una oscilla- 
zione non lieve nel numero dei soci. 

Al 31 Dicembre 1862 essi raggiungevano già il nu- 
mero di 208; il numero massimo fu raggiunto nell'anno 1866, 
in cui si contavano 804 uomini e 182 donne. Oggi invece 
ne abbiamo 448 di prima categoria e 93 di seconda. Ma 
tale diminuzione assai sensibile dipende evidentemente dalla 
continua creazione che si verifica di nuove Società divise 
per arti e mestieri, le quali hanno tutte, sebbene sotto altra 
forma, uno scopo identico a quello che ha la Società di cui 
parliamo. 

E da augurarsi però che, non appena superato il pe- 
riodo ascendente dei sussidii per causa di età, 31 che la 
Società possa elevare alquanto la quota giornaliera dei sus- 
sidii stessi, il numero dei soci aumenterà ed una nuova e 
più rigogliosa vita verrà ad infondersi in questa benefica 
Associazione. 

Essa ha attualmente un fondo destinato a sussidii per 
malattia di L. 9476.86 costituito dalle conti-ibuzioni setti- 
manali dei soci, ed un fondo di L. 165,522.00 per sussidii 
a eausa di età, in aumento del quale — a seconda dello 
Statuto — vanno ogni anno i sette ottavi dell'avanzo netto 
dell'amministrazione generale ed i frutti capitalizzati. 

Da quando fu fondata a tutto il 1901 essa pre- 
senta una entrata totale di L* 855,000 circa ed una uscita 
di L. 680,000 circa, di cui la massima parte furono erogate 
in sussidii. 



SOCIETÀ DI M. S. FKA (ÌLI 0PP:RAI . 25 

Tali cifre se stanno a dimostrai^e chiaramente e senza 
bisogno che noi ci dihinghiamo di troppo, con quanta 
efficacia questa benemerita Società ha esercitata la sua prov- 
vida azione a vantaggio dei soci ammalati ed in età avan- 
zata, dimostrano altresì quanto l'opera sua benefica ed illu- 
minata sia stata anche universalmente apprezzata. 

S. M. il Ee Vittorio Emanuele II, con la sua magnanima 
generosità e riconoscendo l'utile grandissimo che questa 
istituzione arrecava alla classe operaia, nell'anno 1863 le 
elargì la cospicua somma di L. 5000. Il Municipio di 
Firenze nel 1865, in occasione delle feste per il centena- 
rio di Dante, le assegnò la somma di L. 1928.85, ed il 
benemerito sig. marchese Carlo Incontri le donò nel 1882 
L. 500 in oro. Il suo vice-presidente cav. Pietro Benini, 
morendo, le lasciò per testamento L. 500. Largo poi di 
sovvenzioni per essa è stato sempre il suo benemerito Pre- 
sidente principe Don Tommaso Corsini; il munificente si- 
gnore per varii anni ha supplito del proprio alla differenza, 
non lieve, fra il sussidio per malattia effettivamente corri- 
sposto ai soci e quello stabilito dal Consiglio il quale, per 
esigenze di bilancio, aveva dovuto ridurlo di cent. 10 per 
ciascun giorno e per ogni socio. Oltre a ciò il principe 
Corsini, che ne è stato fin dalla sua costituzione, e ne è 
tuttora il ben amato e premuroso presidente, ha dedicato 
alla Società tutte le sue intelligenti ed amorevoli premure, 
tutto il suo alto e benefico appoggio, si che fra la classe 
operaia questa popolare associazione è generalmente cliia- 
mata la « Società Corsini. » 

Le quote giornaliere di sovvenzione ai soci sono: per 
gli uomini la massima di L. 1,50 e la minima di L. 0,25; 
per le donne la massima di L. 1 e la minima di L. 0,15 ; 
per la durata, tanto per le donne quanto per gli uomini, 
dalla minima di un giorno ad un tempo indeterminato se 
si ti^atta di invalidità. Soltanto in caso di malattia acquisita 
colposamente non viene accordata la sovvenzione. Prima 



26 SOCIETÀ DI M. S. FKA (tLI OPERAI 

che venga accordato il sussidio, la malattia, denunziata al 
Direttore, viene accertata dai medici della Società e dal vi- 
sitatore; il sussidio comincia a decorrere- dopo tre giorni 
dalFavvenuto accertamento. Oltre alle sovvenzioni per ma- 
lattia, la Società accorda, in via eccezionale, anche dei sus- 
sidii da L. 10 a L. 20, alle famiglie dei soci defunti. Ac- 
corda inoltre a titolo di pensione un sussidio giornaliero di 
cent. 25 agli uomini dopo raggiunta l'età di anni 62, e cen- 
tesimi 15 alle donne dopo raggiunti gli anni 58. 

A tutto Fanno 1901 la Società ha erogato in sussidii 
per malattia acuta, per cronicismo, per invalidità e per 
causa di età, l'egregia somma di L. 530,000 circa. 

Dai quadri graiici che gentilmente ci sono stati esibiti 
abbiamo potuto rilevare il movimento dei sussidii elargiti 
dalla Società dall'epoca in cui essa cominciò a funzionare^ 
e nell'oscillazione continua che in questo lungo periodo si 
è verificata, troviamo che il massimo delle giornate di sus- 
sidio per malattia acuta lo abbiamo, per gli uomini, in nu- 
mero 3750 nell'anno 1882, e per le donne nell'anno 1867 che 
furono num. 1242 giornate. Nei sussidii per cronicismo ab- 
biamo il massimo, per gli uomini, nel 1872 con giornate 
3429, e, per le donne nel 1867 con giornate 1303. Per 
invalidità, si ha il massimo in giornate 7277 per gli uomini 
nel 1874, e per le donne nel 1888 con giornate 1866. I 
sussidii per causa di età presentano, naturalmente, un au- 
mento ogni anno, e mentre si cotìiincia con num. 386 gior- 
nate agli uomini nell'anno 1871 e num. 269 giornate alle 
donne nell'anno 1875, siamo giunti oi-mai a comspondere 
oltre 35,000 giornate agli uomini e num. 10,500 alle 
donne, quantunque, come già si è accennato, il numero 
dei soci sia molto diminuito. 

Il totale delle giornate di sussidio per causa di età a 
tutto l'anno 1901 dal giorno della costituzione ammonta 
a n. 484,000 cin.'a per gli uomini ed a n. 166,000 circa 
per le donne. 



SOCICTÀ DI M. S. FRA «il.I OPt:RAI 27 

La Società concorse all'Esposizione nazionale di Mi- 
lano ^nel 1881 riportandovi la medaglia d'argento; ed uguale 
onorificenza la conseguì anche nell' Esposizione operaia ita- 
liana di Torino nel 1890. All'Esposizione generale italiana 
a Torino del 1898 si presentò ma fuori concorso. 

Essa è amministrata da un Consiglio direttivo, di cui 
è presidente, come abbiamo già detto, S. E. il Principe Don 
Tommaso Corsini, senatore del Regno. Vice-presidenti sono 
da varii anni il cav. prof. Cesare d' Ancona ed il conmien- 
datore Piero Barbèra. Segretario benemerito ò, dal 16 mag- 
gio 1886, il march, ing. Giorgio Xiccolini, e vice-segre- 
tarii i signori Adolfo Coppini e Enrico Fiacchi. Yi è poi il 
direttore rag. Andrea Martini, il quale dall'anno 1893 de- 
dica tutta la sua intelligente ed operosa attività a vantaggio 
di questa importante Associazione. Il signor Carlo Pratesi 
ne è il cassiere. Consiglieri, attualmente, sono i signori 
Del Sere Marco, Donnini professor Luigi, Donati avv. 
Guido, Cocci Carlo, Paoli Leopoldo, Poneti Sebastiano, Chi- 
lovi comm. Desiderio, Caiani Gino, Perrone-Compagni 
comm. marchese Ranieri, Marchettini comm. ing. Natale, 
Arlia comm. Costantino, Giovannozzi Pasquale, Vannini 
Pasquale, Fiorentini Angiolo e Ronchi Pietro. I signori 
Egisto Signorini, Leopoldo Vannini, Marconcini Leopoldo e 
Bandini Agostino rivestono la carica di consiglieri-supplenti, 
ed i signori cav. Pietro Chiocchini, cav. Paolo Signorini 
e cav. uff. Ottavio Parenti ne sono i sindaci. 

Il 7 marzo 1897 fu effettuata nella sede sociale in via 
del Castellaccio N. 10 una fiera di beneficenza a favore dei 
figli piccoli dei soci più bisognosi. Promotore di tale festa fu 
l'egregio avv. Guido Donati e vi conti'ibuirono, con offerte 
in denaro ed oggetti, tutti i componenti il Consiglio di Am- 
ministrazione e, più specialmente il principe D. Tommaso 
Corsini ed i signori dott. Edoardo Bruno, Carlo Pratesi, 
marchese comm. Giorgio Niccolini, comm. Piero Barbèra, 
prof. cav. Cesare D' Ancona, comm. Antonio Civelli. L'in- 



28 SOCIETÀ DI M. S. FKA GLI OPERAI 

tento che si prefiggevano i promotori e cooperatori di questa 
fiera era quello di dare un maggiore sviluppo alla Società 
aumentandone il numero dei soci; ma per mala ventura il 
resultato non corrispose completamente allo scopo. Ad ogni 
modo i piccoli figli dei soci bisognosi ne risentirono non 
lieve vantaggio; furono, erogate in loro favore L. 135 in 
N. 45 libretti della Cassa di Risparmio e vennero inolti-e 
distribuiti N. 52 premi in oggetti di vestiario ed altro. 

L'opera di questa Associazione, la quale mirò costan- 
temente al sollievo della classe operaia, fu ognora e da tutti 
apprezzata; essa si tenne sempre modestamente, lieta solo 
di potere, con le forze che le venivano dai suoi soci e dai 
suoi benefattori, rispondere allo scopo per cui si costituì, 
scopo che merita da^'vero il più largo favore della intiera 
cittadinanza, favore che vogliamo augurarci non verrà mai 
a mancare alla benefica istituzione. 



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30 ISTITUTO DEGÙ innoc>::n'ti 



tenimento e s(^ievo dei poveri e pellegrini, e da lui ceduto 
con atto del 4 ottobre 1218 alla Chiesa Romana, comincia- 
rono ad essere ricoverati i bambini abbandonati, e nel 1292 
tale spedale fu posto sotto la protezione dell'Arte dei Mer- 
catanti di Por Santa Maria. 

Sul principio il numero dei bambini ricoverati non era 
molto rilevante. Dal 1395, dal quale anno comincia il re- 
gistro di iscrizione dei ricoverati fino al 1425, la media an- 
nuale dei bambini inscritti non arriva a tredici. 

Dal 1425 al 1456 mancano i registri e dal 1456 al 
1463, anno in cui a^^enne l'unione col nuovo ospedale di 
Santa Maria degli Innocenti, la media annuale superò i 39. 
I fanciulli venivano ricevuti di qualunque età; ne furono 
consegnati fino di 4, 6 e 8 anni. 

Le rendite provenienti da case e terreni, e con le quali 
lo Spedale prov\^edeva al mantenimento dei poveri, dei pel- 
legi'ini e degli esposti, in breve volger di tempo divennero 
insuflìcienti. 

Nel 1448 lo Spedalingo Michele di Niccolò di Yanni^ 
per sopperire alle, spese occorrenti ai 150 ricoverati, dovè 
ricorrere al Comune, il quale lo soccorse prelevando un 
denai-o per lira dalle paghe di tutti i suoi stipendiati. 

Un alti'o ricovero per gli esposti si ebbe nello Spedale 
di Santa Maria della Scala, fondato nel 1316 da Cione di 
Lapo Pollini legnaiuolo, del popolo di Santa Maria Novella, 
spedale che era aggregato all'omonimo e grande spedale 
Senese, fondato, si crede, circa la metà del nono secolo. 
Nel 1536 tale spedale della Scala fu unito a quello degli 
Innocenti. 

Nel 1421 l'Arte di Por Santa Maria aveva gettate, in 
un giardincj presso la Piazza dei Servi, le fondamenta dello 
Spedale che fu intitolato di Santa Maria degli Innocenti 
e destinato a ricevere, nutrire ed allevare i gettatelli, ed a 
cui la Repubblica fiorentina concesse privilegi amplissimi 
ponendolo sotto l'autorità dell' Ai'te della Seta. Il fabbricato 



ISTITUTO DEdU INNOCENTI 31 

fii disegnato da Filippo Brunelleschi ed i lavori fui*ono di- 
retti dal suo allievo Francesco della Luna; ma i lavori, per 
la scarsezza dei denari, furono ultimati solo nel 1444. 

La vita di questo Istituto non fu sempre florida, nò 
scevra di difficoltà e peripezie. I ricoverati aumentarono 
ogni anno di numero, e per fare fronte alle spese neces- 
sarie al mantenimento della famiglia, non furono ognora 
sufficienti i provvedimenti adottati dall'Arte di Por Santa 
Maria e dal Governo della Eepubblica, benché ad essi ve- 
nissero ad unirsi le cospicue elargizioni di numerosi bene- 
fattori, le commissioni e gli accatti. Nel 1463, con l'unione 
air Istituto del Brefotrofio di S. Gallo, pervennero al me- 
desimo diversi beni, ma anch'essi rimanevano insufficienti 
al mantenimento della famiglia la quale aumentava ogni 
giorno. 

All' Istituto, che era stato sgravato di alcime tasse, fu- 
rono anche confermati certi privilegi ; ma ciò nonostante, e 
ad onta delle generose elargizioni fattegli, alcune delle quali 
veramente cospicue come quelle dfi Pier Sederini, perpetua 
gonfaloniere della Repubblica, gli anni volgevano tristi per 
le di lui condizioni economiche. Si racconta che verso 
il 1500 le bocche a carico dello Spedale erano circa 1400; 
i debiti molti, nò potevano esser pagate neppure le balie^ 
tanto che qualche fanciullo mori perfino di fame ! 

I Medici, durante la loro dominazione favorirono, giova 
riconoscerlo, lo sviluppo del Brefotrofio, procurando in spe- 
cial modo che ne fossero ampliati i locali ; per avvantag- 
giarne le condizioni economiche, le quali si erano rese 
sempre più critiche, Cosimo I unì al medesimo lo Spedale 
degli Esposti di San Gemignano fornito di ricche rendite. 
Ma, nonostante tutto ciò, per varie vicende si giunse al 
punto che nell'agosto 1579 si annunziò la rovina dello Spe- 
dale ove si trovavano in custodia 1600 poverelli dei due 
sessi, come racconta il Settimanni nel suo Diario^ essendosi 
scoperto im debito di 100,000 scudi. Secondo il Settimanni 



32 iSTrTUTo D»H>r [xy«x'E>Ti 



i ricoverati fino dai 12 ai 16 anni di età sarebbero >Jtati 
imbarcati snlle (fakre a Livorno e sarebbero state tatte 
iiHfrire dall' ospedale molte fanciulle le quali, in massima 
parte, si sarebbero date al meretricio. 

Superata la crisi, per i provvedimenti presi dal Gran- 
duca, r Amministrazione dello Spedale si trovò assai sgra- 
vata; si aumentarono i lavoratori e si cercò di diminuire 
la famiglia intema; e nel 1660, sotto il Priorato del sacer- 
dote Paolo Squarcialupi, lo sbilancio annuo resulta ridotto 
a circa 3000 lire soltanto. 

Nel 1756 fu fatto nello Spedale il primo esperimento 
dell' innesco del vaiolo umano, il primo che si facesse in Fi- 
renze, e r inoculazione fu continuata fino a che non si co- 
minciò ad applicare il ritrovato di Jenner e poscia impian- 
tato nello Spedale l' Istituto Vaccinogeno. Ma di questo 
parleremo in seguito. 

Con r avvento al trono di Pietro Leopoldo cominciò 
una nuova e più sicura vita per lo Spedale degli Inno- 
centi. I savii pro^-vediiienti adottati misero \ Istituto in 
condizioni economiche molto più favorevoli; fiu-ono ad esso 
aggregati dei fondi provenienti da varii monasteri soppressi, 
col carico però di alcuni oneri; fu allargato il territorio 
in cui lo Spedale doveva esercitare la beneficenza: fu isti- 
tuita una casa per i gettatelli nel Mugello ; fu eretto imo 
Spedaletto a S. Piero in Bagno, e venne aperta nel Bre- 
fotrofio una scuola di operazioni chirurgiche. 

Tali provvedimenti vennero poi resi più efficaci e più 
utili con altre più pratiche e più sagge disposizioni prese 
da Ferdinando III. Ma provvedimenti più proficui per la 
vita dell'Istituto furono quelli adottati da Maria Luisa regina 
reggente sul trono di Etruria, con i suoi motuproprii del 7 
dicembre 1805 e 11 dicembre 1806. 

Caduta la Toscana in dominio dell' Impero francese 
ricominciarono gli anni tristi per il Brefotrofio poiché ad 
esso furono diminuiti i cespiti di entrata, e con decreto 



ISTITUTO de(tLi innocenti 33 



dell' 11 gennaio 1810 il Prefetto del Dipartimento dell'Arno 
riunì gli Spedali di S. M. Nuova, di San Giovanni di Dio e 
quello degli Innocenti sottoponendoli tutti alla Coìtnìmsione 
amministrativa degli Spedali di Firenxe, la quale fu sciolta 
il 19 luglio 1814 col ritorno al potere dei Lorenesi. Gli 
Spedali allora riacquistarono la loro autonomia; ma l'unione 
forzata, quantunque fosse stata breve, produsse conseguenze 
disastrose per il Brefotrofio. Al medesimo furono poi resi al- 
cuni dei già goduti privilegi, ed in suo favore vennero presi 
nuovi provvedimenti, sì che la sua vita proseguì per varii 
anni in una alternativa di più o meno floride condizioni. 

Con r unificazione d' Italia, 1' ordinamento di questo 
Istituto non fu alterato. Di fronte all' affluenza nel Brefo- 
trofio dei Bambini legittimi, furono escogitati varii mezzi 
— sempre però insufficienti — per limitare tale abuso. Nel 
1867 si cominciò la chiusui'a delle ruote in varii Comuni, 
proseguita poi in altri Comuni nel 1868 e nel 1872. Dopo 
varii studii e vinte le ultime titubanze, il 30 giugno 1875 fu 
chiusa la Ruota di Firenze e fu aperto in sua vece un ap- 
posito ufficio per la consegna dei bambini illegittimi. 

Dopo la soppressione della ruota lo stato economico 
del Brefotrofio si fece piìi sodisfacente, e le rendite del pa- 
trimonio, non solo erano sufficienti, ma permettevano an- 
cora, ogni anno, qualche modesto avanzo. 

A norma della legge sulle Opere Pie l' Amministi-azione 
dell'Istituto doveva essere affidata ad un Consiglio Ammi- 
nistrativo; ma prima di procedere alla nomina di tale Con- 
siglio, si dovè pensare allo studio e compilazione di uno 
Statuto destinato a regolare la vita dell' Istituto stesso. Il 
prefetto senatore Gadda, per incarico della Deputazione Pro- 
vinciale, nominò nel 1887 un' apposita Commissione com- 
posta degli onor. signori aw. senatore Piero Puccioni, pre- 
sidente, comm. avv. Niccolò Nobili, comm. ing. Natale 
Marchettini, comm. Carlo Peri e cav. prof. Augusto Mi- 
chelacci al quale ultimo, dimessosi per motivi di salute, fu 



34 ISTITUTO DKOLI INXOCKXTl 

sostituito poi il dottor Luigi Torracchi segretario dell' Opera 
Pia. Tale Commissione adempì il difficile incarico e presentò, 
dopo superate non lievi difficoltà, lo schema dello Statuto 
che fu poi approvato dal Consiglio Provinciale nelle sedute 
dei 14 e 16 gennaio 1888 e sanzionato con Decreto lleale 
del 29 marzo successivo. 

Il nuovo Statuto non cambiò in nulla il fine e gli 
scopi dell'Opera Pia, la quale rimase quale era da secoli, e 
continuò ad accogliere e mantenere durante l'infanzia i figli 
dei genitori incogniti, educarli, sussidiarli entro certi limiti, 
e tutelarli fino alla maggiore età ; ricoverare temporanea- 
mente, mercè il rimborso per parte dei Comuni, i figli 
legittimi di genitori poveri; amministrare i patrimonii e 
legati pii di cui è onerata, dare esecuzione alla volontà dei 
testatori conferendo doti, posti di studio ec. 

Al 31 decembre 1888 il patrimonio attivo netto dello 
Spedale degli Innocenti ascendeva alla egregia somma di 
circa undici milioni; ed oggi dopo cioè altri tredici anni di 
vita, non certo travagliata e con la cauta amministrazione 
del Pio Istituto, tale patrimonio si sarà sicuramente accre- 
sciuto di qualche milione. 

Dopo approvato lo Statuto organico, nella seduta del- 
l' 11 aprile 1888, il Consiglio Provinciale procede alla no- 
mina del primo Consiglio di Amministrazione, il quale 
riuscì composto dell' onor. senatore "marchese Luigi Eidolfi, 
presidente, e dei signori marchese Antonio Gerini, dottor 
Sestine Sestini, marchese Piero Bargagli e avv. prof. Oio- 
vanni Piccini, consiglieri. Tale Consiglio nominò poi, nella 
sua adunanza del 12 giugno 1888, Commissario Direttore 
del Pio Istituto il cav. Gustavo Pucci, che prese ufficial- 
mente possesso della sua carica il 8 luglio successivo, carica 
che r egregio uomo disimpegnò sempre con zelo ed intel- 
ligenza e che conserva con onore anche oggi. Il Consiglio 
d' Amministrazione presentemente è così composto. Ridolfi 
senatore Grande Ufficiale marchese Luigi, presidente; Tor- 



ISTITUTO DKGLI IXXOCEXTI 85 



rigiani marchese comm. Filippo, Altoviti-Avila marchese 
Corbizzo, Piccini prof. avv. Giovanni, Marchi comm. pro- 
fessor Girolamo, consiglieri. 

Prima cura del Commissario Direttore fu quella di 
studiare il riordinamento ed il miglioramento dei locali 
del Brefotrofio, che ormai non rispondevano alle mo- 
derne esigenze della scienza e dell' igiene. Gli studii fu- 
rono lunghi e difficili, e nelP esecuzione dei lavori appro- 
vati dalle superiori autorità, l'egregio Commissario ebbe un 
aiuto efficace, intelligente ed attivo nel cav. ing. architetto 
Luigi Fusi. I lavori furono condotti con vera perizia, ed 
i locali riuscirono addirittura ti^asformati ; essi sono ora bene 
aereati, pieni di luce, dotati di tutti i perfezionamenti che la 
moderna igiene suggerisce; si ò provveduto all'uniforme ri- 
scaldamento, al rinnovamento dell'aria con ventilatori e gole 
di aspirazione; si è costruita una sala per ricoverarvi i 
bambini prematuramente nati ; si ò facilitata la lavatura e 
disinfezione degli ambienti, e tutti questi lavori di miglio- 
ramento e riduzione, ed altri che sarebbe troppo lungo 
enumerare, non hanno portato nessun esquilibrio al bilancio 
dell' Istituto, poiché ad essi si fece fi'onte con gli avanzi an- 
nuali delle rendite. 

I locali furono visitati e molto elogiati per la loro di- 
sposizione e la loro tenuta anche dai membri del Congresso 
pediatrico tenuto nell' ottobre dell'anno 1901 nella iiosti-a 
città. 

A qualunque ora, vengono ricevuti i gettatelli, i ({uali 
rimangono nella sala di osservazione fintanto che non hanno 
subita la visita medica. Ad ogni gettatello viene posta al 
collo una medaglietta di alluminio o di ottone, secondo egli 
è figlio di ignoti o di genitori legittimi, la quale meda- 
glia, sovra un lato ha l'immagine della Tergine, e sull'alti-o 
sono incisi la lettera ed il numero corrispondenti al libro 
in cui è registrata l'ammissione. 

II mantenimento dei bambini legittimi, secondo hi legge 



36 D=iTITUTO DE(iLI rXN^WENTI 



IT apjsto 1890, iii L'arici) al Comnne al ([iiale appartengono 
i ^nitori per domicilio di soccorso. 

Xel Brefotrolìo stesso è istituita una Scuola di infer- 
miere fra le giovanette gettatelle. le ([oali poi disimp^mano 
le loro attribuzioni nel servizio intemo dell'Istituto sotto 
la sniida e la sorveglianza delle Suore di Carità. Al servizio 
di nt)tte sono adibite speciali serventi di età matura* le quali 
hanno completo rip43SO dalle oi*e 4 del mattino alle 8 della 
sera. Tutte le ragazze vengi:>no istruite nel leggere, nello 
scrivere, nei lavori di cucito a mano ed a macchina, ed in 
♦guanto altro può essere loro utile per renando, raggiunta la 
maggiore età. trt)vano da allogarsi presso oneste famiglie. 

I gettatelli sono affidati, previo compenso, a nutrici 
esteme, per l'allattamento, che dura <ii n^ola tino al d<3- 
«licesimo mese compiuti) della creatura, ma che per >. dietro 
parere del medico, può anche essere prolungato. Un fun- 
zionario del Brel5i3trotio. si reca più volte in ogni anno a 
visitare i tanciuUi affidati a tali nutrici per assicurarsi (.-he 
essi sono tenuti convenientemente. Le nutrici non hanno 
in generale l'obbligo «li ricondurre alla line dell'anno i lat- 
tanti, ma possono continuare a tenerli a l«)r3 piacere se esse 
appartengono a famiglie coloniche o possidenti, e tino ai tre 
anni, se pigionali. E questo sol») perchè T Istituto intende *ii 
avviare gli esposti al lavor> dei campi. Difficilmente ven- 
g^mo riportati al Brelbtr)tio i fanciulli che hanno raggi imto 
l'età di ott«» dieci anni. p«)ichè essi a tale età già rentlono 
abbastanza servigi alla famiglia che li ospita. Ma se per 
qualche circostanza veng«>no ricondotti dei maschi al di là 
dei <lie<'i anni, essi S4jno inviati subiti* alla Casa «li deposin) 
di S. Martino in Pianfranzese unit.*a rimasra aperta dopo la 
soppressione della ruota, fru quelle éjnJate «lai canonico 
Michelagnoli. e nella quale continuano nei lor) abituali 
lavori, «campestri fintanto cbe non trovano una sistemazi«.>rie. 
Le femmine inveire rimanirono nel Brefecrotìo in attesa di 
un »-«>l1o4 'amenti). 



ISTITUTO DEGLI INNOCENTI 37 

Chi, prendendo un esposto da allattare lo ritiene presso 
di so lino all'età di 18 anni se maschio, e di 25 se femmine, 
od anche prima se queste si maritano, non dando mai luogo 
a reclami e rendendoli abili ad un'ai-te o mestiere, riceve un 
premio di 50 lire. Le gettatelle di buona condotta, quando 
si maritano ricevono un sussidio dotale di L. 200 purché 
abbiano domandato ed ottenuto dallo Spedale il consenso al 
matrimonio. Il diritto al conseguimento della dote continua 
anche dopo il termine della tutela tino agli anni 35 com- 
piuti, oltre i quali decide volta per volta il Consiglio di Am- 
ministrazione dello Spedale. 

L' Istituto degli Innocenti tiene il primo posto per le 
elargizioni dotali, jfra tutte le istituzioni di beneficenza della 
città nostra. ,Esso, ogni anno, eroga in N. 490 doti, com- 
prese- quelle di libera collazione, la cospicua somma di 
L. 53,000 la quale corrisponde ad un capitale di olti*e 
un milióne. 

Lo Spedale procura, con tutti i mezzi possibili, il rico- 
noscimento, da parte dei genitori, degli esposti ed il ritiro 
dei medesimi, rinimziando generalmente anche al rimborso 
delle spese di mantenimento a cui avrebbe diritto secondo 
le disposizioni del 1818 tuttora vigenti. Allo scopo anzi 
di aumentare il numero delle restituzioni, l'egregio Com- 
missario ha adottato il lodevole sistema di comunicare il 
luogo di dimora dei gettatelli a quei genitori che promet- 
tono ed offrono garanzia di riconoscere e ritirare i propri 
figli. Se tale promessa non viene mantenuta, il fanciullo 
viene affidato ad alti*a famiglia onde il genitore ne perda 
le ti-accie. 

Per facilitare ed accrescere il numero dei riconosci- 
menti, qualche bambino viene affidato, per l'allattamento, 
alla propria madre alla quale è corrisposto lo stesso sala- 
rio che vien pagato alle nutrici esterne, ed in questi casi 
molto raramente avviene che, dopo l'anno di allattamento, 
le madi'i riconsegnino il bambino allo Spedale. Fino al 

Istituzioni Fiorentiìie, 3 



ISTITUTO VACCINOGENO 39 

modestamente, a rendere note alla cittadinanza le grandi 
benemerenze di questo secolare Istituto, destinato ad uno 
scopo altamente umanitario, quello cioè di proteggere ed 
assistere V infanzia abbandonata, e che, a giudizio anche 
di illustri scienziati e direttori di altri spedali consimili, 
è degno di essere preso a modello e di essere indicato 
« come tipo da imitarsi in tutto e per tutto » secondo 
ebbe a dire il prof. Baginski, direttore dello spedale infan- 
tile di Berlino. 



ISTITUTO VACCINOGENO 



Prima che la scoperta dell' immortale Jenner, la quale 
si conobbe nel 1768, divenisse un fatto compiuto, medici 
di ogni parte del mondo studiarono i mezzi per diminuire 
le conseguenze terribili del vainolo. L' Italia ancora, e più 
specialmente Firenze, mai ultima nelle opere umanitarie, 
ebbe i suoi apostoli in questa pratica protìlattica. Nel 1756 
dal conte Emanuele de Eichecourt, reggente allora il Go- 
verno della Toscana, ne fu raccomandato lo studio alla 
Direzione dell' Ospedale^ degl' Innocenti!, la quale affidò 
r incarico ai dottori Lodovico Scutellari e Giovanni Tar- 
gioni-Tozzetti. Un primo esperimento fu eseguito sopra 
6 bambini ricoverati in quell' Ospedale e, da allora, l' Ospe- 
dale stesso continuò l'opera tanto benetìca, non solo per 
Firenze e per la Toscana, ma anche per l'Italia intiera, 
opera che esso proseguì ininterrotta fino ad oggi, senza mai 
trascurare i progressi e le scoperte che la scienza medica 
andò facendo in tale importantissimo argomento. 

Xel 1777 per gli esperimenti di variolizzazione clie si 
succedevano incessantemente iiell' Ospedale degli Innocenti, 



40 ISTITUTO VACCINOGENO 

venne adibita la fattoria subiu'bana delle Cure, di proprietà 
dell'Ospedale stesso e ne fu incaricato il dott. Stefano Baci. 
Frattanto la scoperta del Jenner, mercè la tenacia e la si- 
curezza degli esperimenti, riuscì vittoriosa, dall'opposizione 
che essa incontrava tra i vecchi variolizzatori, e il sistema 
della vaccinazione cominciò a diffondersi. Il Governo prov- 
visorio, dietimo istanza del dott. Attilio Zuccagni, con De- 
creto del 12 giugno 1801 incaricò dell'applicazione di quel 
sistema l'Ospedale degli Innocenti, e piii specialmente il 
dott. Zuccagni il quale, come si e detto, ne era stato il 
promotore, ed il prof. Zannoni. 

*I1 virus vaccino che servì ai primi esperimenti fu in- 
viato in tubetti di vetro da Vienna dal dott. Begliuomini. 
Il lungo viaggio però lo aveva guastato ed i risultati non 
furono troppo soddisfacenti. Nel 1805 il dott. Luigi Sacco, 
campione italiano della scoperta di Jenner, venuto appo- 
sitamente nella nostra città, fece dinanzi ad una Commis- 
sione medica espressamente autorizzata dal Governo, gli 
esperimenti di vaccinazione e contro- vaccinazione su do- 
dici fanciulli, esperimenti che ottennero il piìi completo 
successo. Fu allora che si instituì nella nostra città una So- 
cietà propagatrice del vaccino, a capo della quale si pose 
r illustre prof. Chiarugi. 

Nel 1810 il Governo, vietando assolutamente l' inocu- 
lazione del vaiolo umano, dichiarò obbligatoria la vaccina- 
zione dei bambini rendendola gratuita. A tale scopo si costituì 
im Comitato che affidò le (^orazioni al dott. Francesco Bruni 
medico infermiere dello Spedale degli Innocenti. La vacci- 
nazione gratuita fu, da Ferdinando III, ordinata per tutta 
la Toscana il 20 maggio 1822. Però tino al 1838 le operazioni 
dell' innesto vaccinico procederono un po' irregolarmente ; 
la popolazione non aveva troppa fiducia in quel preservativo 
che riteneva anzi chimerico e dannoso alla salute pubblica ; 
e quindi erano ben pochi quelli che vi si prestavano, ad onta 
delle ingiunzioni del Governo e delle misure disciplinari 



ISTITUTO YACOIXOGKXO 41 

dallo stesso adottate. Nel decembre 1833 venne V epidemia 
del vaiolo arabo, la più estesa e la più micidiale di ([uante 
altre avevano infierito per il passato; e tale flagello persuase 
anche i più recalcitranti a ricorrere alla vaccinazione. Il 
Governo allora prese maggiori e più efficaci prov^'edimenti. 
Il dott. Michelagnoli commissario dello Spedale propose il 
sistema delle vaccinazioni che il Governo approvò il 26 
marzo 1834 e fu adottato fino al 1889 epoca in cui al rints 
umanizzato fu sostituito il ririis animale. Da queir epoca, 
può dirsi, dopo un paziente ed attivo lavoro di indagini e 
di esperienze continuate per circa 75 anni, cominciò V esi- 
stenza operosa e benefica dell'Istituto Yaccinogeno del Regio 
Ospedale degli Innocenti, la cui vita può dividersi in due 
periodi: il primo dal 1756 al 1801 — anteriore alla scoperta 
di Jenner — esperimenti di variolizzazione. Il secondo dal 
1801 ad oggi - applicazione della scoperta di Jenner — ; 
a) vaccinazione con n'rus uìnanh xato ; b) vaccinazione con 
virus anivmìe. Dal 1834 mentre si costituirono dei premi 
in denaro agli accorrenti all' Istituto per la vaccinazione, 
fiu*ono iniziate le iscrizioni dei vaccinati in appositi registri. 
Nel primo anno si ebbero 493 individui sottoposti alla vac- 
cinazione e ogni anno essi andarono gradatamente aumen- 
tando sino a raggiungere la cifra di 3000. Fin dal 1840 al- 
l'Istituto che si era acquistata maggior fama, pervennero 
richieste di materiale vaccinico non solo dalla Toscana e 
dall' Italia ma anche dall' estero, e mentre nel detto anno 
ne spedì 680 tubetti in Toscana e 70 all' estero, nel 1861 
giunse a spedirne 11,805 in Toscana, 204 in aitile città 
d' Italia e 32 all' estero. Queste cifre ebbero una varia oscil- 
lazione negli anni successivi mantenendosi però sempre as- 
sai rilevanti. 

Nel 1834 fu incaricato delle operazioni vacciniche il 
prof. Nannoni, il quale ti-ovò un validissimo aiuto nell'egre- 
gio dott. Calosi che a sua volta ne ebbe l' incarico effettivo 
nel 1841, continuandolo fino al 1864 e riscuotendo molte e 



ISTITUTO VACCINOGENO 43 

le porte degli Istituti vaccinogeni gli rimasero ermetica- 
mente chiuse. 

Tornato in Firenze il dott. Bosi continuò i suoi studii, 
i suoi assidui tentativi e, mercè anche l'aiuto dell'egregio 
dott. Tedeschi notissimo pediatra e direttore dell' Istituto 
vaccinogeno di Trieste, ove il cav. Bosi assistè ad opera- 
zioni di innesto e di estrazione del vaccino dallo vitelle, 
potè nel settembre 1891 procedere con maggiore sicurezza 
ai nuovi innesti, dai quali ottenne i migliori resultati. Da 
quell'epoca il nostro Istituto, nonostante l'opposizione che 
gli veniva fatta da alcuni maligni detrattori, potè sempre 
rispondere alla pari e forse anche meglio di qualunque altro 
Istituto di vaccinazione animale, alle esigenze dei comuni 
e delle provincie a cui esso è destinato a fornire il vaccino. 

Nel 1900 nell'Istituto fu impiantato un ufficio di con- 
trollo bacterioscopico delle polpe vaccinali, affidandone l'in- 
carico al prof. Raffaello Silvestrini primo assistente della Cli- 
nica Medica della nostra città. 

Con le modificazioni e gli ampliamenti testò apportati 
nei locali, l' Istituto Vaccinogeno fiorentino fu posto al li- 
vello dei più rinomati Istituti esteri e, per alcuni impianti 
della massima importanza, esso è forse superiore a tutti. I 
locali verniciati tutti ad olio sì da essere garantiti della 
perfetta loro disinfezione, sono distribuiti alcuni in fondo al 
giardino dello Spedale degli Innocenti, altri nel corpo 
principale del fabbricato ove ha sede il detto Spedale. Essi 
consistono nella stalla delle vitelle, sala di operazione, 
stalle dei conigli, sala di preparazione della polpa vacci- 
nica, gabinetto di batteriologia, stanza dello stufe di steri- 
lizzazione, sala dello vaccinazioni pubbliche, stanza di spe- 
dizione. 

I locali sono tutti muniti di ventilatori, stufe, appa- 
recchi, prese d'acqua, macchine, utensili ec. e costruiti e 
disposti in modo da poter garantire la perfetta preparazione 
e conservazione della polpa vaccinica. 



1-4 srnTT''» "ArfTyr»frF,>:«> 



.V ■.yirirntff i^«>pra p- itiHle lai IH li 1> .-nesi ti eia, 
'•'•me luHle he »tfrnnf> m .wnai ^ascr» -anii» i' imiesco -?- 
:T»eno rVw^Tì mente -Ano itfrtte ia rnherr*nii>s*ù 

Aniw^tii i-e«rr» lamentio intemo 'iiitfnpiiiia «loe^fo L >kittm> 
>i -ni lieti* tnn»» l^^M zn iaia in' • *rzanizzazìoiie •.•onroienu 
^T» in .-igmanio ni materiaie ^aecinieo «ta iiiTiarsi im -o fTiTmi 
e pro'^int^e •^oseane. -ia in riarnarrto lÙ >ern:zìo ieile oub- 
hhVhe arn inazióni, per .e inali >ono ^sserraie' Le -mneìe 
•he wf^cTi^*^ A -t-ienza. Alla "iopraiiitemìeQza iei pmbhiiei 
iTiaeeìli -- ilfidatit l''^aiiie nefro!4ft)piet> *^ microseomco «iei 
sansme ies'ii animali iai fnaii ^ene estratto iì vaecino «la 
^fi^rribnir^i -f la artoprar?^ aeìle -raecinazioiiL P<^ esswe in 
';2Tado il -ofifiistarf^ alle nchie^te li lùcnni niefiicL in i^peeie 
♦^tetle •ampagne, rtie prp1ìeri>«^mo alla Taccinazione .inTTnatt^ 
<|neìla ieì nnts imanizzatr». neìl* Istirnio ^i it^niniiia ancora 
ia r)roriiizi«»ne ti 'ale nnts, 

Fj\ • > -osi -he ia uo^itra Firenze, nnercè L' ìnizianva 
di benemeriti ^«•ienziati iie ebb^r» poi in >a3ii -epoca assi- 
dui e apoa^>ionan proset^^itr^ri ieila iorr^ >p«a -nnanitaria. 
|)Otè es<*ere fotata ti ma i>rLtuzi«_'ne ii btHieriL*«iza e «ii pri3- 
2Te>i><<> tra ie piii inip«»rnmn -t più mìì alla •iitadinanza. 



46 ASn.O NAZIONALE 



dei Sovrani, il 22 aprile 1893, Firenze insigne città delle 
glorie artistiche ed a nissiina seconda nelle opere di carità, 
vide sorgere fra le sue mura V « Asilo Nazionale per gli 
orfani dei marinari italiani » una fra • le più provvide isti- 
tuzioni di beneficenza che vanti la nosti^a città e che, sorta 
umilmente, ma sotto lieti auspicii, promette di acquistare 
vita sempre piìi rigogliosa, mercè V inesauribile fonte della 
carità cittadina e le cure indefesse delle filanti-opiche per- 
sone che si sono unite per dare il loro contributo di forza 
morale e materiale ai bene ispirati promotori. 

Il 10 febbraio 1892, gli iniziatori incoraggiati dal fa- 
vore che la loro idea incontrò presso la Società Nazionale 
di M. S. tra i provenienti dalla Marina regia e mercantile, 
sedente anch'essa Società nella città nostra e della quale 
erano consiglieri, diramarono una circolare a tutte la Capi- 
\tanerie ed uffici di Porto del Regno onde ottenere schiari- 
menti e notizie sopra i figli maschi dai 7 ai 15 anni orfani 
di marinari italiani ;' e le notizie furono tali da far risal- 
tare sempre piii evidente la necessità di sollecitamente at- 
tuare il programma dei due benemeriti promotori di questa 
utilissima istituzione. Fu allora formato un apposito Comi- 
tato di cui assunse la presidenza il duca Leone Strozzi ed 
al quale prestarono la loro validissima coopei*azione l'egregio 
cav. avv. Carlo Fabbri ed altre benemerite persone che, o 
per autorità di vita marinaresca o per considerazione di vita 
civile, davano completo affidamento della piena e sollecita 
riuscita dell' impresa, la quale, certo, presentava non lievi 
difficoltà ben presto però appianate, merco lo zelo e la co- 
stanza degli iniziatori ed il filantropico concorso ad essi 
prestato dalla cittadinanza. 

Per raccogliere i primi fondi necessari alla attuazione 
del progetto, il Comitato organizzò pubblici trattenimenti, 
fiere, concerti e si fece promotore di tutto quanto si ri- 
tenne utile ad una maggiore e più proficua pi'opaganda 
della umanitaria ed oppoi-tuna iniziativa — come ebbe a 



PElì iilJ. ORFANI DEI MARINAI ITALIANI 47 

qualificarla T illustre e compianto ammiraglio Saint Bon — 
a^prò della tanto benemerita classe dei figli del mare. 

S. M. il Ke Umbei'to, ricevendo benevolmente il 16 mar- 
zo 1893 i componenti il Comitato, li eccitò a fare e far 
pì^e^to promettendo loro il suo regale concoi*so, che infatti, 
con sovrana munificenza, stabilì poi nella rilevante somma 
di L. 20,000 da ripai'tii'si in quattro esercizi. L'ammiraglio 
Bacchia, successoi*e nel Ministero della marina del Saint- 
Bon, riconoscendo, come aveva già riconosciuta il suo pre- 
decessore, l'utilità dell'opera del Comitato, assicurò al me- 
desimo un concoi'so finanziario, onde più sollecitamente e 
con maggioi'e sicui-ezza, potesse effettuarsi l'apei-tura del- 
l' Asilo. 

Il Comitato promotore giunse a riunire in breve come 
primo fondo L. 20,600, aumentato poi dalla somma di 
L. 3000, sussidio iniziale accordato dal Ministero della ma- 
rina. Ad accrescere quel capitale, assai esiguo in vero di 
fronte ai bisogni che ogni di si manifestavano ui'genti ed 
imprescindibili per l' apei-tiira dell'Asilo, contribuirono le 
sottoscrizioni iniziate dal Comitato e dal periodic^o « Ai-mi 
e lettere» di Milano, il quale nella fausta ricorrenza delle 
reali « Nozze d'argento » pubblicò un numero unico « Sa- 
voia » il cui ricavato netto fu riversato a favore dell'Asilo 
stesso. 

Il 22 aprilo 1893 dall'un capo all'altro della penisola^ 
ogni città, ogni piccolo paese, ognuno insomma si apprestava 
a festeggiare le nozze d'argento fra Umberto — il buon Ee 
che ad opere di beneficenza ed a sollievo del suo popolo 
dedicò tutta la sua vita, iniquamente testò troncata dall'ese- 
crabile mano di un vile assassino — e Margherita di Savoia^ 
il fiore pili gentile e più fulgido della nostra Italia. In 
quel memorabile giorno, Firenze, che 25 anni addietro, 
aveva avuta la ventura di accogliere, per la prima, tra le sue 
mura i Beali Sposi, in mezzo a tante altre manifestazioni 
di giubilo per la fausta ricorrenza che allietava l'animo di 



48 ASILO NAZIONALE 



\ 



Ogni italiano che nutrisse un sentimento d'amor di patria 
ed un senso di gratitudine per la gloi-iosa dinastia che 
l'aveva resa unita, foi^te ed indipendente, inaugurò l'Asilo 
per gli Orfani dei marinari italiani, quell'Asilo che, nella 
sventura, unisce il figlio del modesto pescatore a quello 
del capitano marittimo, l'orfano del prode ufiBciale a quello 
dell' umile operaio navale. E noi siamo certi che, fra le ma- 
nifestazioni di affetto e di riverenza ricevute da ogni parte 
in queir occasione, a Ke Umberto ed alla Regina Marghe- 
rita, pili d'ogni altro sarà riuscito gradito il ricordo che la 
gentile Fii-enze volle legato a quel fausto avvenimento, 
con l'apeiiura dell'Asilo destinato a provvedere all'avvenire 
degli orfani di chi aveva dedicato la propria vita alla di- 
fesa della pati'ia, od allo sviluppo del commercio che ò 
ricchezza nazionale. 

Da prima l'Asilo pose la sua sede nell'antico palazzo 
Quaratesi in Via Ghibellina, e vi furono ricoverati due pic- 
coli oifani figli di un superstite di Lissa; Alfredo e Dante 
Bellomini. Aumentati i proventi, vi furono ammessi al- 
tri orfani di varie regioni d'Italia; e l'Asilo, pei* avere al- 
lora un più spazioso e più comodo locale, trasferì la sua 
sede alla « Villa della Luna » di proprietà Morelli, al Viale 
dei Colli, posizione ridente e saluberrima come meglio non 
poteva desiderarsi. Nel 1896 la munificenti ssima principessa 
Antonietta Strozzi, accordò all'Asilo Tuso di un ampio lo- 
cale con annessi terreni situato in Via Mazzini n. 42 e 
che in addietro era destinato al Rifugio dei poveri vecchi 
invalidi, trasferiti poi in apposita sede in Piazza di S. Salvi. 

Tale locale ai piedi della collina fiesolana, vasto e ben 
disposto permise all'Asilo di prendervi un conveniente as- 
setto sì da renderlo un piacevole e comodo soggiorno per 
i ricoverati. Per la sua vastità e per la sua disposizione, 
il fabbricato potrebbe contenere un numero molto maggiore 
di fanciulli, di quello che attualmente vi si trovano. Sul 
cancello che dà accesso al piazzale sovrasta l'arma degli 



PKR OLI ORFANI DEI MATTINAI ITALIANI 49 

Strozzi; di quella nobile ed antica famiglia che, traendo 
dal mare ricchezza ed onori, fece conoscei*e nelle lontane 
regioni d'Oriente, come dai fiorentini di quei tempi si eser- 
citasse la mercatui'a. A terreno si trovano la sala di dire- 
zione, la scuola di nautica, TufiBcio del censore, la sala 
ove vengono consei'vate le armi : carabine, sciabole e spade 
per l'istruzione militare e di scherma; la scuola, una stanza 
ove sono raccolti oggetti marinareschi e prodotti del mare 
per Tisti-uzione pratica degli orfani; il teatro, il refettorio, 
la cucina, la dispensa e tante altre stanze di servizio. Al 
primo piano sono le abitazioni del segretario e del cu- 
stode ; al secondo piano due vasti dormitorii, la stanza per 
il lavabo, ed altra per la pulizia degli indumenti, le stanze 
di guardaroba, la prigione, l'infermeria, 1' alloggio del 
censore. 

I doi-mitorii sono muniti di brande come si usano sulle 
regie navi — essendo i ricovei-ati tenuti a perfetto regime 
militare — ; a ciascuna branda è annesso un sacco di tela 
incerata ove il l'icoverato deve racchiudere i propri indu- 
menti. I letti dell'infermeria sono in ferro a i-ete metallica 
rispondenti in tutto alle esigenze moderne dell'igiene. La 
infermeria stessa ò munita di una piccola farmacia prov- 
vista di tutto il necessario per le prime cure nei casi più 
urgenti di malattie o di inforfunii, e ciò per generosa elar- 
gizione dell'egregio farmacista cav. Francesco' Adorno, il 
quale, con vero spirito di filantropo, somministra gratuita- 
mente tutti i medicinali che possono occorrere fin dal 
giorno in cui l'Asilo cominciò a funzionare. 

Degno del massimo encomio è pure l'ottimo dottore 
Giulio Fraschetti il quale, dalla fondazione dell'Asilo, pre- 
sta gratuitamente 1' opera sua intelligentissima ed assidua 
di medico-chirurgo ai ricovei-ati ed al personale di sorve- 
glianza. Del pari gratuitamente prestano l'opera loro i den- 
tisti dott. Paolo Campani e Francesco Ciancili. 

Un albero marinaresco con sai^tiame, issato sulla piaz- 



50 ASILO NAZIONALE 



zetta prospiciente il fabbricato, serve ad impartire ai ri- 
coverati le prime nozioni di attrezzatura, ad issare il Ves- 
sillo Nazionale, e, nelle grandi occasioni, anche il pavese 
come si usa sulle navi. Lungo il fabbricato è un vasto ap- 
pezzamento di tei-reno recinto da muro e coltivato da un 
affittuario. Sul lato sinistro havvi una spianata per le evolu- 
zioni militari e la ricreazione, ed una palestra di ginnastica 
coperta e munita dei piincipali attrezzi necessarii a tale 
insegnamento. 

La pubblica beneficenza ha sempre concoi*so al man- 
tenimento dell'Asilo e lo ha posto in grado di aimientare 
gradatamente il numero dei ricoverati, i quali nel 1893 
erano soltanto due, come abbiamo detto, ed oggi sono in- 
vece 24. 

L' età presciitta, per V ammissione degli orfani ò dagli 
8 ai 12 anni; vi possono rimanere sino ai 16, alla quale età 
vengono ari-uolati come mozzi sulle regie navi. Per que- 
sto arruolamento il Governo applica delle disposizioni spe- 
ciali, non facendo concorrere gli orfani dell' Asilo ai posti 
stabiliti per le domande ordinarie, ma ammettendoli bensì 
tutti, come sopra numero. 

Ogni anno nella stagione estiva i giovanetti sono 
condotti alla sede marittima dell' Asilo per l' isti-uzione 
pratica. 

I ricoverati vestono F uniforme dell'Asilo, che è quella 
del mozzo della R. marina, e sono forniti del necessario 
corredo di biancheria. Le refezioni giornaliere sono tre; il 
vitto è abbondante e sano. 

Attendono alla cucina, oltre il cuoco che disimpegna 
pure le mansioni di custode, anche due oifani destinati ogni 
giorno per turno a tale ufficio. Anche agli altri servizi in- 
terni dell' Asilo sono adibiti, a turno, i ricoverati. 

La disciplina ò peifettamente militare. I permessi or- 
dinari non possono superare i 15 giorni per ogni anno e 
sono concossi solo nel caso che le spese di viaggio siano a 



PER (ÌLI ORFANI DEI MARINAI ITALIANI 51 

carico della pei'sona presso cui il giovanetto si reca, la quale 
deve giustificare di avere i mezzi per poterlo mantenere. 

La preferenza per l' ammissione viene regolata dalle se- 
guenti norme: a) figli di naufraghi privi anche di madre; 
h) figli di marinari decorati di medaglie per campagne al ser- 
vizio della patria o per atti di valore; e) figli di marinari 
moi-ti neir esercizio del loro dovei*e o per malattie contratte 
per doveri professionali. 

Il numero degli oifani da ammettersi è determinato 
dai mezzi di cui 1' Asilo può disporre. Ma oltre ai giovani 
mantenuti con le rendite dell' Asilo stesso, possono esseiTi 
ammessi anche orfani al mantenimento dei quali contiibui- 
scono i comuni del luogo di nascita, od altri benefattori. 
Attualmente di questi ve ne sono 5, per ciascuno dei quali 
viene corrisposto un annuo conti-ibuto. 

Per avvantaggiare le condizioni economiche dell' Asilo 
neir anno 1897 il capitano marittimo sig. Carlo Bargellini 
ideò, e — mercè il validissimo aiuto del munificente Duca 
Leone Strozzi, il quale somministrò i denari occorrenti, e 
delten. generale Adriano Angeli, vice-presidente dell'Asilo, 
il quale ne assunse e disimpegnò con amore ed intelligente 
attività il non lieve compito di amministratore — potò pub- 
blicai-e il bellissimo numero unico « l' Italia Navale » che, 
oltre a procurare all' Asilo un benefizio pecuniario non in- 
diffei'ente, servì anche a renderlo universalmente noto ed a 
farne maggiormente apprezzai'e la benefica missione, quale 
è quella di raccogliere gli oifani dei lavoratori del mare e 
quelli dei militari della Marina Kegia, nutrirli, educarli e 
renderli atti ad essere utili un giorno a sé stessi ed alle loi'o 
famiglie. Nel 1898 ad iniziativa del cav. Carlo Giazotto, 
vicfe presidente dell' Asilo e residente a Roma, fu estratta 
dalla Loggia del Campidoglio una grande tombola telegi'a- 
fica nazionale la quale, mercè lo zelo e l' infaticabile atti- 
vita dell'egregio iniziatore, fruttò alla provvida Istituzione 
la ragguardevole somma di circa 150 mila lii'e. 



PER aU 01«?'ANI DEI ALVRIN.VI ITALLVNr 53 



resulta un avanzo al Conto risenta di L. 700, somma ben 
meschina invero, di fi-onte al desiderio legittimamente 
nutiito dalle benemerite persone che amministrano l'Asi- 
lo, di potervi cioè accogliere un maggior numero di fan- 
ciulli. 

Un generóso suddito italiano residente in Alessandria 
d'Egitto, certo signor Giovanni Bonfanti, apprezzando l'uti- 
lità dell'Istituzione, legava all'Asilo, con suo testamento 
olografo, il cospicuo capitale di L. 450,000 da usufruirne 
però dopo la moHe' della vedova. L' avvenire dell' Isti- 
tuto, sia pure in epoca lontana, è dunque assicurato; e 
questa certezza incoraggia i benemeriti promotori a per- 
severare con sempre maggior energia nell'opera loro, al- 
tamente umanitaria, iniziata sotto sì buoni auspicii ed uni- 
versalmente apprezzata. 

Fra gli ex-ufficiali della Eegia Marina residenti in 
Firenze si costituf un Comitato onde raccogliere adesioni 
fi-a gli ufficiali della nosti*a Armata, i quali volontaria- 
mente rilasciassero ogni anno una giornata del loro stipendio 
per costituire nell'Asilo, una sezione speciale destinata 
ai «Eicoverati per conto degli ufficiali della R.,Miirina. » 
Oltre 556 risposero all'appello e fin dal 1900 versarono la 
prima quota. Nò qui crediamo si arresterà l'aiuto che i prodi 
ufficiali vorranno dare all'opera umanitaria di questa Isti- 
tuzione destinata a raccogliere tanti derelitti. 

Presso il Ministero della Marina sotto il titolo: « Isti- 
tuzione De Meester a prò dogli Orfani dei sotto ufficiali 
della E. Marina » ò stata creata con Eegio Decreto dei 
28 marzo 1901 una istituzione la quale ha per scopo di 
ricoverare nell'Asilo gli orfani dei sotto-ufficiali, onde porli 
in grado di seguire la carriera dei macchinisti nella ma- 
rina militare. Il fondo assegnato a tale istituzione ò co- 
stituito dal legato del generale Giacomo Filippo De Mee- 
ster Huyoel, più i frutti maturati lino ad oggi, e così per 
un totale di L. 91,600. Con la rendita di tale somma ver- 

IsHtUJSìoni Fiorentine. 4 



54 ""^^^'^ NAZIONALK 



ranno istituite tante borse di studio di L. 350 ciascuna, 
quante ne permetterà la rendita stessa. 

L'Asilo fu visitato il 4 novembre 1893 dal prefetto 
della Provincia conte Capitelli. Al ricevimento interven- 
nero il Sindaco, le autorità civili e militari, i componenti 
il Consiglio di Amministrazione, il corpo insegnante e quello 
sanitario dell'Asilo stesso. Il Ministro della Marina inviava 
in tale circostanza il- capitano di Corvetta cav. Aristide 
Oarelli, e tanto questi che il rappresentante del Governo, 
conte Capitelli, ebbero parole di lode ben meritata per la 
saggia disposizione dell'Asilo, e di incoraggiamento, non 
solo per i promotori, ma anche per il Consiglio che vi so- 
praintende. 

Il 2 febbraio 1894 visitò l'Asilo S. A. K. il Duca 
d'Aosta; ed il 5 febbraio 1896 l'onorò di una sua visita 
S. A. K. il Principe di Xapoli, il quale si inscrisse nel- 
l'albo dei visitatori e, mentre fece la generosa offerta di 
L. 1000, si compiacque anche di accettarne l'alto pa- 
tronato, distinzione che Vittorio Emanuele III si degna 
di conservargli anche oggi dopo la sua assunzione al 
Trono. 

Presidente onorario ò S. A. R. il Duca degli Abruzzi. 

Il Comitato di patronato dell'Asilo si compone dei si^ 
gnori: ammiraglio comm. Giovanni Bettòlo, cav. Giovanni 
Cosimo Cini, ammii'aglio comm. Augusto Conti, cav. Emilio 
Farina, nuirc^hose Guido Incontri, conte Alfredo Maggi, 
. ammiraglio comm. Gabriele Martinez, comm. Zambrino 
Mazzei, ispettore di commissariato della K. Marina, nobile 
Teodoro Milon de Yerrajllon, ammiraglio comm. Costan- 
tino Mori lì, comm. marchese Giorgio Niccolini, commen- 
datore Kosolino Orlando, comm. Giuseppe Orlando, com- 
mcnchitore col. Dante Parenti, nobile cav. Odoardo Tadini, 
cav. Vittorio Augusto Vecchi. 

Del Consiglio di amministrazione, fin dall'apertura del- 
l'Asilo, è presidente attivissimo e benemerito S. E. il com- 



PER GLI ORFANI DEI MARINAI ITALIANI 00 

mendatore Duca Leone dei principi Strozzi, il quale dedica 
la sua intelligente operosità al maggiore incremento dell'Isti- 
tuto; vice presidente n'è il Generale Adriano Angioli, sim- 
patica figura di patriota e soldato valoroso. Altro vice- 
presidente che risiede a Koma ò il cav. Carlo Giazotto, 
V ideatore della tombola telegrafica nazionale di cui ab- 
biamo parlato, e che tanto vantaggio arrecò all' Istituto, 
Consigliere e Direttore dell'Asilo è il cav. avv. Carlo Fab- 
bri, il quale è tanto più meritevole di encomio per l' in- 
teresse che ha sempre spiegato a vantaggio dell'Istituzione, 
in quanto esso ha dedicato alla medesima tutto il tempo 
che le sue molteplici e gravi occupazioni gli lasciavano di- 
sponibile. Da breve tempo è stato chiamato alla Direzione 
anche il conte Enrico Lusernà di Campigliene, un giovane 
e brillante ufficiale, figlio di un ufficiale di marina, e che 
disimpegna il suo incarico con entusiasmo ed abnegazione, 
occupandosi con attività eccezionale dell'andamento e della 
disciplina interna dell'Asilo, e studiandosi di introdurvi 
sempre quei miglioramenti atti a renderlo vieppiù rispon- 
dente allo scopo per il quale fu fondato, in ispecie rispetto 
all'educazione militare dei ricoverati. Le funzioni di Segre- 
tario, sono affidate al consigliere Vittorio Emanuele Biscardi, 
uno dei due benemeriti ideatori dell'Asilo. Delle funzioni 
di cassiere è incaricato il consigliere cav. Ernesto Mori. 

In Livorno, mercè le premure dell'ottimo avv. Ago- 
stino Anselmi, potè costituirsi un Comitato di patronato 
composto delle gentildonne: contessa Elisa De Larderell, pre- 
sidente; nobile Angiolina Sansoni, vice-presidente; contessa 
Catina Eodocanacchi, signora Jenny Maurogordato, signora 
Kosalia Cave-Bondì, signora Anna Pillot, signora Olga Ros- 
selli, consigliere. Il sig. Giorgio Maurogordato è segretario 
di questo comitato, del quale S. M. la Regina Elena si 
degnò di accettare sin dall'agosto 1896 l'Alto Patronato, 
occupandosi con amore ed interesse della benefica Isti- 
tuzione. 



PER GLI ORFANI DEI ItfAlilKAI ITALIANI 57 



sollecitamente avverarsi; così l'opera dell'Asilo sarà più 
proficua e maggiormente apprezzata, poiché in tal modo 
esso contribuirà meglio a che tanti figli di marinai morti 
nell'adempimento del loro dovere, tanti 'disgraziati fanciulli 
che la sventura rese maturi prima del tempo, diventando 
buoni cittadini cresciuti, come ben disse il contrammiraglio 
Carlo Marchese, « con dignità di uomini liberi, per essere 
poi difensori della patria », di questa pati'ia che noi vo- 
gliamo sempre grande, laboriosa e potente, possano anche 
riuscire di sollievo alle madri sconsolate, prive di ogni 
aiuto, fors' anche del pane. 



-&13- 



60 SOCIETÀ PROTETTRICE DEI FAN'Cim.U 

■ W ■ ■ ■'■■■■ »■ ■■»■! ■■■-■^^ ■ ■ I llMl — 

onde assicurar loro, venendo in aiuto delle famiglie, i be- 
neficii dell'istruzione e del lavoro; — b) provvedere a che 
i fanciulli oltre i 12 anni, senza trascurare l'educazione e 
la istruzione, sieno impiegati in opificii sotto la vigilanza 
diretta del Sodalizio, assicurandosi in pari tempo dell'os- 
servanza del disposto della legge 11 febbraio 1886 e del 
relativo regolamento 17 agosto stesso anno sul lavoro dei 
fanciulli ; — e) procurare l'immediato collocamento, nei casi 
di urgenza, dei fanciulli orfani, aMbandonati, o di genitori 
colpevoli, od assolutamente impotenti; — d) promuovere 
infine nella città nostra l'uso dell'Albero di Natale pei fan- 
ciulli bisognosi, ed un'annua distribuzione di premi a co- 
loro che meglio dimesticano di apprezzare l'aiuto dell'as- 
sociazione. 

La Società si guadagnò ben presto, e seppe sempre 
mantenersi il più largo favore nella nosti^a Firenze, la gen- 
tile e colta città nella quale ogni idea nobile e caritatevole 
trova sempre la più simpatica accoglienza. I proventi, che 
si iniziarono nel 1885 con L. 2782,50, salirono gradata^ 
mente ogni anno fino a raggiungere, nel 1891, la cospicua 
somma di L. 20,160 potendo allora estendere la sua prote- 
zione a N. 2101 famiglie, collocare 1100 fanciulle, inviare 
alle scuole 1653 fanciulli e distribuire premi per L. 2625. 

Ma queir anno può ben dirsi il periodo più prosperoso 
della Società; da quell'epoca cominciò purtroppo il corso 
discendente della parabola che percorrono quasi tutte le 
cose di questo mondo; le entrate della Società diminuirono 
sensibilmente ogni anno, ed essa dovè perciò sospendere 
la distribuzione dei premi i quali, giova pur riconoscerlo, 
esercitavano una grandissima influenza nel conseguimento 
dei suoi intenti. Ciò nonostante essa continuò ad esplicare 
la sua benefica azione, talvolta al di là anche delle sue 
forze; anzi può dirsi che, o fossero cresciuti i bisogni della 
cittadinanza, od in essa fosso aumentata la fiducia per la 
Istituzione, questa ogni anno dovè aumentare il numero 



62 societX protettrice DEr paxcitlli 

rigialli, il quale, sempre pronto a pi*estare il suo valido 
appoggio ed il suo aiuto, sia come magistrato, sia come 
cittadino, a favore di tutto ciò che può, sotto qualsiasi 
aspetto, dar lustro e decoro alla città nostra, costantemente 
si interessò — in ispecie quando era a Capo del Comune — 
anche a vantaggio di questa Società, la cui possibile ces- 
sazione, egli ebbe a dire, sarebbe stata una grande sven- 
tura per Firenze. 

Vogliamo sperare che, vinte le ostilità inconti-ate fino 
ad oggi, anche questa Società sarà riconosciuta come Po- 
troìiato scolastko e potrà quindi meglio esplicare la sua 
benefica azione, cooi'dinandola agli intenti cui mimno i 
diversi patronati scolastici soi-ti nella nostra città, essendo 
appunto questo il precipuo compito che essa si è assunto 
col suo statuto. 

Ma più che per il vantaggio materiale ed economico, 
questa Associazione si deve apprezzare per il bene morale 
che essa procura a tanti fanciulli, preparando alla patria 
cittadini laboriosi, onesti ed istruiti, irradiando l'opera sua 
moralizzatrice anche nelle famiglie alle quali i fanciulli, 
posti sotto la sua protezione, appaii;engono; poiché appunto 
la protezione che essa accorda, è subordinata a certe condi- 
zioni le quali generalmente giungono a sotti*arre le famiglie 
dei protetti dall'abbrutimento, che purtroppo ò naturale ed 
inevitabile conseguenza della miseria. La Società rispetta 
scrupolosamente la libertà di coscienza, ed i fanciulli che 
essa protegge possono frequentare le scuole cattoliche, come 
quelle evangeliche ed israelitiche, purché serie e ricono- 
sciute, ed i bambini che le frequentano possano effettiva- 
mente istniirvisi ed educarvisi. 

Anche per quelli che hanno raggiunto l'età per essere 
collocati in laboratori ed officine, è lasciata in piena ' fa- 
coltà delle famiglie la scelta del mestiere cui dedicarli, pur- 
ché sia però tenuto principalmente di mii*a l'avvenire dei 
fanciulli e non l' interesso immediato dei genitori. Per 



66 SOCIETÀ VHOTVTTHICK DKI FAXt'RLU 

COSÌ il moiiumeuto più degno a colui che, neiramore illimi- 
tato per lUnfanzia, aveva riposto ogni più alta sua gioia. 
Seguendone poi fedelmente V esempio indimenticabile di 
operosità a vantaggio dei fanciulli poveri, il cav. Pai-enti 
cooperò con ogni possa alla istituzione della « Refezione 
Scolastica :» desiderio che il compianto Domengé non potè 
veliere esaudito ed in cui V associazione ha parte cospicua, 
mercè V autorità che danno alla Commissione incaricata di 
tale Refezione, il presidente cav. Parenti, il vice-presidente 
sig. Lorenzo Piccioli-Poggiali ed il consigliere sig. Fortu- 
nato Chiari che di essa fanno parte atti\'issima. 

Richiesto dalla Giunta Comunale, il Presidente della 
Società accettò or non è molto l'incarico di sorsegliare i 
fanciulli sussidiati dalla Pia Casa di Imvoto ed assicui-arsi 
che essi sieno amorevolmente curati dai genitori o dai te- 
nutari, e che vengano fatte frequentare ai medesimi le scuole 
fino al proscioglimento dall' obbligo della istruzione elemen- 
tai-e. Per quelli poi che hanno compiuto tale obbligo, la So- 
cietà sorveglia che non vengano adibiti a lavori pericolosi 
superiori alle loro forzo, assicm*andosi in pari tempo che 
il sussidio, corrisposto per essi dalla Pia Casa di Lavoro, 
serva completamente allo scopo per il quale viene elargito. 

Xd decorso anno Sociale 1900-901 le entrate ordina- 
rie e straordinarie della Società ascesero a L. 15,142.72; 
l'uscita a L. 12,778,95, di cui L. 8987,49 per spese di be- 
neticenza, con un avanzo, quindi, in bilancio di L. 2363.77. 

Il Consiglio direttivo, oltre che del presidente cav. 
. uiì". Ottavio Parenti , attualmente si compone dei signori : 
car. avv. Ai-turo Carpi, Lorenzo Piccioli-Poggiali e avv. 
Giovanni Rosadi, vice-presidenti : Giuseppe Pestellini, cas- 
siere; avv. Mario Puctioni, segretario; avv. Cesare Carocci, 
vice-sogrotario ; cav. ])rof. Raffaello Celiai, dott. Cesare Cor- 
radi e Danto Del Soldato, provveditori : Pasquale Alvisi, 
Alfredo Brogi, Fortunato Chiari, cav. Giovanni Cioti, prof. 
Francesco Giuseppe Ciseri, comni. Antonio Civelli, Xob. 



« GIUSKPPE DOMKNGÉ » 67 

ilarco CoUacchioni, cav. prof. avv. Lorenzo Conte, cav. Giu- 
seppe Lumachi, prof. dott. Giuseppe Mya, cav. dott. Enrico 
Pegna, comm. ing. Edoardo Philipson, dott. Giacomo Pu- 
ritz e comm. generale Dante TarufB, consiglieri ; Vincenzo 
Cosimini, Vittorio Luigiani e Alessandro Susini, sindaci ef- 
fettivi ; march. Piero Bagnesi e ing. Alfredo Ponticelli, sin- 
daci supplenti. 

L^itilità della Istituzione nessuno può disconoscerla, ed 
anzi tutti debbono apprezzarla ; ò quindi dovere di ognuno 
di aiutare quelle benemerito persone che ad essa dedicano la 
(loro attività ; è dovere di tutti di contribuire, non solo mo- 
ralmente, ma anche materialmente con sussidi e con of- 
ferte, a che questa Società, che è vanto e decoro di Fii-enze 
e che servi di esempio ad altre simili. costituite poi sul mo- 
dello di essa, non solo in altre città d' Italia, ma anche in 
Spagna, in Erancia ed in America, possa continuare nella 
sua opera altamente umanitaria, caritatevole, modesta sem- 
pre ed aborrente da qualunque rumorosa manifestazione. 



- — <^-«^ — 



DI PATRONATO DEI CIECHI 75 

-^ — — — -- --- __. — _ I . --■ — 

che noi facciamo, che a tale benemerita ed utile Istituzione 
continui ognora il favore delle autorità cittadine, degli Enti 
e dei privati benefattori affinchè essa possa, non solo pro- 
seguire neir opera sua, ma bensì estendere i suoi benefici 
effetti e rendere sempre più efficaci le ciu*e che essa rivolge 
a sollievo' di una classe così infelice e degna del generale 
compianto. 




M 



80 PRESEPIO « 31ABIA VITTORIA » 

quale fu molto apprezzata dalla Commissione e collocata 
fra gli atti del Congresso. 

H Barone Ricasoli-Firidolfi, di cui ora si rimpiange la 
perdita, costitm il 12 Maggio 1898 un fondo di L. 3000 
per fondare un posto nel Presepio sotto il nome della de- 
funta sua figlia Annina. La Cassa di Risparmio elargì, or 
non è molto, la cospicua somma di L. 12,000. 

Attualmente rivestono V ufficio di Patronesse del Pre- 
sepio le Signore : principessa Margherita Ruffo Scilla, mar- 
chesa Giulia Torrigiani, contessa Luisa Guicciardini, baro- 
nessa Giuliana Ricasoli-Firidolfi, contessa Ortensia Serristori, 
signore Teresa Barsanti-Grazzi, e prof.** Marianna Giarré- 
Billi. Tutti nomi questi che si vedono sempre uniti quando 
vi è da fare un' opera benefica, da alleviare un dolore, da 
soccorrere un poverello, da incoraggiare una pia e filantro- 
pica istituzione. La signora marchesa Ernestina Montagliari 
fii nominata patronessa onoraria. Si occupano con lodevole 
premura dell' andamento della Greche anche il cav. uff. Ot- 
tavio Parenti ed il dott. cav. uff. Luigi Billi e tutto fa spe- 
rare che alla Istituzione pia e filantropica, quale veramente 
può dirsi il Pre^sepio, sarà riserbato un continuo e sempre 
crescente favore da parte della intiera cittadinanza. 



- -H>S^5^£^^=>? — ■ 



82 IL < PA5I qriyrrou30 > 

e^iA renne approTato Io Scattato e. dichiarando ef:)^taita 
la 8odetà, fa procednt#> alla nomina cfi 25 membri del Ct>n- 
sigiio, Partrr>ppo anche di fronte ad an' opera tanto t?arit»- 
tevole ed al cr>Hpetto di perdine le quali non à4)no solite di 
f^iTcnt^T^ la beneficenza per ambizione o per rag^nngere, 
con mezzi indiretti, on fine men che lodevole, non manca- 
nmo coloro i f|aali. o>n maligne insinuazioni, tentarono ^ 
sollevare nella rittailinanza il discredito e la ?£dacia per la 
nascente i?<titazione- Ma i pn>motori, i quali aprivano non 
per ostentata carità, ma beasi perchè animati e S4)rretti dal 
più lodevole .spirito di ana ben' intesa filantn^pia, poten>no. 
con la loro tenacia s«>rmontare tutte le non lievi difficoltà 
che si pararono loro dinanzi rioscendo vittoriosa nella 
lodevole iniziativa. 

In principio i due vice-presidenti cav. Saverio Fera e 
cav. dott. Enrico P^na assunsero la direzione della Società. 
Poscia, per unanime voto del Consiglio fu eletto presidente 
il prof. dott. Arturo Linaker, il quale disimp^na l'ufficio con 
il massimo buon volere e con lodevole abnegazione assicu- 
rando, con r c^ra sua intelligente ed attiva, un avvenire 
non dubbio alla caritatevole Istituzione. Benemerito di essa, 
insieme al cav. Fera, il quale come vice-presidente si è oc- 
cupato con zelo ed amore della Six^ietà fin dalla sua fonda- 
zione, è pure r altro vice-presidente cav. dott. Enrico Pegna 
che generosamente sopportò del proprio tutte le spese, non 
lievi, che la Società dovè incontrare nel trasferire la sua 
sede da via del Fratello a Porta alla Croce e quindi di 
nuovo in via del Fratello. Attivissimo segretario fu dap- 
prima r avv. Antonio Pierazzuoli trasferito poi, per i-agioni 
di professione, in Arezzo; a lui successe il signor Cesare 
Kapi, il quale dedic('> tutta la sua intelligente assiduità al 
retto funzionamento della Istituzione. 

Esplicando la sua benefica e caritatevole opera in mezzo 
agli sventurati che, malricopeiti e forse anche privi di tetto, 
soffrono la fame, la Società del « Pane quotidiano » seppe 



IL « PANE QUOTIDIANO » 85 



nemerito di tutti, presenzia giornalmente le distribuzioni, 
togliendo, non senza sacrificio, ai suoi affari, il tempo non 
breve che dedica all' opera filantropica. 

Breve ò la storia di questa Società, perchè breve per 
ora ne è la vita ; vita, però, preziosa, pei^chò spesa tutta in 
vantaggio ed a sollievo dei miseri e degli infelici. Il « Pane 
quotidiano » due parole che, nella loro semplicità, rivelano 
tutto un programma, ed un programma il piìi bello ed il 
più promettente per un' associazione di beneficenza, seppe 
guadagnarsi subito e mantenere tutte le simpatie e tutto il 
favore della intiera cittadinanza; simpatie e favore che, ci 
auguriamo, non verranno mai a mancare, neppure da paiate 
delle autorità e degli Enti tutti, a questa benemerita e filan- 
tropica Istituzione, la quale potrà in tal modo, non solo con- 
tinuare nell'opera sua santa e pietosa, iniziata sotto sì buoni 
auspici, ma potrà bensì rendere tale sua opera anche più 
estesa e più efficace, contribuendo cosi, se non a sopprimere 
del tutto, certo a diminuire il triste ed indecoroso spettacolo 
dei numerosi ed insistenti accattoni che infestano le vie 
della città. E questo non sarebbe davvero un piccolo van- 
taggio per la nostra Firenze! 




Istituzioni Fiorentine, 



88 tSTfTLTO UMBKKTO I 



oestacolo gruvlssiino al benC'S&tere ed alla g\:»Tm di una niEat- 
zione, u^gi che da tutti è <."<>mpresa la necessità «li pnea^fen? 
a cuore la s«>rte avvenire dei piccoli candidati alb delEiift- 
quenza o comunque degenerati, per s<>llevarli e s*>arajH.È ad! 
vizio, alla mi.seria ed alla crdpa. e preparare c*j(Si aiLà pu- 
tria d<^li uomini onesti e laboriosi, Ofzp, ripetiamo. sareWbt^ 
indizio di poca civiltà, sarebbe colpa il tras.-urare •|aie5«v> 
ramo della peda^o^'a emendatri«,-e che .si «xvupa della rise- 
nerazione di tanti di.s^raziati. 

E ancora la nostra Firenze, per la ^ner»>sa e l*>ieT*>&e' 
iniziativa di alcune benemerite fiers^jne. può vantare »l>t« *ìi 
avere 1* Istituto per i fanciulli deticienti »i tardivi, lstìiniiir*'> 
che, apertosi s^^lo il 24 ag^isto dell'anno 1899 lfunzi«>iiia 
egre^amente ed ha già pres^> un importante s\ilupp»>. Esi<«!> 
ha la sua se^Ie nella villa Fram.-ois a Santa Maria a G>ver- 
cìano a pie del poggio di A'incilliata : una potsizione anwe-- 
nissima. incantevole, a breve distanza dalla città, sulla linesi 
tran\iaria di Settignano. I lof.-ali sono ampi, benissimo 
reati, egregiamente distribuiti e convenientemente 
dati : per tutto e<l in tutto si ammira V ordine e la puIiziaL 

Annessi alla villa vi sono giardini per la ricreazione, 
bosr-hetti ed uliveti per la passeggiata dei rio^verati. La 
nlla è munita anche di una cappella. 

L' insegnamento scolastico, pel quale s«>no destinate tre 
ampie sale provviste di tutto il materiale necessario, si 1^ a 
gruppi di pochi bambini e. se rK-cori-e per certi riguardi spe- 
ciali, anche di un solo bambino. Ogni mezz' ora, «>d al mas- 
simo ogni ora, i giovanetti passano dallo studiu alla ricresa- 
zione onde non affaticare troppo quelle menti non bene 
er^uilibrate. In ore stabilite e<l in ogni giorno si tanno fere 
a quei bambini degli esercizi di ginnastica da camera ed in 
palestra e passf,»ggiate nei dintorni della villa. Non manca 
r iasegnamento della ni usi* a e del cant«> corale: ed a quelli 
ai quali in avvenire può ^^'ssere utile p*M- guadafiruarsi da vi- 
vere, si insegna an<;he iinai-te ^A un mestiere. 



PER I BAMBINI DEFICIENTI TARDm 91 

Provincia, a carico della quale la legge comunale e pro- 
vinciale pone la cura ed il mantenimento di tali infelici, 
saprà col tempo valutare meglio T utilità della istituzione 
e, togliendoli dai manicomi o da altri ricoveri ove, per la 
loro organizzazione, poco o nessun vantaggio possono ri- 
trarre quegli infelici, li vorrà invece atììdare alle cui*e di 
questo nuovo Asilo, ove vengono accettati, come alunni 
interni, fanciulli fra i 4 ed i 12 anni, e come alunni esterni 
fanciulli e fanciulle dai 6 ai 16 anni. ^ 

I bambini ricoverati sono ormai giunti a circa 40 e 
già dieci dodici hanno potuto abbandonare V Istituto mo- 
ralmente rigenerati. I resultati ottenuti sono quindi supe- 
riori ad ogni aspettativa. 

Gli alunni sono interni ed esterni; gli esterni vi ven- 
gono condotti la mattina, e la sera sono restituiti alle fiimi- 
glie. La Società dei tranvai fiorentini generosamente concede 
una vettura per fare questo servizio di trasporto dalla città 
alla sede dell'Istituto e viceversa, dei fanciulli esterni. 

II Consiglio, preoccupato pel considerevole numero di 
bambini pei quali viene domandato ricovero nell'Istituto e 
che, per deficienza di locale, non possono esservi accolti, 
negli ultimi giorni del decorso anno 1901 deliberò molto 
opportunamente di aprire un Asilo-Scuola per tutti quei 
bambini, anche leggermente tardivi, la cui istruzione ed edu- 
cazione non può ottenersi con profitto nelle scuole ordina- 
rie insieme con gli alunni in condizioni normali. 

Il Consiglio Direttivo, che segnaliamo a titolo di lode 
meritata e di incoraggiamento a proseguire nell' opera alta- 
mente filantl'opica così bene iniziata, si compone dei signori 
comm. Duca Leone Sti'ozzi, presidente; on. principe Piero 
Ginori-Conti, vico-presidente; Guido Uzielli, economo; pro- 
fessore Eugenio Modigliano, segretario; cav. avv. Arturo 
Carpi, comm. Antonio Civelli, prof. Francesco Colzi; mar- 
chese Lorenzo Ginori-Lisci, cav. avv. Alfredo Lumachi e 
prof. Eugenio Tanzi, consiglieri. 



92 ISTITUTO UMBERTO I 



Firenze deve essere grata davvero a tutti coloro che, in 
qualche modo, hanno contribuito a quest' opera di carità, 
— primi fra tutti la Provincia ed il grande filantropo si- 
gnor William Haskard — ai componenti il Comitato pro- 
motore, ed ai numerosi soci fondatori ed ordinarli; continuino 
gli egregi benefattori nella via intrapresa, ora che da tutti 
si parla dei deficienti, e che un nuovo risveglio si manifesta 
in favore di essi in Italia, e siano ceii;i che non mancherà 
loro l'appoggio e l'aiuto dei buoni, e l'approvazione di 
quanti si interessano dell' educazione della gioventìi e del 
miglioramento della sorte degli infelici. 




ED OSPIZIO DI SANTA AGNESE 95 

------- I I II I 

chiudono ad un' ora di notte e si riaprono la mattina a 
giorno fatto. 

• 

Al piano superiore di detto stabile trovasi l'Ospizio di 
S. Agnese, pervenuto al Bigallo dopo la soppressione delle 
Scuole di S. Leopoldo, e il di cui patrimonio fu incorpo- 
rato neir Istituto stesso nell'anno 1811. Tale Ospizio, eretto 
nella casa di Filippo di Gardo Orpellai, in Piazza del Car- 
mine, in seguito alle di lui disposizioni testamentarie dei 
18 Luglio 1403, doveva servire per ricovero di 6 donne 
miserabili, in età matura ed oneste. Fu poi trasferito in 
altra casa in Borgo S. Frediano, ed era sotto la dipendenza 
dei Sindaci eletti dalla ora soppressa Compagnia delle Laudi 
e di S. Agnese. Le ammissioni in questo Ospizio sono de- 
liberate, per r attuale Statuto, dal Consiglio di amministrn- 
zione del Bigallo, il quale paga alle ricoverate L. 15 men- 
sili per ciascuna. Non vi sono ammesse che le vedove senza 
figli maschi. 

In alcune stanze attigue e sottostanti al detto Ospizio 
trovansi ricoverate N. 9 povere, vedove o zitelle, le quali 
godono r uso di una cameretta separata, in cui il letto e gli 
altri mobili sono di proprietà delle medesime. In caso di 
loro morte tali suppellettili divengono proprietà del Bigallo. 

Nello stabile attiguo allo Spedale di Sant'Onofrio, ove 
risiedono a terreno i custodi dello Spedale, trovasi l'ospizio 
di San Domenico, già Casa delle vedove Terziarie dell'Or- 
dine di San Domenico in Via de' Banchi, fondato da Livia 
Barbera Gualbei-ti vedova Nardi con testamento 5 Agosto 
1709, approvato con Sovrano dispaccio 5 Febbraio 1834. Il 
primo piano di tale fabbricato è abitato da una vedova con 
una zitella; il secondo piano da tre sorelle nubili ed il 
terzo piano da una vedova con una zitella. Le ammittende 
devono essere di condizione civile; hanno l'obbligo di am- 
mobiliai*e del proprio il quartiere loro concesso e debbono 



96 SPEDALE DI S. ONOFRIO 



inoltre dimostrare che posseggono i mezzi per vivere one- 
stamente, poiché ad esse l'Istituto non concede che il sem- 
plice uso gratuito del quartiere. La loro ammissione spetta 
al Consiglio d'amministrazione del Bigallo. 

Questi Ospizi funzionano ottimamente sotto l'attiva ed 
oculata sorveglianza del Pio Istituto del Bigallo da cui di- 
pendono, arrecando non poco sollievo alle classi indigenti 
della città nostra; e noi vorremmo che altre cantate <roli 
persone seguissero, ben più di frequente, l' esempio dei ge- 
nerosi benefattori che, con la loro liberalità, dettero vita a 
tali utili e provvide istituzioni; come vorremmo del pari che 
le forze, tanto materiali, quanto morali di altre consimili 
istituzioni, promosse dalla pietà e dal buon volere di filan- 
tropici cittadini, venissero unite a quelle di questo Istituto, 
poiché da tale unione si potrebbe avere, se non la certezza, 
almeno una maggior probabilità di riuscire nell'identico in- 
tento cui essi mirano, quello cioè. di procurare ai poveri 
asilo e ricovero. 




98 AltCICONFKATEltXITA 



serini — ài farebbe risalire l'origine dell^. Compagnia della 
Misericordia al 1240. 

Anche Placido Landini, nella sua « Storia della Ve- 
nerabile Arcicoìtfraterìiita » , riporta V origine della mede- 
sima al 1240, fondando tale assetato sulla stessa tradizione 
della quale parla il Menabuoi. 

In detta relazione si legge che, da un libro scritto in 
gotico da messer Francesco Ghislieri, cittadino fiorentino, 
e tradotto dal sacerdote Lorenzo Fici nel 1605, si rileva 
come in quell'epoca in Firenze fioriva il traflBco dei panni 
di lana, e vi si facevano due fiere, una per San Simone, 
r altra per San Mai-tino, alle quali intervenivano ricchissimi 
e numerosi mercanti da ogni parte d' Italia. Per il ti'asporto 
dei panni e delle lane numerosi facchini si trattenevano 
sulla Piazza di San Giovanni, o di Santa Maria del Fiore, 
in attesa delle commissioni. Ivi si trovavano alcune cantine, 
che si suppone fossero degli Adimari, le quali rimanevano 
costantemente apei-te ; ed in esse i facchini si rifugiavano 
nelle ore di ozio, che non erano molte, per sottrarsi dal- 
l'acqua e dai rigori del freddo. 

Fra quei 70 od 80 facchini che ivi si riunivano ti-o- 
vavasi certo Piero di Luca Bersi, uomo di età avanzata e 
molto devoto, il quale, scandalizzandosi per le bestemmie 
dei suoi compagni, onde renderle meno frequenti, propose 
che ogni volta che qualcuno ardisse di bestemmiare, do- 
vesse, per penitenza, porre una crazia in un apposito cas- 
setto. La proposta fu accettata e rigorosamente osservata. 
Col tempo, non poco denaro fu raccolto in quel cassetto; 
ed allora Piero di Luca Bersi propose che con quei fondi 
si facessero sci zane, atte ognuna a contenere una persona 
e distribuirne una per ciascun sestiere della città, asse- 
gnandovi settimanalmente quei facchini che avj*ebbero do- 
vuto, con la medesima, trasportare i poveri ammalati, i morti, 
i feriti in casi di infortuni, suicidi, ecc., ricevendo in 
mercede, i facchini stessi, un giulio per ogni viaggio fatto. 



DI S. MARIA DEI.LA MISERICORDIA 109 

locali della Compagnia Telenco a stampa, a titolo di onore 
e per suscitare l'emulazione, il seguente diploma: 

« Aironorando 



« A Voi, amatissimo nostro ascritto nella qualità di 
, che operosissimo vi mostraste nel- 
l'esercizio della Cristiana Carità durante Torribile flagello 
che percosse in quest'anno la nostra Città e le sue adia- 
cenze, nulla curando le fatiche e i rischi che andavate ad 
affrontare nel soccorrere il vostro prossimo già colpito dal 
morbo micidiale del colera ; e che per consacrarvi tutto a 
tale opera, lasciavate le vostre piti caj'e abitudini, le vostre 
occupazioni, i vostri interessi, per procurare che prontis- 
simi riuscissero i trasporti dei languenti a quei luoghi ove 
potevano trovare ospitalità, servitii, soccorsi, salute; 

« A Voi, che, a compimento di tanta abnegazione, re- 
nunziaste alla gi-aziosa disposizione emanata dal rispetta- 
bilissimo Magistj-ato il dì 23 Luglio ultimo decorso, il 
quale vi offeriva un contrassegno onorifico per le molti- 
plici opere vostre di Carità, convertendone l' importare in 
elemosine alle famiglie rimaste nella indigenza per tale 
infortunio ; 

<? A Voi, meritamente la nostra Arciconfraternita, in 
ordine della Deliberazione del dì 8 Settembre prossimo 
passato, per il mio mezzo tributa ammirazione, ricono- 
scenza ; 

« La Divina Provvidenza già benedisse le opere vo- 
stre : Essa coronerà le vostre fatiche con la Santa Sua 
Grazia, che di tutto cuore e con illimitata fiducia vi de- 
sidero. 

« Dall'Arciconfraternita della Miseiicordia di Firenze 
lì 1855. 

« Il Ganeelliere II Provveditore 

« /*." Cartoni /l" C. Tempestici ». 



116 ARCICONFRATERMTA DI S. MARIA DKLLA MISl]RICOHDlA 



Comitato esecutivo pel ricordo, pronunziò bellissime parole 
nel consegnare la lapide al Magistrato dell' Arciconfraternita; 
per la quale rispose, ringraziando e facendo spesso risuonar 
la nota patriottica, il Provveditore Cav. Antonino Ciardi- 
Duprò. L'atto di consegna rogato dal Notare Gaeta fu sot- 
toscritto da S. A. K. il Conto di Torino, dal Marchese Tor- 
rigiani, dal Cav. Ciardi-Duprè e dalle Autorità. 



La Misericordia nella sua lunga e gloriosa vita ha 
cercato sempre di rendere più utili, più pronti e più ef- 
ficaci i suoi caritatevoli soccoi*si ; e noi, mentre auguriamo 
anche per l'avvenire alla secolare Istituzione il favore ed 
il rìspetto che il pubblico le ha sempre portato, vogliamo 
del pari augurarci che essa saprà e vorrà anche adot- 
tare nei suoi sistemi di soccorso quei miglioramenti e quei 
perfezionamenti che ormai, col progresso, sono riconosciuti 
tanto provvidi e tanto oppoiimii. 




134 KUTELL.v:fZA AfìTDiLijrA 



nira nurmA al miimió ^>«x^>r^) el a «^iialiiiniae altra fì>nna 
di cooperazioQe. la Fratellanza Artigiana, -^oHo sot^reio del- 
ramila 1896 gettò le bat*i «li iiii'A:*go<*iazione deaerale de- 
nominata < Fratellanza operaia d' Italia > «^rjstiniita da tante 
federazióni, quante sono le regirjni in eoi 5i divide la da- 
zione: ma. per non affirontare "^abito on lavoro troppo ar- 
doo e di difficile attuazione, deliberò frattanto di costrtnrre 
ona ^ Federazione toscana > sulle basi «ii on pn^getto pre- 
jjentato dai constili Moggi Giovanni Bemi Torquato e Ma- 
ranghi Gabbrieflo, e dalla Commissione inoarioata. ci>mp«>- 
sta dei sigg. Bandini Carlo, Minati Giuseppe e Bani Ugo : 
progetto che fu approvato dal Maestrato della FTateflanza 
Artigiana d' Italia, Comune Artisiano di Firenze, nell'adu- 
nanza del 15 novembre 1896. Tale federazione cominciò a 
funzionare il 6 giugno 1897, ma i suoi lavori furono so- 
spesi^ poiché anch'essa, benché non colpita direttamente, 
risentì pur troppo gli effetti dei provvedimenti presi per ì 
fatti del maggio 1898. 

La Fratellanza si compone : 

di Soei effettivi, e tali possono essere tutti coloro^ 
senza distinzione di sesso e di religione, che vivono col 
frutto del proprio lavoro, dall'età di anni 15 ai 40, purché 
godano estimazione di moralità pubblica e privata, non siano 
giudicati inabili al lavoro per infermità e per difetto incu- 
rabile e siano abitualmente sani ; 

(li SofTÌ cooperanti, quelli, cioè, che all'atto dell'am- 
missione renunziano al diritto delle sovvenzioni ; 

di Soei benetneriti. 
Le tasse settimanali variano da centesimi 15 a cen- 
tesimi 50. La tassa di ammissione è in proporzione dell'età. 
I sussidi giornalieri, per malattie acute variano da 
L. 0.60 a L. 2, e quelli per malattie croniche da L. 0.20 
a L. 0.65. 



138 FRATEUAXZA AROGIAXA 

apprezzando l'idea generosa, accolse l'invito mossole di 
fere appello alle altre Associazioni italiane perchè, tutte 
onite, si ponessero a capo di una cosi importante impresa, 
e vi concorse con un'ofiFerta di lire mille. Ma il patriottico 
intento &llì, per le sue grandi difficoltà non solo, ma anche 
per l'indifferenza delle altre associazioni operaie, le quali 
avrebbero dovuto concorrervi ma che invece non seguirono 
l'esempio della Fratellanza, e per l'inerzia degli stessi Mu- 
nicipi di Sardegna. 

Nel marzo 1884 per iniziativa della Fratellanza Arti- 
giana le Società operaie di Firenze riunite a Congresso, re- 
spinsero, perchè ritenute monche ed imperfette, le leggi so- 
eiali sugli scioperi e sui probiviri, proposte dal Ministero, 
e, pure essendo convinte della necessità del riconoscimento 
giuridico delle Associazioni operaie^ respingevano ogni in- 
gerenza STI di esse da parte dello Stato. 

Limitata l'azione della Associazione al solo Comune 
artigiano di Firenze si sentì il bisogno, per il suo più rego- 
lare e più spedito andamento, di studiare e compilare un 
regolamento organico che venisse a semplicizzare i Capi- 
toli da prima stabiliti e che erano destinati a servire ad una 
vasta Associazione italiana come da principio intendevasi 
costituire, eliminando così certi attriti fra i soci, sempre 
dannosi alla Società. Col gennaio 1875, applicando il nuovo 
regolamento organico, vide la luce il periodico La Fra- 
telUmxu Artigiami giornale del Comune Artigiano, diretto 
dall'egregio Luigi Minuti; il periodico, dapprima settima- 
nale, si rese poi mensile. 

Tolta la capitale da Firenze, si verificò naturalmente 
una crisi che privò del lavoro un numero grandissimo di 
operai, i quali furono costretti a prociu-arselo altrove. Il 
contraccolpo che ne risentì la Fratellanza Artigiana fu sen- 
sibilissimo. I soci diminuirono ed aumentò invece il disa- 
vanzo sul bilancio. L'Associazione si trovò in serio imba^ 
razzo ma, mercè l' oculatezza di coloro che la presiedevano 



140 



ucrrnuxA 



gretario. Con un: 
posta (li Luigi )J '■ 
r azienda fosse 
alloggio pei* i ^ 
moria del (Irti 
gli utili iMV 
fatti da air 
mila, t* fr.i 
desto e Im 
capitjilc 
quei Sin-' 
mozzi •'■ 



... n.i.'iv» lo rivolse* al crrau ma^^stro 

. i.uTgi Minuti, i ijuali tanto C'ir- 

., itv»?vano lavi>rat'» p»>r la riu<i;ita 



in «luii' 



..,»)n» 1^04 il llaestratiì dell'Assi» -ìaziL'ne fle- 
, jiuiiv un fondi» spe«:iale per inviare ai basrnì 

,\ ilei >^«»ci bisoirn«»si, che fossero affetti da 

IP 

rt^o scopo una Commissione. er>m[)«.'sta dei <i:2:n'.'ri 
Innocenti, Medaldo Lui.-ii e Xan-ÌNi» Pi^ni.'tn. si 
il ruccoo:liere a mezz«.» di si;hede le offK-ite ft-a mttì 
ciia Fratellanza: ed o>rni annn vie^n^/ rai^eolta, i;«ìn 
jii'ì volontarie da parte df.*i so«'i. la <«>nmia «."he i:";o«.»rre 
iiiUMlare ai bagni di mare dut- o più fant-iuUi si-Ti-tMlosi. 
b'in dai primi dell'anno l.sv»7, in seiruito ad aooonli 
^' pervenuti fra il Consolato MagistraU; e«l alcuni medioi- 
.^•ialisti, i quali prestan»» irentilmente l'opera lor»:», hiumo 
uggo allìi ^tnle centrale dell'A<snriazione delle c«)n<ultazioni 
j^ratuitc pei soci e le pei-sone di loro famiglia. Tale imp».>r- 
Ijinte benetìzio fu apprezzato nmltissimi» dai sinn ed «»ggi le 
t»ousult azioni da paite dt*t:li e:rreL'i spet.-iali<ti asoend'mo a 
ciiva i;»0 al giornn, df.dle quali ben l'Ji) son<» fatte dal pnw 
fessore Andrea Simi per h.- malattie de;rU nn-lii e pei difetti 
in geneiv della vista, avendo hìtH t-stesi.» la tnu'a irratiiita an- 
che ai non swi. 

Nel 1n97 il ("'nQsnlatu Maui^n-ak. ri.nip"NtH all»'ra dei 
signori Oabrielln llarauirhi. Tnirpuitn K.-rui ^ «rinvaniii 
Mogiri, r..!isuli: Ktti.r^- B^-ttrili. A'ii'lfi» Mnsradi. Mariano 
Muirnaii'Mi. NjitaK- Vi^-lli. ^riuvih'i-hiiin Kinrirt-rti. ^riiist-ppe 
l«»rriin t- Mi miri. ;i>;si-.-s>i.i-i, •• r';irl-i Bjiii-liiu <i-:rrerai-i«» go- 
neral»'. pivsjMir.'. iiiiV-I.ih..!-:ir;<^iina lìu-nii-ria al rref^-n.-. coni- 
pilani, d iiii-arii-«» di-.-L <.''»n^nlarii NTe>sn. dal ci.n.x.n. ..» n latore 



FRATELLAXZA ARTIGIANA 143 

Ugo Bani, in favore del personale amministrativo, farma- 
ceutico e di immediata assistenza, addetto al R. Ai'cispedale 
di Santa Maria Nuova e Spedali Riuniti di Firenze, onde 
scongiurare le conseguenze dannose che al personale stesso 
apportava il nuovo regolamento organico. L'onor. Prefetto, 
comra. Guala, accolse con benevolenza la Commissione ed 
esaminò con interesse il memoriale, encomiandone special- 
mente il compilatore, sia per la forma relativamente tem- 
perata, date le condizioni di fatto e di tempo in cui esso 
veniva presentato, sia per le quistioni d'indole tecnica, 
giuridica ed umanitaria in esso trattate, e che, oltre a di- 
mostrare l'interesse che la Fratellanza prendeva per una 
classe di lavoratori cosi benemerita, provavano altresì come 
tale Associazione si preoccupasse giustamente delle conse- 
guenze funeste per il pubblico bene alle quali poteva por- 
tare, se inasprito maggiormente, il conflitto sorto fra il per- 
sonale e l'Amministrazione ospitaliera. Quel memoriale, 
distribuito anche a tutti i consiglieri provinciali, impressionò 
grandemente e contiibuì non poco a togliere di mezzo le 
divergenze. 

Venuto a conoscere che il Comune stava per stipulare 
una nuova convenzione per il servizio dei tramways^ il Con- 
solato Magistrale della Fratellanza, deliberò, in sua adunanza 
dell' 8 giugno 1896, di richiamare l'attenzione del Sindaco, 
della Giunta e del Consiglio comunale sui capitolati che sta- 
vano per discutersi, onde fosse in essi compresa un'apposita 
clausola intesa a stabilire un giusto minimo di retribuzione 
al personale, ed un equo limite massimo di servizio giorna- 
liero. In adempimento a tale deliberazione il Consolato stesso 
presentò all' onor. Sindaco un pro-memoria^ compilato anche 
questo dal Censore e Relatore Bani Ugo, col quale, basan- 
dosi sui principii d' umanità e di equità, venivano prese in 
accurato esame le disposizioni riflettenti il trattamento delle 
società concessionarie verso il personale e cioè : le ore gior- 
naliere di servizio, il riposo giornaliero e settimanale, la re- 



144 WRàTKLLASZX AfiTl&Lk5A 

tribfizione minima, il correspettiTo minimo per il Iavor»> 

orriinario e<:c. Le ra^oni ed i desiderati ampiamente :$¥ohi 

in quei pro^memoria^ tendevano ad evitare le p»tarÌMizi<»i 

e ^i >idoperi. fron vantag^o ci>mane della S)eietà. del per- 

>4onale e del pabblici>. 

Recentemente ^i fece iniziatrice di im larso ed effi- 

Trace movimento in ^vore del refereìidm^à sul capitolato 
relativo ai noovi impianti dei tran vai elettrico; ed in ana 
imponente adnnanza alla quale intervennen3 nomen^^ r^- 
pre^4entanze delle varie asi<Hxriazioni fiorentine, fd votato il 
seguente ordine del giorno: « I soci della Fratellanza Ar- 
tigiana in anione dei rappresentanti della Camera ddL La- 
voro e di altre dodici Associazioni fiorentine convenati la 
stera del 4 gennaio 1902, nella sede della Fratellanza stessa, 
presa cognizione della speciale imp«>rtanza del C*;^tolato 
relativo alla sistemazione del servizio dei Tranvai ed Onmi- 
bos, attualmente in discossione nel Consiglio Comonale, 
convinti della nerressità che sol Capitolato in parola oc^ 
corra V esplicita affermazione della cittadinanza fiorentina, 
invitano il Consiglio a sottoporre al refereìèdum d^li elet- 
tori amministrativi il Capitolato predetto. > 

Nò qui si ferma V opera attiva^ efficace ed umanitaria 
della Fratellanza Artigiana. 

Rssa, non seconda a nessun' altra Associazione nel pro- 
muovere e procurare il miglioramento materiale^ morale ed 
intellettuale delle classi artigiane, mentre non ha mai trascu- 
rato nessuna occasione per venire in loro aiuto, ha dato larga 
parte all'istruzione ed all'educazione, ed ora ha istituito, con 
loflevole pensiero, un corso di conferenze Dantesche in forma 
popolare, da cui tutti possono trarre non lieve profitto in- 
tellettuale. 

Ila una ricca biblioteca, in cui i soci e le loro fa- 
miglie possono trovare preziosi elementi d' istruzione e di 
educazione. 

I^ cariche sociali erano nel 1896 rivestite dai seguenti 



146 FRATELLANZA ABTKilAXA 



Giuseppe Mazzini, ringraziando la Fratellanza di averlo 
inscritto fra i soci benemeriti, dirigeva al Cornane Artigiano 
sotto di 14 febbraio 1862 una splendida lettera della quale 
mi piace riprodurre il seguente brano : 

« Dal fine che vi proponete, derivano i vostri doveri, 
e, compiti che questi siano, i vostri diritti. I vostri padri 
fecero libere e grandi le loro città : voi, associandovi, or- 
dinandovi fraternamente, farete grande la Patria: i vostri 
padri collocarono le loro città a capo dell' incivilimento 
europeo, e diedero ai popoli spettacolo luminoso di libera 
convivenza sociale nei loro Comuni, quando il feudalismo 
era per ogni dove dominatore, coli' esercizio del loro di- 
ritto di voto in tutte le faccende governativa : voi, per ri- 
collocare r Italia a capo del moto progressivo europeo, ri- 
vendicherete il voto, eh' è il battesimo dei cittadini, e che 
otterrete quando, alle deboli agitazioni locali, potrete sosti- 
tuire r azione una, di tutto quanto 1' esercito degli uomini 
del lavoro. » 

L' aspirazione dell' Apostolo genovese trovò il suo 
pieno esaudimento nella legge elettorale politica del gen- 
naio 1882. 

La stessa lettera così terminava : « I vostri padri po- 
nevano ogni progresso sotto la tutela del pensiero religioso ; 
voi farete lo stesso, e ovunque incontrerete individui o poteri 
avversi, in nome della religione, al progresso, direte loro : 
la religione sta con noi; la vostra è menxogna; dove è lo 
spirito di Dio è la libertà, non tirannide, 

« Ordinamento generale dell' elemento operaio da un 
capo all'altro d'Italia — voto nell'elezione dei rappresen- 
tanti la vostra Nazione — associazioni di lavori con capi- 
tali appartenenti ai lavoranti associati — educazione moi-ale 



FRATELLAaVZA ARTIGIA^'A 147 

fondata sull'unità di fede in un fine comune, per tutti i figli 
della patria italiana : — è questo, se non m' ingannano le 
speranze, il quadruplice intento al quale voi dirizzate gli 
sforzi vostri. — Ed è pure il mio. — Non vi stancate sulla 
via. Io vi seconderò con quante forze la profonda credenza 
e r amore possono dare ad un individuo. ' 

Londra, 14 febbraio 1862. 

Fratello vostro 

GiustTPE Mazzini. » 



Dopo le parole del grande filosofo io non saprei ag- 
giungere nulla per meglio far rilevare il fine umanitario 
cui mira questa importantissima Istituzione della quale ho, 
molto fugacemente, riassunto la storia. 




152 UNTVEliSTTÀ ISRAELITICA 

,,„ _ ' ■ ■IIIB-HI 

renze ò retta ed amministrata dal detto Eegolameiito e dallo 
Statuto organico modificato con il decreto sopra riferito. 

Il Consiglio di Amministrazione si compone di 16 
membri e viene eletto col voto di coloro che contribui- 
scono alle spese dell' Università. Finché questa si manterrà 
con offerte volontarie il diritto elettorale spetta a tutti 
quelli che vi conti-ibuiscono con una offerta annua non 
inferiore alle L. 20. Le donne non sono eleggibili, ma, 
purché contribuenti, sono elettrici; esse però non possono 
deporre il loro voto personalmente, ma bensì a mezzo di 
un loro rappresentante o mandatario. In massima parte 
le norme che regolano V elezione e la rinnovazione del 
Consiglio sono quelle che fm^ono in vigore in Toscana 
dal 1848. 

Attualmente fanno pax-te del Consiglio i signori Yitta 
ing. cav. Edoardo, Presidente, fin dal Maggio 1898, Anau 
cav. Flaminio, vice Presidente; Ambron cav. avv. Eugenio, 
Castiglioni cav. Enrico, D' Ancona cav. prof. Cesare, Finzi 
avv. Moisè, Franchetti cav. prof. Augusto, Levi barone Gior- 
gio, Modigliani comm. Angelo, Mondoltì David, Olivetti 
cav. Nino, Pegna cav. Giulio, Philipson comm. Eduardo, 
Eosselli Pellegrino, Senigaglia cav. avv. Bruto, Treves av- 
vocato Guido. 

Il Capo e rappresentante dell' Università è il Pre- 
sidente. 

L'Università, con le contribuzioni degli Israeliti e con 
le proprie rendite, provvede: a) All'amministrazione ed 
erogazione delle rendite stesse ; h) Al mantenimento del 
culto, e al sussidio degli indigenti, per quanto sia consen- 
tito dalle sue entrato e richiesto dalla osservanza del culto ; 
e) All' istruzione religiosa ; d) All' amministrazione ed ero- 
gazione dei redditi delle opere e legati pii da essa dipen- 
denti a norma degli Statuti, o delle Leggi vigenti sulle 
Opere Pie, tenendo bensì l'amministrazione medesima di- 
stinta e separata da ogni alti-a. 



tmiVERSITA ISRAELITICA l53 



Fanno parte dell' Università Israelitica tutte le fami- 
glie ed individui appartenenti al Culto Israelitico che con- 
tribuiscono alle spese annuali dell' Università stessa, o che 
hanno dimora o domicilio nel Comune di Firenze da oltre 
un anno. Vi possono appartenere, purché ne facciano do- 
manda e si sottopongano agli oneri e doveri che fanno 
carico a tutti gli altri, anche gli Israeliti abitanti e domi- 
ciliati in Comuni limitrofi che non abbiano Università. 

Spetta al Consiglio la parte deliberativa degli affari ; 
quella esecutiva spetta alla Giunta eletta dal Consiglio 
stesso, e composta di tre consiglieri e due supplente II 
Consiglio nomina gli impiegati, stipula conti-atti, provvede 
agli acquisti, alle alienazioni, alle costituzioni di mutui, 
all' impiego o .investimenti di capitali, alla istituzione di 
nuove Opere Pie, all' accettazione o rifiuto delle eredità, 
legati e doni, all' inizio e difesa delle liti, approva il bi- 
lancio, impone, in casi determinati, le tasse, ecc. Alla Giunta 
amministratrice spettano, come si è già detto, le ingerenze 
esecutive per l' Università e quelle relative alle Opere Pie, 
al quale oggetto deve essere aggregato dal Consiglio alla 
Giunta stessa, un delegato alle Opere Pie. 

Alle spese di culto e di amministrazione, d' istruzione 
e di beneficenza, il Consiglio provvede con le rendite ordina- 
rie dell'Università. Esso, come si è già detto, avrebbe pure 
facoltà, secondo lo statuto, qualora le circostanze lo richie- 
dessero, di imporre una tassa coatta a carico di tutti i cor- 
religionari abbienti. Tale facoltà gli viene dalle antiche leggi 
toscane, non mai abrogate, le quali attribidvano pure al 
credito dell' Università per tasse, gli stessi privilegi fiscali 
onde fruivano le imposte governative e comunali ; ma, seb- 
bene un simile sistema sia sancito anche dalla legge piemon- 
tese del 1857 pubblicata, dopo le annessioni, in altre Pro- 
vincie di Italia, ma non in Toscana, l' Università Israelitica di 
Firenze, senza rinunciare al diritto che le era conferito di 
imporre tasse, non si è piìi valsa, dal 1868 in poi, di tale 



160 OSPIZIO BRAELITICX) 



gior chiarezza lo sviluppo preso dall'Ospizio. La media 
aoDoale degli ammalati ammessi nel primo deeeimio fu di 
nam. 99 per num. 1873 giornate di spedalità ogni anno: 
nel terzo decennio invece la media annuale degli ammalati 
fu di num. 146 con 2417 giornate di spedalità. Così purè 
nello stesso periodo dal 1870 al 1879 si ebbe una spesa 
media di L. 1406.82 per i cronici a domicilio e di L. 471.20 
per i medicinali; mentre nel decennio 1890-1899 le spese 
per i cronici a domicilio salirono ad una media di L. 3094 
e quelle per i medicinali a L. 1605. 

Di fronte a questi resultati non v' è chi non riconosca 
quali e quanti vantaggi 1' Ospizio porta agli ammalati po- 
veri che professano la religione israelitica : e quindi non 
possiamo che augurare a questa prov\ida Istituzione un 
(M)ntinuo progresso ed un costante e sempre maggiore aiuto 
da parte di coloro ai quali sta a cuore il bene dei poveri e 
dei sofferenti. Sarà questo il miglior modo per onorare la 
memoria del compianto dott. Giuseppe Levi, alla cui bene- 
merita iniziativa l'Ospizio deve l'utilissima e provvida sua 
esistenza. 




170 B. isnrcTO FFaonxnjt: detja ss. annunziata 

pletame, a seconda del progresso dei tempi, il sistema edu- 
cativo e didattico. 

Nel 1883, dopo la moi-te del comm. Fabbroni, il R. Go- 
verno modificò lo Statuto per quanto riguardava la dire- 
zione e l'ordinamento interno dell' Istituto, sostituendo, ai 
due deputati che lo presiedevano, un Consiglio di vigilanza, 
costituito dal Prefetto della Provincia come presidente, dal 
R. Prow^editore agli studi, vice-presidente, e da altre per- 
sone a nomina regia su proposta del Ministero. Nell'ordine 
degli siudi fu disposto allora che ad ogni maesti-a fosse as- 
segnata una classe. Nella parte educativa lievissime furono 
le modificazioni, volendo che V Istituto conservasse le sue 
severe tradizioni, senza irrigidirsi nella forma. 

Altri ritocchi furono anche più tardi apportati allo Sta- 
tuto; ed oi'a ne vige uno approvato con R. Decreto 2 giu- 
gno 1895, dal quale si rileva che il R. Istituto della SS. An- 
nunziata dipende dal Ministero della Pubblica Istruzione 
che lo governa secondo le leggi scolastiche del Regno. 

Tale Istituto provvede all'educazione ed all'istruzione 
di giovinette di civile coudizione, mantenendosi con la dote 
assegnatagli sul bilancio del Ministero della Pubblica Istru- 
zione, con le rette delle alunne, con i risparmi capitalizzati 
e con altri eventuali pi'oventi. Esso è amministrato da un 
Consiglio direttivo composto del presidente, nominato per 
de(ireto reale, di due persone di nota coltura ed autorità 
morale, nominate dal detto Ministero soATa proposta del 
Prefetto, di un delegato del Consiglio Provinciale scolastico, 
di un delegato del Consiglio Comimale e della direttrice 
dell' Istituto. 

Il Consiglio, cosi formato, elegge fra i suoi compo- 
nenti un vico-presidente, un deputato per l'amministrazione 
ed uno per gli studi. Il pi-esidente ed i consiglieri, fatta 
eccezione della direttric^e, durano in carica tre anni e possono 
ossero confermati. 

Oltre al Consiglio vi sono ancora le Ispetti-ici onora- 



R. ISTITUTO PBSCMINILE DELLA SS. ANNUNZIATA 175 

in un educatorio di giovinette appartenenti in generale a 
famiglie agiatissime, provenienti anche dalle più lontane 
Provincie del Regno o da italiani residenti all' estero, le 
quali vi vengono abituate al culto del bello e preparate ad 
essere buone madri, aventi * favella e sentimenti schietta- 
mente italiani. Così, la grandiosità della villa, circondata da 
campi, prati e giardini, contribuì ad accréscere all' Istituto 
.della SS. Annunziata quel credito e quelk fama a cui fin 
da principio era salito, e che per la severità della disciplina, 
la serietà della educazione cui sono soggette le alunne, la 
perfezione dell' insegnamento che vi si impartisce ed il va- 
lore degli insegnanti che ad esso sono preposti, si è saputo 
sempre conservare tanto da essere generalmente ritenuto 
come uno dei più accreditati e stimati Educatorii d'Italia. 




DEIJ.E ARTI DECORATIVE INDUSTRIALI 187 

_ 

bre 1878. In varie epoche essa vi fece delle riduzioni e dei 
miglioramenti ; nel 1883 poi vi eseguì dei lavori importan- 
tissimi pei quali ebbe il concorso da parte del Municipio per 
la somma di L. 40,000 e, da parte del Governo, di L. 3100. 
Il progetto di tali lavori fu presentato dagli architetti, fa- 
cienti parte del Consiglio dirigente, Boccini, Canestrelli e 
Falciani i quali poi ne assunsero e disimpegnarono gratui- 
tamente la direzione. 

Attualmente la Scuola, dato V incremento grandissimo 
da essa preso, sia per P aumentato numero degli alunni sia 
per la istituzione del corso magistrale, richiede un nuovo 
ampliamento di locale; e la Giunta di vigilanza, compresa 
di tale necessità per il regolare funzionamento della Scuola 
stessa, ha rivolto tutte le sue cure onde provvedere la me- 
desima di nuove sale. 

Salito, al trono S. M. Vittorio Emanuele III, si com- 
piacque concederle V Alto suo Patronato e, con Decreto 
del 16 agosto 1900, le, accordò anche la distinzione dello 
Stemma Beale. 

Governata da uomini eccellenti che ad essa dedicano 
tutte le loro cure e tutto il loro appoggio sia materiale che 
morale, siamo sicuri che la Scuola professionale delle Arti 
decorative industriali, la quale ha assunto ormai tanta 
importanza, perchè destinata a generalizzare, ad affinare 
ed inti'odurre anche nelF ambiente domestico il culto della 
bellezza, a coltivare ed a perfezionare il senso estetico degli 
artigiani, e che ha già dato sì splendidi resultati pel gran 
concetto, artistico che la iuforma, andrà sempre progredendo 
e rimarrà, come lo ò oggi, una delle istituzioni piìi utili e 
più gloriose della città nostra. 



RU. SCUOLE LEOPOLDIXE 195 



più che 37 lire, cifra ben tenue se si pone a conft'onto con 
le spese di gran lunga maggiori che si incontrano in altre 
pubbliche Scuole inferiori d' Italia. D' altro canto occorre 
considerare ancora che in tale somma sono compresi gli 
stipendi ed i salarli di un personale non scarso ma pur 
necessario per il buon andamento e la disciplina di classi 
numerose come quelle che si hanno in queste Scuole, non- 
ché la spesa per provvedere gratuitamente le alunne di 
tutto ciò che occorre per lo studio, non esclusi gli^ og- 
getti per la Scuola di disegno, e le doti di premio in 
L. 800 annue. 

Le giovinette vi sono ammesse, di regola, dai sei anni 
compiuti e purché non abbiano oltrepassati i dieci, sieno nate 
e domiciliate in Firenze ed appartengano a famiglia povera. 
Per tener vivi in esse ^ il sentimento della disciplina e 
r amore allo studio, alle alunne che hanno disimpegnato 
r incarico di sotto-maestre per V insegnamento intellettuale, 
viene corrisposta una dote di L. 150, di fondazione del 
già Soprintendente cav. Priore Enrico Danti. Ogni anno ne 
vengono distribuite 12. Anche alle alunne che hanno fre- 
quentate le scuole fino al diciottesimo anno, età in cui per 
regolamento sono licenziate, viene concessa una dote, di 
regia collazione in L. 150, purché abbiano tenuta sempre 
buona condotta ed abbiano eseguito e rilasciato alle Scuole 
un saggio del loro lavoro. Tale obbligo fu stabilito per 
saggia deliberazione del Consiglio di Amministrazione, allo 
scopo di incitare le alunne alla gara fra le più provette, ed 
anche per procurare alle Scuole un campionario dei lavori 
che vi si eseguiscono da tenersi in mostra permanentemente 
pei visitatori delle Scuole stesse. Questi lavori poi vengono 
esitati mercé le fiere periodiche di beneficenza iniziate da 
un apposito Comitato. 

Nell'anno 1897, tale Comitato presieduto dalla baro- 
nessa Giuliana Eicasoli-Firidolfi e di cui erano vice-presidenti 
le Ispettrici contessa Francesca Guicciardini, dama d'onore 



196 RR. SCUOLE LEOPOLDIXE 

di S. A. E. la Principessa di Napoli e la contessa De Peon 
y Di Regil, tesoriera la duchessa Maria Strozzi, segretario il 
cav. Leonida Giovannetti, e del quale facevano parte nume- 
rosissime dame della aristocrazia, si fece iniziatore di una 
delle accennate Fiere di Beneficenza. Esso si rivolse a tutti, 
a pai-tire dai personaggi della famiglia reale e scendendo 
fino al più modesto popolano, affinchè con offerte o con 
oggetti , ognuno volesse concorrere all' opera filantropica 
intesa ad avvantaggiare le condizioni economiche, non flo- 
ridissime, di queste Scuole. Né il pietoso appello fu rivolto 
invano ; ogni classe di cittadini vi rispose con nobile e 
generoso slancio; moltissimi furono i regali, alcuni di non 
indifferente valore, altri di vero pregio artistico, che per- 
vennero al Comitato; e la fiera inaugurata il 25 aprile con 
l'intervento delle autorità, fu poi tenuta aperta al pubblico 
per varii giorni. Il concorso fu sempre numeroso e la 
nobile gara iniziata dal benemerito Comitato fruttò un in- 
casso di oltre L. 6000 a benefizio delle Scuole Leopoldine, 
tanto utili alla classe povera della città le quali meritereb- 
bero davvero un maggiore interessamento ed un maggior 
aiuto da parte del Governo che, di fronte al ben modico 
sussidio corrisposto alle Scuole, esige dalle medesime l'os- 
servanza di prescrizioni e l' adempimento di impegni su- 
periori certo alle forze economiche delle quali dispone 
l'Opera Pia. 




SOCIETÀ DI STUDI GEOGRAFICI E C0I/)N1ALI 201 



volumi degli Atti del Congresso stesso provarono non es- 
sere stata vana presunzione convocare tra noi quel dotto 
consesso. 

Il 2 maggio 1900 la Società fu privata, da lungo ed 
insidioso male, del suo illustre e benemerito presidente 
prof. Giovanni Marinelli. Il vice-presidente prof. Giuliani 
ne salutò, con opportune parole, la salma alla Stazione 
ferroviaria allorché partiva per Udine, e, di nuovo, breve- 
mente ne onorò la memoria, in occasione di una confe- 
renza tenuta il 1 3 maggio nell' Aula Magna del E. Isti- 
tuto di Studii Superiori dal colonnello Giacosa alla presenza 
di S. A. E. il Conte di Torino; altra speciale e solenne 
commemorazione ne fu tenuta il 14 giugno 1900 nell'Aula 
Magna del detto Istituto dal prof. Pennesi titolare di geo- 
grafia succeduto al compianto prof. Marinelli nella E. Uni- 
versità di Padova. 

In surrogazione del Marinelli fu eletto all' ufficio di 
Presidente della Società, il generale Giorgio Pozzolini, no- 
tissimo cultore di studii geografici ed appassionato per le 
questioni coloniali. Sotto la presidenza del Pozzolini la So- 
cietà, mantenendo integro il suo carattere, e rivolgendo le 
sue forze a rendere sempre piìi pregevole il suo' Bollettiiio^ 
potrà, in ispccie se le trattative pendenti riusciranno a buon 
fine, dare la più solenne prova di fedeltà al programma as- 
segnatosi per le raccomandazioni del prof. Marinelli, riu- 
nendo i più accurati studii per ciascun ramo geografico 
intorno a gran parte della nostra regione. 

Ogni persona colta ed amante della fama che la città 
nostra gode anche negli studii d'indole più moderna, non 
potrà che far voti per la prosperità di una Istituzione tanto 
utile, incoraggiandola col darle il proprio nome, onde au- 
mentarne le forze morali ed economiche. 



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SCUOLA PROFESSIONALE FEMMINUJi: 217 

La Scuola è stata più volte visitata da eminenti per- 
sonaggi, i quali hanno sempre esternata la loro compia- 
cenza per il regolare funzionamento della medesima. 

n Governo, il Municipio, la Cassa di Eisparmio e la 
nostra Camera di Commercio, compresane V importanza, 
concorrono generosamente al mantenimento di questa be- 
nefica e tanto utile Istituzione, la quale, con la modesta ma 
attiva sua azione, sparge il seme che ogni anno dà sì buoni 
frutti. Educando ed istruendo con criterii così razionali le 
figlie del popolo, essa prepara delle eccellenti madri di fa- 
miglia, delle ottime operaie, benissimo addestrate in tutti 
i rami delle industrie muliebri, rendendole atte a guada- 
gnarsi onoratamente di che vivere, non poche delle quali 
invece, senza la benefica influenza di questa Scuola do- 
vrebbero poi intrisero nella miseria e, talune, fors' anche 
nel vizio. E noi vogliamo sperare che a tale Istituzione, 
oltre quello degli Enti morali, sarà sempre mantenuto 
anche V aiuto dei singoli cittadini. Da questo lato ci allieta 
il pensiero che giammai fin qui è rimasto, senza il voluto 
resultato, V appello in ogni occasione e sotto qualsiasi 
forma rivolto alla cittadinanza in favore del povero. 




ISTITUTO DP:MroOFF 231 



tara questa che non di rado si verifica attualmente con 
grave pericolo della società. 

Tenendo sempre di mira il miglioramento morale, ma- 
teriale ed intellettuale delle classi alle quali appartengono 
gli alunni dell' Istituto, questo fin dall' anno 1883, instituì 
una Cassa di risparmio scolastico ed una Cassa di mutuo 
soccorso fra gli alunni. Tali casse dettero sempre resultati 
soddisfacentissimi, nò mancarono ad esse generose elargi- 
zioni da parte della Principessa Eléna DemidofF, del Pre- 
sidente Marchese Pietro Torrigiani, del Principe di Scilla, 
del marchese Luigi Torrigiani, dell' on. conte Umberto Ser- 
ristori, del cav. Tebaldo Pinucci, del dott. Enrico Pieragnoli 
dei proff. Enrico e Dario Guidetti e di altri. Con i denari 
raccolti nella Cassa di Mutuo Soccorso vengono mandati 
alcuni alunni ai bagni di mare, sono somministrati indu- 
menti od altro ai bambini piti bisognosi, ed elargiti inoltre 
dei modesti soccorsi in casi di calamità, infortunii, ecc. 

La Cassa è amministrata da una Commissione com- 
posta di quattro fra gli alunni inscrittivi; l'istituzione di 
essa provocò espressioni di vero compiacimento da parte 
di S. M. la Eegina Margherita — allorché, come dicemmo, 
nell'anno 1887 visitò l'Istituto — da parte del Prefetto, 
del E. Provveditore agli studii e di altri eminenti per- 
sonaggi. 

Nell'anno 1894 la Commissione Amministrativa del- 
deir Istituto provvide, molto opportunamente, alla riforma 
del regolamento dell'Asilo e della Scuola, il quale rego- 
lamento contiene anche le norme pei* le ammissioni, la 
tenuta e l'educazione ed istruzione dei bambini. Tale ri- 
forma fu quasi esclusivamente studio e fatica dell' egregio 
direttore prof. Leopoldo Gennaioli; e la Commissione con 
sua officiale 14 luglio 1895, esprimeva all'ottimo Direttore 
la propria gratitudine per l' efficace e sapiente sua coope- 
razione, assegnandogli anche ima modesta gratificazione a 
compenso — nella misui-a che le finanze dell'Istituto lo 



234 ISTITUTO DEIIIDOFF 



scuole elementari. Di ciò va data lode all' esperto ed atti- 
vissimo prof. Guerrino Ceccherelli, che da oltre 17 anni, 
disimpegna con encomiabile zelo T ufficio di maestro in 
tale importante ramo d'insegnamento. 

Dell'Istituto Demidoff, si occuparono, rilevandone il 
saggio ordinamento ed i vantaggi che ofti-e, autorevoli scrit- 
tori come Naville, Yillermé, Kiccardo Cobden, Cominiin, 
Ambrosoli, Marco Minghetti, Mamiani ed altri. Eminenti 
personaggi lo hanno visitato in varie epoche, facendone 
sempre i maggiori elogi; fra essi possiamo notare il chia- 
rissimo abate Ferrante Aporti di Cremona, primo fondatore 
degli Asili infantili in Italia, S. A. il Principe Ereditario 
del Wurtemberg, il quale presenziò la festa scolastica del 
6 dicembre 1843, S. A. K. la Granduchessa di Lorena che 
lo visitò nell'anno 1846 e S. A. il Principe Ereditario di 
Toscana. 

L'affetto da cui è fatta segno la provvida Istituzione 
da parte dei discendenti dei benemeriti fondatori, e l'alto 
ed oculato consiglio del suo presidente onor. march, sena- 
tore Pietro Torrigiani, coadiuvato, con eguale amore e 
pari interesse, dai colleghi di Commissione comm. profes- 
sore Augusto Conti e cav. prof. Giovanni Tortoli, ci danno 
sicuro affidamento che la gentile creazione dei Demidoff 
potrà proseguire con fiducia nella sua via, contribuendo 
sempre, come per il passato, al continuo miglioramento 
morale e materiale delle classi povero della città nostra. 



Và.^^sX^^^e2> 



A 




SCUOLE DEL POPOLO 



Pietro Dazzi, il letterato e V educatore più popolare 
che si sia conosciuto e di cui Firenze amaramente rim- 
piange la recente perdita, fondò nel 1867 una Società che 
fu- intitolata « Delle Scuole deLPopolo » poiché aveva ap- 
punto r unico e nobile scopo di ammaestrare i figli del po- 
polo, sia bambini che adulti, impai-tendo loro le lezioni, 
dapprima soltanto ai maschi e, poscia, anche alle femmine. 
Nei primi anni le lezioni venivano date la sola domenica, 
unico giorno che ai popolani viene generalmente lasciato 
libero dalle loro occupazioni per coltivare l' intelligenza ; 
ma cominciando dal 1880 con le lezioni di disegno, le 
Scuole, ampliando il loro programma, fecero lezione anche 
il giovedì, e quindi, gradatamente, giunsero a tenere aperte 
le loro classi tutti i giorni. 

Gli istituti d' istruzione in breve volger di tempo si 
sono moltiplicati nella nostra Firenze ; ma non tutti però 
furono sempre rispondenti ai bisogni della società. 

Le Scuole del Popolo^ invece, fedeli sempre ai con- 
cetti che le informarono fin dalla loro fondazione, furono 
fonte perenne di opere pietose senza alimentare speranze 
irrealizzabili, col creare, come non di rado avviene in alti-e 



SCUOT.E DEL POPOLO 239 



Esse riceverono per vario tempo sussidii dal Governo, 
dal Municipio, dalla Banca d'Italia, dalla Camera di Com- 
mercio, dal Banco di Napoli, dalla Provincia ed, in qualche 
occasione, anche dalla Cassa di Depositi e Eisparmi e dalla 
Banca Toscana di Credito. Quasi tutti questi Enti conti- 
nuano anche attualmente ad elargire loro sussidii. 

Le entrate annuali si possono calcolare a circa L. 15,800. 
Il patrimonio oggi è valutabile a circa L. 25,000 compreso 
il fondo per i medicinali e bagni di mare costituito dalla 
elargizione di L. 5000 fatta nel 1887 dal cx)mm. Egisto 
Fabbri, allo scopo appunto di somministrare i medicinali 
agli alunni poveri ammalati. In queir occasione tutta la 
scolai'esca espresse la propria riconoscenza al munificente 
signore, e gli scritti ed i disegni degli alunni furono offeii;i 
al comm. Fabbri raccolti in un albo nel cui frontespizio 
si leggeva un'afiettuosa dedica. 

Nello stesso anno il Comitato per la educazione civile 
delle classi operaie, di cui era stato promotore e presidente 
Fon. Luciano Luciani, deliberò di fondersi con la Società 
delle Scuole del Popolo, e queste ne risentirono non poco 
vantaggio. 

Nel 1891 fu fatta una fiera di beneficenza la quale 
fruttò L. 1268.35, che furono distribuite in sussidii agli 
alunni poveri, dei quali ne vennero inviati 18 all' Ospizio 
marino per la cura dei bagni. 

Il prof. Isidoro Del Lungo tenne a profitto della Scuola 
la splendida sua lettura al Teati-o Salvini sul tema « La 
donna fiorentina nel Rinascimento e negli ultimi tempi 
della libertà ». 

Le signore patronesse dell'Esposizione Beatriciana, del 
cui Comitato era presidente la nobil signora marchesa Giu- 
lia Torrigiani e segretaria la chiarissima signora Marianna 
Giarrò-Billi, raccolsero fra loro la somma di L. 500 e la 
donarono alle Scuole del Popolo. 

Un (comitato di beneficenza ogni anno si dette cura 



240 acuoiJi: del popoiìO 



di raccogliere denari ed offerte per provvedere di vestìario 
e d'altro gli aianni più bisognosi, e facilitare cosi ai mede^ 
simi la frequenza alle lezioni. 

Mercè le generose offerte di benemerite persone o di 
Enti, le Scuole poterono mandare, ogni anno, diversi alunni 
che ne avevano bisogno, a fare la cura dei bagni di mare: 
con i legati Ginori e Lockhart, con T offerta di un anonimo 
e del Collegio dei Maestri, e con l'elargizione del Comitato 
delle Patronesse dell' Ksposizione Beatriciana, alla quale 
abbiamo accennato, si fondarono quattro posti nell' Ospizio 
marino, intitolati : « Maria Luisa Ginori » « Caterina 
Lockhai-t > « John Lockhart •» « Beatrice Portinari ». 
Recentemente ne fondò un quinto la famiglia Franchetti, in 
memoria del compianto ing. Federico Franchetti maestro e 
fondatore delie Scuole. 

Un sesto p<)sto pervenne da un generoso anonimo che 
rimise l'offerta a mezzo dell'amministratore notaro Guido 
Pegna. 

Nel 1870, dopo che le Scuole, per la prima volta, da- 
vano una certa solennità alla distribuzione dei premi, e che 
le autorità intervenute poterono meglio apprezzarne l'ordi- 
namento ed il savio e pratico indirizzo, il sindaco, il segre- 
tario generale del. Ministero della Pubblica Istruzione e molti 
altri eminenti cittadini, si inscrissero come soci fondatori. 

Il 19 giugno di detto anno le Scuole furono visitate 
dall' on. Correnti, Ministro della Pubblica Istruzione, il quale 
scrisse poi una lusinghiera lettera all'ottimo direttore pro- 
fessor Dazzi per l'opera di redenzione civile che egli e 
gli amici suoi avevano così bene iniziata, e si inscrisse 
anch' esso fra i soci fondatori. L'on. Correnti, apprezzando 
il pratico e savio ordinamento delle Scuole volle che le 
medesime fossero visitate dal comm. Cantoni, presidente 
della Società operaia di Milano, e, poco appresso, da varii 
signori romani, onde ne prendessero esempio per impiantare 
in Roma altre simili scuole popolari. 



SCUOLE DEL POPOLO 243 



Le Scuole ebbero gli elogi anche di S. M. il Ite Um- 
berto I il quale, ricevendo nel 1888 il presidente della 
rappresentanza delle Scuole s-tesse che si recò a rendere 
omaggio alla tomba del Gran Re Vittorio Emanuele li, si 
mostrò informato dell' Istituzione dicendo fra 1' altro : 
« Vanno bene, lo so, le Scuole del Popolo di Firenze. » 
Neir anno 1887 S. M. la Regina Margherita onorò di una 
sua visita la sede delle Scuole in Piazza S. Croce e, inte- 
ressandosi molto del r andamento delle medesime, ebbe pa- 
role molto lusinghiero per i fondatori di esse e per il be- 
nemerito Collegio dei maestri. S. M. ha continuato sempre 
ad interessarsi della Istituzione non tralasciando mai di do- 
mandarne notizie ogni volta che si e degnata ricevere il 
prof. Franchetti. 

Da scrittoi-i inglesi e francesi ebbero elogi le Scvole 
del Popolo, In Francia dopo il Jobeii, il Macé, il Pecaut, 
il Busson, ne parlò più l'ocentemente anche il letterato e 
pedagogista Cai'lo Dejob, professore all' Università di Pa- 
rigi, elogiandone il loro funzionamento. 

Le medesime godei'ono sempre il favoie di eminenti 
personaggi, fra i quali si annovera anche l' illu.sti-e comm. 
avv. Augusto Barazzuoli, che tino dall'anno 1888 faceva 
attiva parte dei benemei'iti protettori della provvida Istitu- 
zione in cui egli ravvisava un benefico ed efficace istru- 
mento di educazione civile e di pacificazione sociale. 

Più recentemente esse ebbero testimonianze di alta 
considerazione da parte del comm. Alessandro Pavscolato, 
direttore della Scuola Superiore di Commercio di Venezia 
e allora Ministro delle Poste e Telegrafi, e dal prof. AVatson 
Foster di Aberystwith venuto in Italia per studiare la no- 
stra istruzione professionale. 

Fino dal 1885 fu istituita una Cassa di Mutuo Soc- 
corso fra i maestri con una tassa settimanale di dieci cen- 
tesimi. La iscrizione alla Cassa di Al. S. ò obbligatoria 
per tutti gli appartenenti al Collegio dei Maestri e gli 



246 SCUOLE DKL POPOLO 



1888, sono concessi tutti i diritti dei Soci Fondatori. Essi 
sono i signori : 

Barbèra comm. Piero, Bargioni cav. dott. Gustavo, Bar- 
tolommei mai-chesa Teresa, Bozino dott. Paolo, on. Bruni- 
cardi cav. ing. Adolfo, Burresi cav. avv. Sebastiano, on. 
Callaini cav. avv. Luigi, i senatori Comparetti comm. prof. 
Domenico e De Cambray Digny conte Guglielmo, Devoti 
Domingo, Francesco cav. prof. a^-v. Augusto, Giachetti cav. 
avv. Carlo, Grottanelli conte Lorenzo, on. Guicciardini conte 
Francesco, on. Merci cav. aw. Cesare, Modigliani-Rossi 
comm. Angelo, Montagliari comm. march. Giovanni, Orefice 
cav. ing. Ermanno, Philipson comm. ing. Edoardo, on. Ri- 
dolfi march. Carlo, Rossi nob. cav. Guido, Yitta cav. ing. 
Edoardo, Zannoni cav. ing. Augusto. 

La Società, sorta in sul mattino del patrio Risorgimento 
il dì 4 marzo 1867 — come ben disse in una delle sue 
ultime relazioni V ottimo presidente cav. prof. Franchetti 
— ne porta seco un raggio luminoso da lei custodito con 
amorosa cura come il fuoco Sacro delle Vestali antiche 
che la rinfrancò in ogni tempo ed in ogni prova, e tale si 
manterrà prosperando sotto gli auspici del rimpianto fonda- 
tore, ed in grazia del continuo aiuto da parte dei benemeriti 
protettori, ed in ispecie della disinteiessata operosità del 
Collegio insegnante. 




R. ACa4J)E:tfIA DEI GEORGOFILI 249 

. ■ ______^ 

Toscana, lasciò la direzione dell' Accademia all'abate Gio- 
van Gualberto Franceschi, e nel 1763 si recò a Vienna 
allo scopo di ottenere dal Granduca e Imperatore Fran- 
cesco I il patrocinio per l'Accademia stessa. L'Imperatore 
e l'Imperatrice Maria Teresa accolsero con grande defe- 
renza il Montelatici di cui apprezzarono la dottrina e l'espe- 
rienza agraria; ma, se da una parte il Montelatici poteva 
essere lieto e soddisfatto per i sovrani incoraggiamenti ed 
i favori ricevuti a Vienna, d'altro canto, al suo ritorno in 
Firenze, dovè constatare il maggior deperimento in cui era 
caduta l'Istituzione, durante la sua assenza. 

Venuto Pietro Leopoldo in Toscana, l'Acòademia dei 
Georgofili riprese la sua attività. 

Il 4 giugno 1767 il canonico Guasco Piemontese pro- 
pose un nuovo piano di leggi che, esaminato ed approvato 
da una Commissione composta del march. Eoberto Pucci, 
Giovanni Targioni-Tozzetti, Giovanni Lapi e abate Montela- 
tici, ricevè poi la sanzione da parte dell'Accademia e del 
Governo. Il Granduca Pietro Leopoldo, accordandole il suo 
alto patrocinio, fece dispositrice l'Accademia anche di un 
premio annuo consistente in una medaglia d'oro del valore 
di 25 zecchini, e le accoMò sede in Palazzo Vecchio nel 
quartiere detto di Leone X. 

Costituitasi l'Accademia con il suo nuovo regolamento, 
ne fu eletto presidente Francesco Orsini conte di Kosem- 
berg; Vice-presidente fu il march. Eoberto Pucci; segre- 
tario degli atti l'abate Saverio Marietti e segretario del 
carteggio il conte Pierucci. 



Con l'anno 1767 si inizia il secondo periodo — prima 
epoca — della storia di questa Accademia ; periodo operoso 
e degno di ricordo. Però non può dirsi che anche il primo 
periodo di vita dell'Istituzione trascorresse del tutto inat- 



R. ACCADEMIA DEI GEORGOFHJ 251 

dazi ed imposizioni, tanto regie che comunitative, ciie, gra- 
vando i contadini, pregiudicavano all'agricoltura; e quali 
fossero i patti e condizioni troppo onerose di cui si rende- 
vano passivi i contadini stessi da parte dei padroni, ed in 
qual modo poteva rimediarvisi. Il Granduca Pietro Leo- 
poldo voleva essere sempre e minutamente ragguagliato 
degli studii e degli atti dell'Accademia, ed egli Stesso sce- 
glieva i quesiti da proporsi al concorso per l'annuo premio. 

La fama dei Georgofili si era estesa in Italia ed al- 
l' estero; e le relazioni dell'Accademia con uomini reputa- 
tissimi e con Corpi scientifici si erano considerevolmente 
allargate. Essa raccoglieva nel suo seno i piìi insigni scien- 
ziati e cultori di studii agrari, sì che tutte le classi so- 
ciali vi erano rappresentate'; accanto ai grandi proprietari 
sedevano i preti, i monaci, i magistrati; a lato degli scien- 
ziati, i fattori, con mirabile armonia di intelligenze e di 
vocazioni. 

E se ciò,» da un lato, prova la importanza e la fiducia 
che si era sapute acquistare l'Accademia, dall'altro canto 
sta chiaramente a dimostrare quanto allora i tempi e gli 
uomini fossero migliori di quelli attuali. 



Con l'anno 1783 si iniziò per l'Accademia un nuovo 
periodo di vita piìi attiva, durante il quale essa, strenua- 
mente lottando col pregiudizio dell'ignoranza, nemico for- 
midabile che sempre si levava contro i progressi ed i mi- 
glioramenti dell'agricoltura, seppe, mercè la costanza e la 
valentia degli uomini insigni che vi appartenevano, dare 
alla medesima un notevole incremento, continuando con 
alacrità nell'esposizione dei più sani principii di economia 
agraria. 

Con suo rescritto dei 6 maggio 1783 il Granduca 
Leopoldo sciolse la Società Botanica, la quale viveva sten- 



252 S. ACCADE3DA DO eBDBOCVILI 



tatamente, e (ktte diritto ai soci della medesima di en- 
trare a far parte dell'Accademia dei Greorgofili^ assegnaido 
a questa con sao Motuproprio 9 giogno del detto anno, 
rOrto dei Semplici per gli esperim^iti agrarii, ed nn'annoa 
dote di scodi 400. 

Riformate le sne costìtozioni, l'Accademia adottò on 
progetto di nuovo regolamento compilato dai soci, propo- 
sto Lastri e dott. Tramontani. 

n conte di Rosemberg, il quale aveva dato all'Acca- 
demia quella efficace protezione che la fece riuscire vitto- 
riosa di fronte ai non lievi ostacoli che ne contrastarono 
i progressi alcuni anni innanzi, era stato rinviato a Vienna. 

Approvate dal Principe le nuove costituzioni e data 
all'Accademia una più larga e sicura esistenza, ne fu nor 
minato Vice-presidente l'auditore Giovanni Neri-Badia. 

Delle dottrine economiche professate dall'Accademia, 
Pietro Leopoldo si valse per la grande riforma economicar- 
amministrativa a cui egli dette opera in Toscana, svilup- 
pando i principii già stabiliti nel diritto pubblico intemo, 
sulla libertà del commercio e delle industrie e sullo svin- 
colamento della proprietà territoriale. Oltre a ciò, il So- 
\Tano si valse dell' Accademia per farle pubblicare le istru- 
zioni sulla cultura del tabacco, le notizie sulla escavazione 
del carbon fossile e, durante la carestia che si verificò nel 
1785, per procedere all'esame delle sostanze panizzabili 
che si ritenevano pregiudicevoli alla pubblica salute. 

Nel 1797, Ferdinando III, che dal 1791 era succeduto 
a Pietro Leopoldo, pur mantenendo all'Accademia il patro- 
cinio governativo, nominò presidente della medesima il Prin- 
cipe Rospigliosi. 

Negli studii agrari è notabile in questo tempo l'in- 
fluenza scientifica che li rialzò da quella pratica spesso 
arida ed insufficiente. Mercè gli studii dei soci Ferroni, 
Fantoni e Fossombroni, venne applicata l'idraulica al- 
l' agricoltura, con grandissimo beneficio di questa. 



R. ACCADEMIA DEI GEOKGOFILI 259 



revocata la corresponsione. Dall'anno 1866 al 1870 il Go- 
verno corrispose all'Accademia annui e variabili siissidii; 
ma r Accademia continuò, ciò non pertanto, nella sua vita 
studiosa. 

L' Accademia trovò poi uno strenuo difensore dei suoi 
diritti e del suo decoro, nelF illustre senatore Enrico Poggi. 

Nella tornata del Senato del 13 maggio 1884, durante 
la discussione del Bilancio di previsione del Ministero di 
Agricoltura, Fon. Poggi, prendendo occasione da uiia cri- 
tica che dal senatore Alessandro Bossi sembrava rivolta 
all'Accademia dei Georgofili, sostenne validamente l'opera 
utilissima di questa Istituzione onore e vanto della Toscana 
e piti specialmente di Firenze. 

L'illustre e venerando oratore rievocò con splendide 
parole i ricordi gloriosi dell'Accademia; egli accennò ai 
grandi servigi da essa resi al paese, all'agricoltura, ed al 
commercio, col professare sempre i principii di libera con- 
correnza, non con teoriche puramente speculative, ma anche 
con opportune applicazioni pratiche, e recando vantaggi, 
alla Toscana non solo, ma anche all'economia nazionale. 

Nel decennio dal 1849 al 1859, con le semplici sue 
discussioni economiche, l' Accademia impedì i maggiori 
mali che potevano derivare alla Toscana ed all' Italia dopo 
le reazioni politiche; e fra gli altri essa allontanò, con la 
proposta di un premio, anche il pericolo grandissimo di 
un trattato doganale che comprendesse non solo i Ducati, 
ma anche la Toscana unita all'Austria. 

Dai Georgofili si trattarono tutte le questioni sociali 
che già apparivano nel mondo economico; e, da ultimo, pur 
mantenendosi sempre nelle vie legali, l'Accademia dei Geor- 
gofili, per le discussioni che vi si facevano, prese l'aspetto 
di un piccolo Parlamento, tanto che il Commissario straor- 
dinario di Vittorio Emanuele II, dopo la partenza del 
Granduca, ricorse ad essa per scegliervi tutti i membri che 
composero il governo toscano. 



278 R. ACCADP]MIA DEI GEORGOFHil 

prima d' ogni altra, ha dato T esempio di ciò che deve essere 
e di ciò che può fare una Società agraria, fu definita dal- 
l'accademico Pucci, un tribunale di ragione destinato^ per 
istituto e natura sua^ ad assumere la facoltà di persuadere; 
essa ha immedesimata la sua storia con quella della Toscana, 
prima, e con quella dell'Italia poi. L'Accademia dei Geor- 
gofili, nella sua lunga ed operosa vita, sostenne aspi'e lotte 
con la cieca superstizione e con la tenace ignoranza, ripor- 
tando le più gloriose vittorie nella più saggia delle legi- 
slazioni. Fin dal suo nascere fu consigliera del governo di 
Pietro Leopoldo e riuscì maestra ed esempio dell'agricol- 
tura in Toscana. Per l'eccellenza delle sue opere e per le 
alte qualità degli uomini che vi appartennero e che vi ap- 
partengono tuttodì, l'Accademia dei Georgofili si acquistò 
e seppe ognora mantenersi quell' autorità che è il retaggio 
di un glorioso passato ed una promessa per l'avvenire ; essa 
, fu e rimarrà sempre onore e gloria della nostra Firenze. 




288 societI colombaria 



dìo, e quella che riassumerà la storia del periodo dal 
1803 al 1856 — fu compiuta; e da essa si rileva con 
quanta serietà di intendimenti e profondità di studi veni- 
vano, in quelle adunanze, trattate le questioni letterarie e 
scientifiche. 

Da detta relazione chiara e precisa io stralcio le notizie 
che, insieme a quelle fornitemi dall'egregio prof. Augusto 
Alfani, mi hanno servito a compilare questo mio povero 
articolo, il quale, troppo meschino di fronte alla gloriosa 
tradizione del passato ed al pregio altissimo in cui è tenuta 
anche oggi la Società Colombaria fiorentina, altro scopo 
non ha se non quello di rendere piìi popolare 1' antica e 
ragguardevole Accademia a cui appartennero sempre i let- 
terati e gli scienziati più sommi. 




CIRCOLO FILOLOGICO 293 



basti per tutti citare quelli di alcuni scomparsi: Michele 
Amari, Terenzio Mamiani, JYancesco De Sanctis, Rocco 
De Zerbi, Giovanui Fr^ciosi, Paulo Fambri, Antonio Stop- 
pani, Enrico Nencioni. La cattedra del Circolo allettò in- * 
somma tutti quanti ebbero una nobile idea, una geniale 
cultura da diffondere. Così avvenne che nello scorso anno 
pure, in un ciclo di 26 conferenze intese ad illustrare il 
movimento scientifico, intellettuale, storico e industriale del 
secolo XIX — impresa poderosa non tentata da altri in 
Italia — parlarono o lessero da quella cattedra, uomini 
eminenti e competentissimi in ciascuna materia. 

Il 21 maggio 1887 S. M. la Regina Margherita onorò 
di una sua visita le sale del Circolo Filologico ; il 2 novem- 
bre 1891 vi si recò. S. A. R. il Duca d' Aosta e il 29 marzo 
1893 vi fu ricevuta la Principessa Beatrice di Battemberg. 
Anche il Granduca di Sassonia- Weimar, Adolfo Thiers ed 
Emilio Zola furono, in differenti epoche, nelle sale del Cir- 
colo. S. M. l'Imperatore Don Pedro del Brasile assistè l'otto 
aprile 1888 ad una lettura del prof. Giovanni Procacci, e 
S. A. R. il Conte di Torino il 4 febbraio 1901 assistè alla 
conferenza sulla Musica^ tenutavi dal prof. Arnaldo Bona- 
ventura in commemorazione di Giuseppe Verdi. 

Tutti i personaggi piìi eminenti e piìi dotti di ogni 
nazione che hanno visitato la nostra città, si recarono sem- 
pre al Circolo Filologico ove trovarono ognora ospitalità 
cortese. 

Nel 1875 ebbe luogo in quelle sale il Congresso Bo- 
tanico internazionale; vi fu tenuto poi il Congresso inter- 
nazionale di salvataggio; nel 1876 vi furono degnamente 
ricevuti gli intervenuti al Congresso orientalista; e nel 1887 
vi si fece l'esposizione Rossiniana. 

Al Circolo si riunì sempre la Società Dante Alighieri; 
e l'anno 1896 vi tenne le sue sedute il Congresso per l'In- 
fanzia la Conferenza bibliografica, da cui ebbe origine la 
nuova Società bibliografica italiana. 

Istituzioni Fiorentine, 19 



296 CIRCOLO FILOLOGICO 



primo SUO presidente, Donna Emilia Penizzi, il cui nome 
e la cui azione efficace si trovarono, finché visse, in ogni 
opera intesa al pubblico vantaggio. 

Neir anno 1896, oltre le molte ed interessantissime 
letture, la sera dell' 11 maggio il chiarissimo prof. Ernesto 
Masi, l'illustre letterato che fu provveditore agli studi, con 
parole improntate al più caldo affetto ed al più sincero e 
sentito rimpianto per la sua morte, commemorò il senatore 
marchese Matteo Eicci che era stato per 17 anni beneme- 
rito presidente del Circolo. 

Lo splendido discorso, con gentile pensiero, fu pub- 
blicato pei tipi del Zanichelli a cura e con una prefazione 
del comm. Piero Barbèra. 

Il 22 dicembre 1897 il Circolo celebrò il suo 2ò^ anni- 
versario. Il discorso commemorativo fu tenuto dal prof. cav. 
Augusto Franchetti, nome caro alle lettere, carissimo al Cir- 
colo come quello di colui che del suo fondatore, Ubaldino 
Peruzzi, fu l'utile consigliere, il cooperatore instancabile e 
che è, per conseguenza, il depositario delle ti-adizioni del- 
l'Istituto. In tale circostanza . fui-ono proclamati benemeriti 
il Municipio, alcuni Enti che dettero costantemente il loro 
appoggio al Circolo, e 27 soci effettivi che ad esso appar- 
tenevano fin dalla sua fondazione. 

A succedere al senatore marchese Matteo Ricci fu chia- 
mato alla presidenza il comm. Piero Barbèra, il quale con 
la sua giovanile ed abituale attività, con l'ingegno e la 
cultura che lo distinguono e lo rendono apprezzato ed amato 
da tutti, può dare nuovo impulso all'istituzione tanto utile 
e seria. 

I risultati ognora più confortanti degli ultimi anni ne 
danno sicura garanzia. Basta osservare quanto è avvenuto 
per l'insegnamento delle lingue che ò ancora pai-te impor- 
tantissima dell'operosità del Circolo. Benché l'esempio te- 
nuto da esso sia stato seguito da alti-i Istituti e da altre As- 
sociazioni, il numero dei frec^uentatori delle scuole del Circolo 



CIRCOLO FILOLOGICO 297 



Filologico è andato notevolmente crescendo ; tantoché, mentre 
nell'anno scolastico 1898-99 si ebbero 312 iscrizioni, 
neiranno 1900-901, se ne ebbero 450, delle quali 27 di 
signorine al corso di latino, e varie ai corsi di perfeziona- 
mento nelle lingue estere. 

Un Commissario governativo richiesto dal Consiglio 
Direttivo e concesso dal Ministero della Pubblica Istruzione 
assiste ora agli esami per affermare sempre meglio la se- 
rietà dell'insegnamento impartito nelle scuole del Circolo, 
nella direzione del quale, sono validi cooperatori dell'egre- 
gio comm. Barbèra, il tenente generale comm. Adriano An- 
gioli e cav. avv. Arturo Carpi, vice-'pì'esidenti: il prof. Ar- ' 
naldo Bonaventura e sig. Carlo Yannozzi, segretarii; il 
rag. Gio. Batta Sansoni, cassiere; il sig. Vittorio Eomoli, 
ecmwmo; il maestro Teofilo Toledano, bibliotecario; i si- 
gnori cav. Vittorio Alinari, prof. cav. Prospero Ferrari, 
prof. cav. avv. Augusto Franchetti, Enrico Guidetti, inge- 
gnere Emilio Lemmi, consiglieri. Il capitano cav. EuflBllo 
Perini ne è l'ispettore solerte ed intelligente. 

Le premure e l'interesse che per questa Istituzione, 
vera gloria della nostra Firenze, dimostrano le benemerite 
persone che alla medesima presiedono, ci danno serio affi- 
damento che essa, continuando nel suo retto e lodevole 
cammino, potrà giungere a celebrare, in mezzo al plauso 
di tutti, le sue nozze d'oro. 




CffiCOLO DEGLI ARTISTI 307 

Ma a tanti giovani pieni di vita e di.... buone idee, 
non restò difBcile di colmare tale vuoto. Trattennero le mo- 
delle e, con queste, vennero le amiche — non certo modelle 
né di saggezza né di virtù — e così furono improvvisati 
dei balli i quali, naturalmente, assumevano un'impronta ca- 
ratteristica. Anche coloro che, per età o per carattere, avreb- 
bero voluto mantenersi più riservati, vi prendevano parte, 
e tutt'al più si limitavano a dare qualche raro e benevolo 
avvertimento — non sempre ascoltato — ai più spensie- 
rati, che, in mezzo a quella chiassosa allegria, e nel giova- 
nile entusiasmo, dimenticavano talvolta di essere nella scuola 
del costume f... 

Dopo circa un anno, veduto il favore che Fidea di 
pochi aveva incontrato anche presso molti altri, la scuola 
fu trasferita in Borgo degli Albizi al numero 24, palazzo 
Matteucci-Montalvo, ove il locale più grande e l'aumento 
di proventi ottenuto con la emissione di cento azioni da 
L. 5, rimborsabili a sorte, e mercè l'ammissione di altri soci 
fondisti e parecchi soci aggregati, permisero di impiantare 
im biliardo, il cafl'è, una sala di lettura, ecc. 

Il progresso fatto in modo così sollecito da questa 
Scuola, fece nascere l' idea ai professori Tricca, Guidetti, 
Faldi, Lessi e Bocchi di costituire un Circolo. La proposta 
trovò non lieve opposizione; ma i promotori, persistendo 
nella loro idea si riunirono in casa del Lessi, e là getta- 
rono le prime basi dello Statuto; basi che incontrarono poi 
il favore e l'approvazione anche di quelli che fino allora 
si erano dichiarati contrarii. Così nel 1878 soi*se il Circolo 
degli Artisti che, da figlio affettuoso, rispettò sempre la 
Scuola del costume dalla quale ebbe vita, una vita mode- 
sta da prima, ma che in breve si manifestò rigogliosa, bril- 
lante, attiva e proficua. 

In epoca assai remota era esistita un'alti-a Società co- 
nosciuta sotto il titolo di Circolo artistico e che aveva la sua 
sede nel palazzo Magherini-Graziani in via Pinti, di fronte 



CIRCOLO DEGÙ .\imSTI 309 

ranghi, ispettore ; prof. Adriano Cecchi, Adolfo Mattolini, 
prof. Adolfo Galducci, prof. Eaffaello Sorbi, prof. Emilio 
Mancini, Italo Sabatini, prof. Arturo Pagliai, Pio Eicci e 
cav. Arnaldo Tamburini consiglieri. 

Yì è poi una Commissione d'arte la quale si compone 
dei signori: cav. prof. Erancesoo Gfioli, prof. Tito Lessi, 
cav. Mario Salvini, prof. Vincenzo Rosignoli, cav. inge- 
gnere prof. Dario Guidetti, comm. prof. Riccardo Mazzanti. 

A fianco di artisti illustri, già ascesi sul piedistallo 
della gloria, nel Circolo si vedono moltissimi giovani che 
da essi traggono esempi ed ammaestramenti ad onorare, 
con Parte e le opere loro, il loro nome ed il loro paese. 

In mezzo a tanti ingegni vivaci, le idee più bizzarre e le 
trovate più spiritose, non mai disgiunte dal gusto finamente 
artistico, hanno sempre dato un carattere speciale e simpa- 
tico alle riunioni ed alle feste del Circolo degli Ai'tisti, 
inspirate ognora ad opere di beneficenza. 

I primi anni di vita furono per questo simpatico Cir- 
colo un periodo di incubazione, ima vita modesta, lontana 
da ogni rumore, da ogni manifestazione pubblica. Esso vi- 
veva per se e per i suoi soci ; i quali, se artisti, la massima 
parte frequentavano la Scuola del costume studiando con 
assiduità e con profitto; gli aitici, insieme a quelli non ar- 
tisti, passavano la loro serata in amichevoli conversazioni, 
nella sala di lettura o giuocando al biliardo o ad altri giuo- 
chi famigliari, poiché fu sempre osservato il massimo ri- 
gore nel regolamento del giuoco. 

Xel 1881, abbandonando il palazzo Matteucci-Mon- 
talvo in Borgo degli Albizi, il Circolo trasportò la sua sede 
nel palazzo già Tedaldi poi Baldini in via de' Servi, n. 2. 
Da quell'epoca, merco l'attività veramente eccezionale e 
l'amore che ad esso dedicò l' illusti-e prof. Cassidi coa- 
diuvato da tutti i componenti la presidenza, il Circolo- 
iniziò la sua vita brillante, quella vita che continua an- 
che oggi e che lo mise a contatto col pubblico, il quale- 

Istituzioni Fiorentine, 20 



CrRCOT.O DEGT.I ARTISTI 811 



feste di ballo, nelle sale del Circolo, il quale dal novembre 
1887 al 30 aprile 1898 tenne la sua sede nel palazzo 
Pucci, ebbero replicatamente luogo Esposizioni artistiche, 
fra cui quella d'arte moderna nel marzo 1889; esposi- 
zioni umoristiche, concerti, fra i quali occorre ricordare 
quello a cui presero parte le celebri sorelle Eavogli; con- 
ferenze umoristiche tenute da YoHck, da Vamba e da al- 
tri ; conferenze letterarie e d' arte, fra cai ricordiamo quella 
del prof. Masi, ed atoa di Diego Martelli nel maggio 1888. 

Nel novembre 1893 ebbe luogo un ricevimento in 
onore dei congressisti della « Dante Alighieri ». Nel feb- 
braio 1889 furono eseguiti i quadri viventi. Si ebbero inol- 
ti^e rappresentazioni umoristiche del circo pedestre la « Rac- 
ca » nel febbraio 1885; il ballo Odim' nella quaresima del 
1887, anche questo eseguito nel teatrino della « Racca », 
il primo ballo in cui vedemmo uomini rivestire, con suc- 
cesso, i veli e le maglie delle ballerine; Buffalo Bill nel- 
l'aprile 1890; il concorso degli stornelli toscani nel marzo 
1894, pei quali ebbe il primo premio Piacerò, di Angiolo 
Picoilo di Torino; le rappresentazioni di niarionette nella 
quaresima del 1896. 

Il 17 maggio 1887 il Circolo fu onorato della visita 
dei Sovrani. In tale circostanza una sala venne trasfor- 
mata dal Barabino con figure modellate dai profP. Fantac- 
chiotti, Marchionni, Mattolini e Sodini. Un'altra sala fu 
ornata con fiori e gruppi di lumi a forma di margherite 
dal Bui-chi, con l'aiuto del Cocchi e del Guzzardi. Alla 
trasformazione di altre sale avevano lavorato i profP. An- 
dreotti, Tricca, Guidetti ed Andreucci. 

Nel 1891 le LL. AA. RR. il Duca d'Aosta e Duca 
degli Abruzzi, accompagnati dal Prefetto marchese Guicv 
cicli e dall' on. Sindaco, inaugurarono la interessante espo- 
sizione dei bozzetti. Il Duca d'Aosta tornò nuovamente al 
Circolo nel 1893; la festa del 28 marzo 1895 fu onorata 
dalla visita del Principe di Napoli. In questa occasione 



CffiCOLO DEGLI .UÌTISTI 313 

colo; quello del pugilato al caffè del Parlamento; quello 
della donna partoriente in via de' Martelli ; quello del ina- 
nkhino sotto una carrozza in via de' Cerretani ? Artisti 
erano i pompieri che prepararono e condussero il carro con 
la pompa; un ai-tista — il signor Paggi — era la donna con 
i dolori del parto; artisti erano i contendenti al caffè del 
Parlamento, ed artisti le guardie che li arrestarono; artisti 
quelli che gettarono il manichino sotto la carrozza; ed ar- 
tisti furono gli inventori ed esecutori di altri pesci e scherzi 
che divertirono il pubblico, compresi coloro che ne furono 
passivi. Una trovata spiritosa fu ancora quella dello sgom- 
bro, fatto quasi esclusivamente dagli artisti, nell'occasione 
del trasloco del Circolo da via de' Servi a via de' Pucci. Il 
corteggio procedeva al suono di una marcia eseguita da 
un artista, sul pianoforte che era trasportato da altri quat- 
tro artisti: il prof. Guzzardi, che portava la cassa.... vuota, 
*s' intende, venne tenuto per tutto il tragitto ben legato da 
quattro dei piìi robusti soci, onde impedire che, per fare 
onore alla sua carica di cassiere, esso fuggisse! Giunti al 
palazzo in \ia de' Pucci, Erick Lumbroso, dal balcone ar- 
ringò la folla con imo splendido discorso.... a gesti! Ognuno 
sa che il simpatico collega aveva in quell'epoca perduta 
quasi completamente la voce. 

A cura del Circolo nel maggio 1887, per celebrare 
il y anniversario della nascita di Donatello, fu collocato 
sulla facciata prospiciente sulla piazza del Duomo del pa- 
lazzo già Tedaldi in via de' Servi, allora sede del Circolo 
ed ove il Donatello aveva avuto lo studio, un busto del 
sommo scultore eseguito dal Prof. Emilio Mancini, sovra 
concetto del compianto Prof. Emilio Marcucci. Il grafito 
che incornicia il busto ad altorilievo, è opera riuscitissima 
del Prof. Pietro Baldancoli. 

Il 22 dicembre 1896, alla presenza dei Sovrani, dei. 
Principi di "Napoli e dei Duchi d'Aosta, fu inaugurato in 
San Lorenzo il monumento a Donatello dovuto all' inizia- 



CmCOLO DVAÌlA .UÌTISTI 31 & 

sessore anziano Dainelli e gli assessori Spighi e Giachetti 
rappresentavano l'onorevole Sindaco. Il Panzacchi parlò^ 
splendidamente del Barabino come artista insigne il quale 
si lanciò, con vigoria di ingegno e con fermezza di propo- 
siti, nel terzo periodo della pittura storica, e vi fu grande. 
In due sale erano esposti, oltre l'auto-ritratto del Barabino, 
anche il quadro « Gli ultimi momenti di Carlo Etna-- 
miele I » , varii bozzetti per gli studii da esso fatti per tale 
quadro ed altre opere dell'illustre artista gentilmente con- 
cesse dai fortunati possessori. Tale esposizione fu tenuta 
aperta per vario tempo a benefizio del fondo per il monu- 
mento al Barabino in Sampierdarena. Lo stesso giorno, 
per iniziativa del Circolo degli Artisti, fu posta alla cas^ 
ove abitò ed ebbe studio l' illustre pittore, una lapide con 
epigrafe dettata dal chiarissimo prof. Augusto Franchetti. 

Del Muzzioli il 7 dicembre 1894 parlò splendidamente 
il comm. prof. Adolfo Venturi. Vi assisterono, oltre un nu- 
merosissimo uditorio, il sindaco on. march. Torrigiani, gli 
assessori prof. Del Lungo e dott. Ernesto Levi. In tale cir- 
costanza, a cura dei professori Marchionni e Gamberini, fu- 
rono esposti bozzetti, disegni, ritratti e fotografie di quadri 
del compianto Muzzioli. 

Dal l'* maggio 1898 la sede del Circolo fu trasferita 
nel palazzo Pucci-Ciampolini, in via Pucci al N. 4. Ariche 
questo locale, benché più piccolo, è dotato di uno splendido 
salone sfarzosamente decorato e di altre sale per la Scuola 
del costume, la biblioteca, i biliardi, caffè, ecc. 

Anche in questi ultimi anni il Circolo ha dato fre- 
quenti feste, concerti, conferenze e trattenimenti riusciti 
attraentissimi. 

Or non ò molto fu effettuata im' asta di opere do- 
nate dai soci a profitto del Circolo, fra le quali se ne am- 
miravano delle pregevolissime. In tale occasione il Circolo 
pubblicò una cartolina-ricordo illustrata dal Prof. Cocchi 
in stile del secolo XIII. 



CIRCOLO DECrl.l .UmSTI 317 

dazioni di Verona, pel terremoto di Casamicciola, pel colera 
di Napoli e di Busca, per la Croce Kossa in Affrica, oltre 
alle replicate sovvenzioni fatte agli Asili Infantili, agli Isti- 
tuti dei Ciechi e dei Sordo-Muti, alla Società di mutuo 
soccorso fra gli esercenti le Belle Arti, ecc. Ma non si li- 
mitano soltanto a queste le opere filantropiche fatte dal Cir- 
colo ; somme ben più ragguardevoli esso ha raccolte e di- 
stribuite in casi di pubbliche sventure. Tutte le feste, tutte 
le esposizioni, tutti i trattenimenti organizzati dagli artisti 
e da essi resi sempre così gai e così attraenti, hanno avuto 
per scopo principale, se non unico, la beneficienza, alla quale, 
in più volte, il Circolo ha contribuito per la ragguardevole 
.somma di oltre 70,000 lire. E, senza averne trovata traccia 
nei libri, sappiamo che esso si è occupato di raccogliere an- 
che cospicue somme e numerosi oggetti di vestiario ed al- 
ti'o, mediante questue e passeggiate di beneficenza, venendo 
così, col suo prestigio e la sua opera, in soccorso degli 
sventurati. Pei colerosi di Adornò in Sicilia il Circolo aveva 
stanziato lire 500 ; ma, saputo che i soccorsi li avrebbe por- 
tati personalmente il cassiere prof. Giuseppe Guzzardi, gli 
artisti, sempre pronti all' entusiasmo, gli consegnarono tutto 
ciò che possedevano, e cioè 1072 lire. Gli avrebbero data 
anche la cassa ! ! Il Guzzardi recò tale somma e rimase 40 
giorni in Adornò, sua patria, con la squadra di assistenza 
ai colerosi, nella quale vi furono tre morti; ed il Guzzardi 
tornò in Firenze soddisfatto di avere compiuto un'opera 
filantropica e col petto fregiato della medaglia d' argento 
al valor civile. 

« Arte e divertimento per la beneficenza » . Questa 
potrebbe essere l' impresa del Circolo degli Artisti ; ed esso, 
vi assicuro, la terrebbe con onoro ! 



SOCIETÀ OOr/JMBOFnA FlOllKXTIX-V B28 



volle cedere alla medesima un vasto locale per la sua resi- 
denza in via Eicasoli N. 37, nonché una sala per la ^ede 
ufficiale in via del Castellacelo N. 17' terreno. 

La Società conta oggi 50 soci effettivi e circa 100 soci 
fra onorari e corrispondenti. Il Consiglio direttivo è composto 
oltre che del cav. rag. Giulio Cesare Giachetti, presidente, dei 
signori: cav. avv. Carlo Fabbri, vice-presidente; Alessandro 
Piqué e rag. Alessandro De Eossi, segretarii; avv. Guido 
Marco Donati, consulente legale; Gino Cajani, cassiere; 
dott. Carlo Quercioli, ing. prof. Giulio Alessandri, ing. Au- 
gusto Rovai, Alfredo Asso, Ranieri Morelli e Giovanni Fan- 
ciulli, consiglieri; Bruschi Luigi, dott. Silvio Bellucci, re- 
visori dei conti, e Ugo Piqué, ragioniere. 

Vi é poi un Comitato tecnico a cui é affidata la dire- 
zione delle gare e che si compone dei signori Ranieri Mo- 
relli, presidente; ing. prof. Giulio Alessandri, vice-presidente; 
Alessandro Piqué, segretario ; Arrivabene conte comm. Gio- 
vanni, Fano cav. prof. Giulio, Perales cav. magg. France- 
sco, Rovai ing. Augusto, Tannini ing. Mario, Quercioli 
Guido, Quercioli dott. Carlo, Calvi Gaetano, Brunacci Al- 
fredo, Della Bella Giovanni Battista, Guidetti Enrico e Piqué 
Pietro, consiglieri ; dott. Niccola Vaselli, medico veterinario. 

Dal 1888 in poi la Società colombofila fiorentina ha 
preso parte con onore a tutte le gare governative, impie- 
gandovi, in 14 anni, oltre diecimila piccioni viaggiatori. 
Nel primo periodo sociale 1878-1880 la gara più impor- 
tante fu quella già accennata del 17 maggio 1879 tenuta 
a Bologna. 

Xel secondo periodo, che va dal 1881 al 1887, ecce- 
zionalmente felice fu la gara di Torino del 8 agosto 1886, 
nella quale i colombi fiorentini raggiunsero la velocità di 

« 

68 chilometri all'ora. Nel terzo periodo dal 1888 al 1901 
essa prese parte, e sempre con onore, alle seguenti gare go- 
vernative : 1888 Belluno, 1889 Casalpusterlengo, 1890 e 
1891 Roma, 1892 Napoli, 1898 Pisciotta, 1894 Milano, 



:>24 <#^M'!FTV "Lti^rBiiFII-V rTOHESTnfA 



l^Oó 'renòva, l^*M .Vap^jli, l.^!>7 .Savi>Qa. Ir^9H T«.»riiio. 
l'^^Ofi rr-iine. IDOiJ r^ Maddalena, l!)01 Riima. 

f)f-^na 'ii e?isere paititìolarmente ricordala è la in^mde 
lanciata nazionale tafta il 30 maggio 1^97 ,lal Piazzale 
Mi^-helaneelo ^; promossa <ia questa Società. Ad es^;a pre- 
sero parte nitte le Società «^olombutìle «f Italia con ->itre 
'hiemila «-o lombi. Vi presenziarontj il Prefetto Tinaia, li 
Sinda«'0 on. ifarr-hese Pietro Torrifirtani e i rappresentanti 
dell' E.sen -ito, della Magistratura, della Curia, della Camera 
^M TJommercio. dei <J«>mizio turrario e di tutti ^ii istituti «li 
insefimamento. 

In queir «xrrrasione, --on liLsinsrfaiere dimi>strazi< »ni «li 
nrìetto ria parte dei >j)ru fu -ronsesmata uirattivisfiimi;» e 
benemerito presidente Cav. rjiulio Cesare Oiachetti, la me- 
daglia appositamente «roniata dalla Sj«:ietà Colombt3tìla «ti 
Buenos-Avres. 

n rrav. ^riai-hetti tenne in varie epo<:iie r?ei interessan- 
tissime conferenze colombotìle e ^'Aoè: il 5 giufim*» I-SnT 
r pienoni del Duomo di Firenze e de^li altri edifici pub- 
blici rjella città > : il 30 maggio \>^>iiìi < I dilombi alla Espo- 
sizione intemazionale avicola di Roma > : il 12 gennaio 
\^>U'J ■' I piedoni viaggiatori attraverso la storia > : il 2U 
jrcnnaio 1^03 < Quindici anni di memorie colombotìle dai 
isTT al H92 > : il 18 febbraio 1894 : I colombi nei ct>- 
stn mi dei p<'>p^>li > : il 30 dicembre 1900 <^ I colombi in 
rapporto all'agricoltura ed all'economia nazionale > , A tali 
conferenze intervennero sempre molto numerosi i s«x-i e 
tutti coloro cbe si interessano della colombicultura. 

La Colombofila, riella quale fanno parte, come suoi 
onorarli, i più dotti naturalisti italiani e stranieri, effettuò, 
per incarico della Società toscana di Orticoltura nel mag- 
arlo 1901, la prima Esposizione regionale avicola, che riu- 
scì splendidamente e risf;osse il plaaso di tutta la cittadi- 
nanza nonché dfji numerosi visitatori che vi convennero da 
ogni regione di Italia. 



SOCIETÀ coLOMBOFiLA fiorp:ntl\a 325 

Per il venturo anno 1903, dalla E. Società Toscana 
di Orticoltura, in unione alla Società Colombofila fioren- 
tina, si sta preparando una Mostra avicola nazionale. Ol- 
tre a ciò, alcuni soci della Colombofila, la quale è da varii 
anni insignita della medaglia d' oro di benemerenza asse- 
gnatale dal Ministero della guerra, si preparano a festeg- 
giare degnamente il 25° anniversario della sua fondazione. 

Il cav. Giachetti, per la sua tenacia, seppe condm-re 
la Società, della quale è benemerito presidente, a quello 
sviluppo, forse da prima insperato, che essa ha ormai rag- 
giimto. L' egregio uomo dovè lottare con difficoltà di ogni 
genere che potè solo vincere non risparmiando sacrifici 
e mercè l'aiuto valido, efficace, costante dei due suoi in- 
stancabili ed appassionati cooperatori, Gino Caiani ed Al- 
fredo Brunacci. Ad essi ed al cav. Giachetti, Firenze deve 
la sua Società Colombofila la quale, come fu la prima di 
tali Associazioni in Italia, è ora una delle più importanti 
e delle più rispettate fra esse. 




Istituzioni Fiorentine, 21 



328 R, soci>:tà di okticoltuka 



Essa, postasi (3on il massimo impegno all' opera, in- 
disse, come primo suo atto, ima Esposizione di prodotti 
orticoli, la quale fu tenuta nel settembre 1852 nel giai-dino 
del Palazzo della Crocetta in Yia della Colonna. Il bel resul- 
tato ottenuto da tale Mostra incoraggiò la Commissione a per- 
severare, con maggior fiducia, nei suoi studii e nelle sue pra- 
tiche per la costituzione della Società. Essa cercò, con ogni 
possa, aderenti; e la cittadinanza rispose largamente e con 
premurosa sollecitudine all' appello. Il 24 marzo 1854 potè 
legalmente dirsi costituita la « Società Toscana di Orticol- 
tura » , della quale in quel giorno fu discusso ed approvato 
lo Statuto. 

Gli aderenti alla novella associazione, die tante simpa- 
tie incontrò fin dal suo nascere, andarono ben presto ad 
aumentare, spinti a ciò anche dalle annuali gare di cui la 
medesima si fece iniziatrice. 

Xel 1854 la giovine Società conti-asse im imprestito 
ipotecario di lire toscane 50,000 da estinguersi mediante 
estrazione annuale delle cartelle fruttifere che lo rappre- 
sentavano. Con quel capitale essa acquistò in enfiteusi dal 
marchese Lorenzo Ginori-Lisci, un vasto appezzamento di 
teireno situato fuori della barriera del Ponte Eosso, lungo 
la via provinciale Bolognese, ove impiantò un orto e giar- 
dino sperimentale in cui poterono tenersi le annuali Espo- 
sizioni, che per lo innanzi si facevano invece in giardini 
concessi da privati o da altri istituti. 

Il giardino sperimentale è situato in un' amenissima 
posizione ed ò esposto, quasi per intiero, a mezzogiorno. 
L' area vastissima è in parte tenuta a pomario ed a vigna 
onde coltivare buone varietà di frutta e di viti, in ispecio 
da tavola. Dal cancello principale che trovasi in via Vittorio 
Emanuele, per un ampio ed ombroso viale si accede ad un 
ripiano centrale spaziosissimo ove sorgono due tepidarii e 
varie stufe ; lateralmente alla Yia Bolognese, ove è il can- 
cello per l'ingresso ordinario, ti-ovansi gli stanzoni per le 



830 ♦ K. SOilbn-À DI URTICOLTUK-\ 



spleudidiunente : vi concorsero non solo i più noti giardinieri 
(li Fiivnze e delle altre regioni d' Italia, ma anche di 
Francia, del Belgio, deir Inghilterra, della Germania, del- 
l' Olanda, deir Austria, della Grecia, della Svizzera ed 
anche deir Australia, e tutti con collezioni di piante le più 
rare e pregevoli. 

Furono distribuiti nimierosi premi, in medaglie e di- 
plomi agli espositori, ed in denari ai giardinieri che mag- 
iriormente avevano contribuito ali* ottima riuscita della 
Mostra, La somma oco^rrente per questi premi di circa 
L, 15,000 fii raccolta dal benemerito Comitato deUe Si- 
gnore protettrici dell* Esposizione, presieduto dalla nobil 
donna marchesa Elisabetta Torrisiani. 

Contemporaneamente all'Esposizione fa tenuto ani.-he 
il Congresso Intaiiazionale Botanico a cui partecipar»:>n*> 
270 o-ongres5>isti, fra ì quali si annoveravano i più illustri 
pp^ft'ssori e cultori della scienza, venuti da ogni parte di 
Eurv^pii. Le importanti diseus5>ìoni di questo C'>n2Tess?«> fu- 
D-'OO ra^w^lte in im volume edit« • a spe?e della R. Sx^ietà 
T^sc^ana di «>rtict-olTura. 

I>air esito ^lice dell* Esposìzì'>ne e d^ Con^ires^- . la 
S«.vìetà risenti gran«.iis^ìmi vantaggi :à materiali Ae m«:»- 
ntli. Essa ao|urstO srima e rinomanza, e. aaniriiianflo il su» ► 
opTsn^:.^ «r^i il niimer».» dei <*:<L i> tè oiù éi« il3i«riite amianr 
a!.*;an! inip^.-rranri pr:'2r»^ni. 

A.^^^oìst ' in :l<;?* lut':' 'i'.ci:rLÌ'> il rerreno -ieì rdar^iìn»-: 

ìni^i»- i»rì I^7"> Le -"* c^pfnz^ orri'xùe meiLSÌli -x-n m«scnt 

• :i 'jr «ìorri -e -" n^eriizieii': - Li rrvcii :h*t raTì^.aan»:* tutt :ca; 

-• *^':v 1^7»^ prin'-ipì' ji pfi?bLi»-uzì':-£i»r. mai ^ui ini»?rr.ni:. 

i.»r'- r»«- L_»rrtiii»;- i!ie!i>ile ;!i»r Timi ì»rLi»f ii"^rrse irti *^i t!j»ì^— 

t-i' V.C i»fLa rVi»rriz:- ne i*fL*r S:«:ì»r?à ■rrio tt? ìtìi— 
lÌLi::*r\ -ì/ii S.«i*frd Ts.tcìa ri :•!:»:♦:<><;' . 'n».r»? -ìi ìnaairi?- 
ri:*^ :l:*-1 ^>^!:aal»f :i X srr*f ft:* L»r nazi'.aùli v*tie r!^ 
_'à >r.tr. >ra ri/* r :»fCL»rL-^ z^Ln .tì:i« i3u^: ita :et Beiin» ^ 



U. SOCIETÀ DI ORTICOLTUIU 331 

La prima Esposizione ebbe luogo nel 1880, e perchè essa 
riuscisse degna di Firenze, la Società Orticola costruì nel 
suo giardino sperimentale un grande tepidario in ferro e 
cristallo, facendo fronte alla spesa occorrente con la egregia 
somma di L. 40,000 raccolta con sottoscrizione fra i soci. 

In tale circostanza furono create due nuove categorie 
di soci — benemeriti e perpetui — a seconda che essi ave- 
vano offerto o L. 500, o L. 300, con esenzione, per ambe- 
due le categorie, dal pagamento delle tasse annuali. 

Il tepidai'io, di costruzione prettamente italiana e lungo 
m. 38,50, largo 17 ed alto 14, fu costruito su disegno del 
cav. ing. Giacomo Eoster, a cui S. M. la Kegina Marghe- 
rita don'ò una grande medaglia d'oro. 

S. M. il Re Umberto I contribuì con una cospicua of- 
ferta a questa Esposizione e concesse fin d'allora il suo Alto 
Patronato alla Società. Si ebbero premi dal Ministero di 
agricoltura, dalle Società orticole confederate, da varii enti 
morali e da privati cittadini, e, come per la precedente 
Mostra, il Comitato delle Signore, presieduto dalla mai-chesa 
Elisabetta Torrigiani, raccolse le somme per i premi in de- 
naro da assegnarsi ai giardineri. 

Insieme a tale Esposizione, la Società convocò il pi-i- 
mo Congresso degli Orticultori italiani i {Jiuali vi interven- 
nero numerosi. In esso furono trattati importanti quesiti 
a relazione del prof. Paolo Mantegazza, dell' Avv. Carlo 
Aureggi, del sig. Ranieri Pini, cav. Angelo Pucci, cav. 
Marcellino Roda, Vincenzo Mazzoni, cav. Emanuele Orazio 
Fenzi, conte Carlo Bianconcini-Persiani. 

Nel 1885, in occasione dello scoprimento della fac- 
ciata del Duomo, la Società bandì una Esposizione Gene- 
rale Orticola, innalzando, in quella circostanza, un nuovo 
e grandioso tepidario in ferro e cristalli lungo m. 37, largo 
m. 8 ed alto m. 6, il quale aveva già adornato gli splen- 
didi giardini della Villa Demidoff a S. Donato. Alla inau- 
gurazione intervennero S. M. il Re Umberto, la Regina 



R. SOCIt:TÀ DI ORTICOLTURA 383 



per la fondazione nella nostra città della Società Botanica 
Italiana, la quale infatti, fu dichiarata costituita neir adu- 
nanza sti'aordinaria del dì 8 gennaio 1888. 

Fanno attualmente parte della Società di Orticoltura 
olti-e 600 soci divisi nelle quattro Classi di Beneììieritì e 
J^erpetiii^ e di 1* e 2* categoria. La Direzione è affidata 
ad un Consiglio che oggi è così composto : Presidente^ 
Marchese Carlo Ridolfi; Vice-presidenti , Marchese Niccolò 
Eidolfi, Prof. Cesare d'Ancpna; Segretarii^ Cav. Angiolo 
Pucci, Alfredo Signorini ; Tesoriere^ Giuseppe Bartolini ; 
Prorreditore^ Cav. Pietro Chiocchini ; Consiglieri^ Luigi 
Aiuti, Giuseppe Bastianini, Giovanni Chiari, Giuseppe Co- 
selschi, Raffaello Mercatelli, Dott. Attilio Ragionieri, Pro- 
fessore Pasquale Baccarini, Marchese Gio. Batta Ridolfi, 
Ing. Giacomo Roster, Cav. Mario Salvini, Marchese Carlo 
Torrigiani, Prof. Vincenzo Yalvassorì. 

Il Sig. Giuseppe Ragionieri disimpegna da varii anni, 
con attività ed intellig.enza, V incarico di giardiniere capo. 

La Società Toscana d'Orticoltura si apparecchia ora 
a festeggiare il 50*^ anniversario dalla sua fondazione con 
ima Esposizione che sarà tenuta nel 1903. 

In questo non breve periodo di tempo, trascorso dal 
giorno in cui la Società Toscana d^ Orticultura ebbe \'ita, 
essa ha completamente corrisposto allo scopo per il quale 
fu fondata; e noi siamo sicuri che a questa importante isti- 
tuzione, lustro e decoro della nostra Firenze, non mancherà, 
anche per l'avvenire, la benevolenza e l'aiuto della intiera 
cittadinanza, onde, con sempre maggior vigore, possa con- 
tinuare neir opera sua tanto utile e vantaggiosa alle arti 
ed alle industrie che, fedele al suo programma, ha sempre 
mirato a promuovere ed a far progredire. 



%y^- 



CLUB ALPINO ITALIANO 337 

•^ - - ■ - ■ — - _ - 

marchese Torrigiani, conte Capponi, ing. Felice Giordano, 
ing. A. Fabbri, comm. Calisto Bertina, gen. Ezio De Vec- 
chi, generale Bariola, colonnello Guidetti, comm. Gaspare 
Finali, conte Fabbricotti, Gustavo Dalgas, Sebastiano Fenzi, 
Celestino Bianchi, Odoardo Beccari, R. H. Budden, Damiano 
Marinelli — vittima della catastrofe sul versante italiano del 
Monte Rosa — Cordier, vittima del ghiacciaio sulle Alpi 
del Delfinato. Di essa fanno parte il principe Don Tommaso 
Corsini, il marchese Carlo Torrigiani, il comm. Giovanni 
Tempie-Leader; ne faceva attivissima parte il testò de- 
funto on. Tommaso Cambray-Digny, il valentissimo alpi- 
nista che degnamente sostituì nella presidenza il compianto 
R. H. Budden; Stefano Sommier, il distinto botanico e 
viaggiatore della Siberia, della Lapponia e del Caucaso; 
Ludwig Purtscheller di Salzburg , l' arditissimo alpinista 
che ormai aveva salito tutte le vette più difficili, spingen- 
dosi fin sopra il Kilimanjaro, la più alta montagna del- 
l'Africa Equatoriale, anch'esso testé defunto, e molti altri. 

Ciò sta a dimostrare il favore che gode presso la più 
eletta società questa Istituzione, alla quale appartengono 
ancora non pochi distinti stranieri. 

Al suo costituirsi, la Sezione fu cortesemente ospitata 
dalla Società Geografica che aveva sede in piazza S. Firenze. 
Trasferita questa Società a Roma nel 1870, il Club Alpino 
stabilì la propria residenza in piazza de' Giuochi n. 2, ove 
rimase fino al 1872, epoca in cui andò ad occupare una 
sala del palazzo in via della Scala ove aveva avuto sede il 
Ministero di agricoltura; e nel 1873, per concessione del 
Municipio, mentre era Sindaco il socio comm. Ubaldino 
Peruzzi, il Club trasferì la sua sede in una sala del palazzo 
Ferroni, ove risiede tuttora, occupandovi una stanza adibita 
ad ufficio di segreteria ed una grande sala per le riunioni 
dei soci e per la lettui'a dei numerosi periodici, riviste ed 
altre pubblicazioni alpine. Il giuoco vi ò assolutamente proi- 
bito e la politica è bandita. 



CLUB ALPINO ITALF.VXO 889 
i 



]' arv'. Carlo Beni , nonché della « Guida dei Bagni di 
Lucca e dintorni » di Achille Lombardi, ed ultimamente 
ha incoraggiata col suo patrocinio, la pubblicazione della 
« Guida illustrata dell'alta valle del Tevere» del sig. Eu- 
genio Eibustini, segretario del Comune di Pieve S. Stefano. 

Il socio della Sezione sig. Ranieri Agostini ha pubbli- 
cato le « Guide illustrate di Montepiano e sue adiacenze » , 
« Camaldoli e suoi dintorni » , « Yallombrosa e suoi con- 
torni » , « Val di Lima (montagne pistoiesi e lucchesi) » , 
«l'Appennino toscano ed i suoi principali. luoghi di dimora 
estiva » . 

Nel 1894 la Sezione pubblicò un Catalogo generale 
della propria biblioteca con prefazione del suo presidente 
E. H. Budden. 

Il prof. Igino Cocchi, uno dei benemeriti fondatori 
della Sezione fiorentina del Club Alpino italiano, ne fu pre- 
sidente fino al 1873, epoca in cui assunse quella carica il 
march. Carlo Ginori che la tenne per un anno. A questi 
succedette nella presidenza R. H. Budden, l'apostolo del- 
l'alpinismo, efficacemente coadiuvato dal dottor Gustavo 
Dalgas, che nel 1883 si dimise da vice-presidente, insieme 
al cassiere sig. Peyron; i quali vennero sostituiti dall' on. 
conte Cambray-Digny, il primo, e dal sig. Ugo Casoni, il 
secondo. 

Nel 1895, morendo il Budden, assunse la presidenza 
il conte Cambray-Digny che nella vice-presidenza fu sur- 
rogato dal cav. avv. conte Lamberto Dolfin. 

Morto il conte Cambray-Digny, e partito per Roma il 
conte Dolfin, vennero eletti a succedere ai medesimi il ca- 
valier Nemesio Fatichi, quale presidente, e il dott. Giotto 
Dainelli come vice-presidente. 

Il cav. G. B. Rimini ricopri costantemente, ad ecce- 
zione di un biennio, la carica di segretario, che tenne con 
attività encomiabile fino al dì della sua morte avvenuta il 
24 dicembre 1901. 



\ 



840 (.'IvUB ALPINO ITALIANO 



I soci eseguiscono periodiche escui-sioni o gite in co- 
mitiva e anche individuali sui monti dei dintorni di Firenze 
ed in altri più elevati deir Appennino Toscano e delle Alpi 
Apuane, spingendosi, durante le vacanze estive, anche sulle 
cime delle grandi Alpi, ed alle Dolomitiche del Tirolo ita- 
liano, in Svizzera ecc. La nostra Sezione è stata sempre 
rappresentata ai Congressi tenuti annualmente nelle varie 
città, sedi di Sezioni alpine. 

Xel giugno del 1876 il IX Congresso Alpino fu te- 
nuto presso la Sezione Fiorentina, ed alla spesa relativa 
di L. 2500 circa, contiùbuirono molti soci della Sezione 
medesima e di alti-e Sezioni consorelle italiane e di Clubs 
alpini esteri. Il numeroso convegno ed il ricevimento ebbe 
luogo il 10 giugno nel locale della Sezione Fiorentina, nel 
palazzo Ferroni, attiguo alla sede del Circolo Filologico, 
nella cui grande sala, gentilmente concessa, si tenne in 
tale occasione una interessantissima e ben riuscita Esposi- 
zione alpina. Le sedute di tale Congresso si inaugurarono 
r 11 giugno nella sala del palazzo comunale di Pistoia e 
nella stessa sera ebbe luogo a quell'Arena Matteini il ban- 
chetto sociale. Furono effettuate varie gite nelle montagne 
pistoiesi e nelle Alpi Apuane, e il terzo giorno gli escur- 
sionisti si ritrovarono riuniti ai Bagni di Lucca ove fu dato 
il pranzo sociale ed un ballo in costume di alpinisti, al 
R. Casino. 

Xel 1875 la Sezione Fiorentina, gentilmente invitata 
dal Municipio, prese parte alle feste pel centenario di Mi- 
chelangelo. Xello stesso anno, in occasione del Congresso 
dell'Associazione Meteorologica italiana, la Sezione stessa 
riceveva nella sua sala i congressisti ed organizzava in loro 
onore alcune escursioni sui monti di Yallombrosa. 

Onde facilitare le salite sul Corno alle Scale ed al 
monte Falterona, che sono le due più alte montagne del- 
l'Appennino toscano, — la prima nel pistoiese, la seconda 
nel Casentino, — la Sezione Fiorentina, col concorso di 



344 . FLORENCE CLTB 



Del Comitato a cai è affidata la direzione del Club 
e die, per Statato, si rinnaora ogni anno, facevano parte 
allora i signori conim. Sebastiano Fenzi, H. TVestenra 
Smith, Stephen Barn, cav. Frederik Stibbert, c»3mm. Bo- 
race De Landaa e car. William Bumbold. Spretano ne 
era il maggior H. S. Light. 

n generale Corte tenne la presidenza per circa due 
anni e qnindi, lasciando la nostra città, fa nel 1885 sar- 
rogato da Sir James Hadson G. C. B. al qaale successe 
poi nel 1886 Stephen Bam. Dopo qaalche anno, dovendo 
questi partire da Firenze, venne eletto presidente Sir John 
Ker Innes K. C. B. 

S. A. B. il Duca di Teck, durante il suo soggiorno 
fra noi nel 1884 fu eletto presidente onorario del Club e 
si degnò conservare tale carica fino al giorno della sua 
morte. 

Xell' agosto 1893, cessò di vivere il maggiore Light 
Il Club continuò a funzionare senza nessuna modifica- 
zione nel suo ordinamento intèrno fino al gennaio 1895, 
epoca in cui il Club stesso fu ricostituito sovra altre basi 
da un nucleo di soci fondatori. In tale occasione il presi- 
dente Innes Sir John Ker K. C. B. fu nominato socio 
onorario e surrogato neUa presidenza dal cav. Frederik 
Stibbert, il quale consena anche oggi tale carica, da esso 
disimpegnata con la massima attività e con la squisita 
cortesia che distingue quel perfetto, intelligentissimo, gen- 
tiluomo. 

Xella ricostituzione furono fatte importanti varianti 
allo Statuto del Club a cui si ascrissero molti soci nuovi, 
mercè lo speciale interessamento dimostrato dal signor H. 
G. Huntington e dagli altri componenti il Comitato di am- 
minisirazione interna. 

Oltre che dei soci fondatori, il Club si compone di 
soci annuali e di soci temporanei. I soci fondatori pagano 
annualmente L. 100 e volendo cessare dagli obblighi con- 



FLORENCE CLUB 347 



telegramma di candoglianza, a cui fa risposto con molta 
simpatia dal Re Edoardo. 

S. A. il compianto Principe Enrico di Battembérg vi 
ha pranzato più volte. 

Quando il famoso capitano Cody (Buffalo Bill) venne 
in Italia, un nucleo di soci americani ed inglesi gli offri- 
rono un banchetto. 

Durante la lunga permanenza fatta in Firenze da 
S. A. E. il Duca di Connaught, questi si degnò accettare 
la nomina offertagli dal Club^ a socio onorario, frequen- 
tandone molto assiduamente le sale insieme ai personaggi 
del suo seguito, ed accettando anche un pranzo che il Club 
gli offrì ed a cui presero parte numerosi soci. In tale oc- 
casione S. A. R. dimostrò, con espressioni molto lusinghiere, 
la sua soddisfazione per le cortesie ricevute ed anche 
per la inappuntabilità del servizio. 

Questo Club è il più gradito ritrovo dei signori ap- 
partenenti alla numerosa colonia inglese , ed americana, e 
contribuisce, da anni, a rendere ai molti stranieri più sim- 
patico il soggiorno della nostra Firenze. 




1 
/ 



ÌO-I- TRroro '.jKIA.' r\I'»XE 



L'na ^per-TalirA ^ii • mesto <Jirrf)li>. tino a p«>^> tempo :"i- 
^TH il -iervizio «If-Ua tavola «^ ':rp<tenza» Esso renne ai .^aoi 
stipendi abilis?fimi '-aochi tra i quali, per vani annL il Bene 
'he frìk aveva pr^tato servizio presso Nispolet^ne TTT. H 
pranzo sriornaliero. sempre squisito ed a eoi taìvoita. :a 
ispe^ie fino a pochi anni -jr sono, presero parte dno -M> 
••onimen5»ali. ►* pre<ne<into di diritto dal direttore di tavola «j. 
in sna assenza, dal consisrtiere più anziano che vi aissiste. 
r^ inscrizione Mbblieatoria, iriomalmente. per il pranzo, .si 
chinde tre ore avanti -rhe esso sia servito. 

Pf-r le ammissioni a soci del Circolo le formalità ìono 
rijrorosissime : tatti i soci hanno diritto di dare il voto «;iie 
ò personale e non può venire delegati) ad altri: un voto 
negativo ^'scinde nei voti favr/reroli. Ed è a questo riarore 
nelle ammissioni, a oni non fa mai derogato, ohe si deve 
r nlta ed aristocratica impronta che ha .^mpre avuto e 
^rhe consena an^-he osr^di il Circolo dell'Unione. 




35?S CAsr.Vii DI FIREXZK 



nelH. provvfMitore: cav. Paolo Chiocehini, tesoriere: notaro 
Carlo Querfi. sej?retario: e dai coasiglieri cav. aw. Guido 
Parifd. cav. Vittorio Padoa, cav. Cesare Colombo, cav. ra- 
poniere Paolo Signorini, dott. Attilio Kossini. cav. inge- 
gnere Francesco Capei. 

Benché questa Società sia sorta, come ho detto, allo 
scopo di divertimento, pure — e ciò toma a suo onore — è 
lunga la serie delle opere di beneficenza e di patriottismo 
, dalla medesima compiute, o con i fondi pfoprii o mediante 
sfittoscrizioni iniziate fra i suoi soci. Con cospicue elargi- 
zioni essa contribuì sempre ad alleviare le miserie in casi 
di pubbliche sventure, com^, ad esempio, in occasione di 
alluvioni in Pieve Santo Stefano nel 1855; del teri^moto in 
città della Pieve nel 1861: per T incendio del Politeama 
nel 1863: per i danneggiati dall'eruzione del Vesuvio, e 
per le famiglie dei colpiti dalla febbre gialla a Buenos^ 
Ayres: per i danneggiati dalla inondazione in Firenze e 
dair incendio delle case di legno a Polita alla Croce; per i 
danneggiati dal terremoto di Casamicciola; per il cholera 
a Napoli; per le vittime di Aigues-Mortes; per il terre- 
moto di Firenze nel 1895; e in tante altre dolorose occa- 
sioni essa fu sempre pronta ad elargire generosi soccoi*si. 
Aveva ancora stabilito nella somma di L. 5000 il suo con- 
tributo per l'Esposizione nazionale nella nosti-a città: ma 
l'Esposizione non ebbe più luogo, ed il Casino erogò gran 
parte (li quella somma in beneficenza. 

Xò minore fu da pai-te di questa Società, il concoi-so 
j)restato ad opere di patriottismo o che in qualche modo 
coiiti'ibiiii'ono a dar lustro e decoro alla città nostra. Co- 
spicuo somme infatti essa offrì per le spese di guerra nel 
1859 per l'acquisto di un milione di fucili proposto da 
(iarihalcli; api-ì poi una sottoscrizione, la quale fruttò una 
somma ragguardevole, per soccorrere i volontari malati e 
feriti noi 1860, ed altra per l'erezione del monumento a 
Dante; concorse alla sottoscrizione nazionale per la corona 



CASIXO DI FIRENZE r]59 



il Vittorio Emanuele II; elargì quindi somme non indiffe- 
renti a benefizio dei feriti nella guerra del 1866 e per la 
tacciata del Duomo; e, più recentemente, assegnò L. 1000 
per la Croce Rossa e L. 2500, compresi i premi, per T Espo- 
sizione di Arte e Fiori tenuta nelF anno 1897. 

Sfogliando poi fra i brillanti ricordi del Casino di Fi- 
renze troviamo i resoconti delle splendide feste da esso date 
nelle sue sfarzose sale e che furono più volte onorate dalla 
presenza di Sovrani e di Princìpi. Nel 1846 vi fu dato un 
ballo in onore di Ebrain-Pascià vice-re d'Egitto; ed un al- 
tro ai primi del 1857 in onore dell'Arciduca Ferdinando IT 
e deir Arciduchessa Anna di Sassonia allora uniti in matin- 
monio. Nel 1860 una gran festa vi fu data per la venuta a 
Firenze del Re littorio Emanuele II, il quale vi intervenne. 
L'addobbo in questa circostanza oltre che elegante e ricco, 
come è di consueto in questa Società che tiene ancor viva 
la signorile tradizione del buon gusto, fu> anche caratteri- 
stico; nel vestibolo ornato di bandiere erano stati disposti 
cannoni, fasci di fucili e trofei di armi, sotto la direzione 
del capitano d'Artiglieria Mellini ora generale a riposo. 
Con un ballo splendido fu festeggiata nel 1861 l'aper- 
tura della prima Esposizione italiana. 

Nel 1865, dopo che il Gasino aveva sontuosamente 
festeggiato il centenario di Dante, il Municipio dette in 
quelle sale — l' unica volta che furono temporaneamente 
cedute — un ricevimento in onore e con l' intervento dei 
Sovrani del Portogallo; e nel 1868 altra festa il Casino, la 
dette in occasione del matrimonio dei nostri Sovrani i quali 
vi intervennero, come del pari essi onorarono della loro 
presenza la splendida festa data nel 1887 in occasione dello 
scuoprimento della facciata del Duomo. 

Ai balli del Casino di Firenze, intervennero, fra gli 
altri, il Principe Luigi Napoleone, le LL. AA. i Duchi di 
Mecklembourg, la Duchessa di Teck, la Regina di Serbia, 
il Duca d'Aosta nel 1894; ed il Principe di Napoli, che 



360 CASINO DI FIKEXZE 



aveva già onorato con la sua presenza le feste date dal 
Casino, volle che in quelle ricche sale venisse ancora rice- 
vuta la sua augusta consorte, la Principessa Elena. 

S. A. B. il Conte di Torino presenziò anch' esso le 
splendide feste del carnevale 1900 e del 1902. 

Il 5 maggio 1894 con una brillante conferenza che il 
simpatico ed arguto pubblicista Vamba tenne intorno al 
centro delle regioni della Flora — appunti di viaggio del 
capitano Mari.^o Lussa, un esploratore nato apposta per tale 
a^'venimento — il Casino conunemorò splendidamente il suo 
50° anno di vita, una vita brillante e fastosa, ispirata ognora 
ad azioni nobili, ad opere di beneficenza e di patriottismo. 




362 ASSOCIAZIONK INDUSTRIALE E COMMERCIALE 

classe industriale, nella cui cerchia essa doveva esplicare lar 
sua utilissima azione. 

L'Associazione, la quale conta ormai circa 37 anni di 
vita assai prospera, ha reso in molte occasioni segnalati 
, servigi. Di essa fin dalla sua origine hanno fatto parte le 
più spiccate personalità del ceto industriale e commerciale. 
Anche nei suoi primi venti anni di esistenza, ed in ispe-^ 
eie allorché risiedeva la capitale nella nostra Firenze, essa 
si fece iniziatrice od appoggiò le proposte che da altri veni- 
vano fatte, e dette ad esse tutto 1' aiuto morale e materiale 
(li cui poteva disporre, arrecando sempre non lievi vantaggi 
al commercio ed alle industrie cittadine. 

In quel periodo ne ressero la presidenza i signori 
cav. Angiolo Levi, dal giorno della fondazione al 1873, il 
cav. Cesare Pegna, dal 1873 al 1875, e poi il cav. An- 
giolo Padovani fino al 1888, i quali dedicarono allo svi- 
luppo dell'Associazione tutta la loro intelligenza ed at- 
tività. 

Per il suo ordinamento essa riportò lusinghieri atte- 
stati in tutte le Esposizioni industriali a cui prese parte; 
venne premiata con medaglia all'Esposizione industriale 
di Arezzo nell' anno 1870 ed a quella agricola di Firenze 
nello stesso anno; uguali onorificenze le riportò all' Espo- 
sizione industi-iale di Forlì nel 1871 ed a quelle di Firenze 
negli anni 1871 e 1876, nonché a quella artistica di Firenze 
nel 1877 ed a quella industriale di Torino nel 1874. 

Ma lasciando, per brevità, quel periodo più remoto 
benché non meno attivo e proficuo della Società, verrò 
a parlare più particolarmente del modo in cui essa esplicò 
la sua utilissima azione negli ultimi tre lustri di vita, da 
che ha assunto il titolo di « Associazione Industi-iale e 
Commerciale. » 

Xell'anno 1886 contribuì alla Mostra dei materiali da 
(•ostruzione in Firenze, ed a quella fotografica nella quale 
riportò la medaglia. Prendendo a cuore gli interessi della 



ASSOCIAZIOXK IXDUSTIUAIJ;: E COMMMiOIALE 1-363 



classe industriale e commerciale, nel 1887 avanzò reclamo 
alle ferrovie allo scopo di spingerle a migliorare il servigio 
ferroviario, e nel 1891 fece voti al Governo perchè non 
venissero soppresse la Dogana di Firenze e la Scuola di 
Merceologia. Concorse all' Esposizione di Oi*ticoltura nel- 
r anno 1887 ed a quella dei materiali da costruzione te- 
nute nella nostra città, e, in ambedue, conseguì la meda^- 
glia. Xel 1889 contribuì alla sottoscrizione per far fronte 
alle spese occoiTenti ad ornare di statue le nicchie delle 
Loggie di Mercato Nuovo, e nel 1890 contribuì pure alle 
spese per la Esposizione Beatriciana, nella quale riportò in 
premio altra medaglia. Sorta V idea di tenere una Esposi- 
zione nella nostra città, l' Associazione si fece nel 1890 
iniziatrice di una sottoscrizione fra il ceto commerciale, 
raccogliendo in breve ben 17,000 lire; e non è da far ca- 
rico ad essa se il vagheggiato progetto non potò poi es- 
sere attuato. 

Quando il ministro Ferraris iniziò gli studi per la ri- 
foi-ma del Codice di Commercio, l'Associazione presentò 
nel 1891 un' elaboMissima relazione sugli studi fatti in 
merito al tema: «Il fallimento e la moratoria,^ lavoro che 
fu grandemente apprezzato e del quale fu autore e relatore 
il segretario avv. Alfredo Lumachi, che ebbe lettei-e di 
congratulazione, oltre che dal ministro Ferraris, anche da 
molti fra i più illustri cultoii del Diritto Commerciale. 

Della importantissima questione delle Banche, sia per 
la riforma, come per la fusione di esse, l' Associazione 
si occupò alacremente. 

Nel 1893 si fece iniziatrice del Comizio contro la fu- 
sione delle Banche Toscane, al quale comizio aderirono e 
presero attivissima parte il cav. Emilio Laudi, il prof. Vi- 
mercati, i deputati dei collegi della Toscana e molte nota- 
bilità del ceto finanziario. Quel comizio fu presieduto dal 
marchese Carlo Ginori e vi parlarono con rara competenza 
gli onor. Ginori, Barazzuoli, Nobili, Muratori ed. altri. Sulla 



366 ASSOCLVZIOXK IXDUSTRIAIJ-: K COMAIERCULK 

Per molti anni ne fu attivissimo provveditore il ca- 
valier Luigi Nunziati. 

Attualmente il consiglio direttivo è così composto: 
Biogi cav. uff. Carlo, pìesìdeiite ; Ravà avv. Guido vice-- 
prpsìde7ite\ Bemporad cav. Enrico, segretario; Masetti-Fedi 
Mario, vice-segretario; Salvini prof. Mario, provveditore; 
Betti cav. Giulio, cassiere; Casalini Cesare, Ulivieri cava- 
lier Cario, Calderai Carlo, Gobbo Carlo, Santarelli ing. Gior- 
gio, Francini Luigi e Alinari cav. Vittorio, consiglieri. 
Sindaci: ì signori Iginio Fioretti e Attilio Parenti. 

Fino dall'anno 1882 il sig. Oreste Mattolini disimpe- 
gna le funzioni di ragioniere dell'Associazione. 

Siamo sicuri che, come tutti i loro predecessori, anche 
questi egregi signori si occuperanno, con zelo e con amore 
degli interessi di questa Associazione i quali possono dirsi 
gli interessi della intiera città, e, tutti uniti, coopere- 
ranno all'incremento ed al sempre maggiore sviluppo del- 
l' impoi-tante sodalizio. Xon dubbio effetto del loro interes- 
samento per l'Associazione si trae dall'avere essi contribuita 
di recente al notevole aumento dei soci. Infatti fino a poco 
fa, i soci erano circa 150 ed in breve tempo ne sono stati 
ammessi circa un centinaio di nuovi, fra i quali si contano 
i nomi più noti e più cospicui della classe bancaria, indu- 
striale e commerciale di Firenze. 

Come si vede nel suo lungo periodo di vita, l'Associa- 
zione, benché non abbia potuto sempre sottrarsi alle conse- 
guenze dell'apatia che, in certi momenti ed a più riprese,, 
ha colpita la nostra città, pure essa ha tenuto, ognora, alto 
il suo nome ed ha corrisposto agli impegni assunti col suo 
Statuto di fronte ai proprii soci ed al commercio cittadino. 
Oggi im salutare risveglio si accentua nella medesima, ri- 
sveglio che dà sempre maggiormente a sperare in ima più 
efficace e benefica sua influenza nella nostra vita commer- 
ciale. Un nuovo e più ampio programma ora essa si pre- 
figge allo scopo di studiare i problemi economici, industi-iali 



ASSOCLVZIOXK IXDUSTIUALK E COMMERCIALK 367 

e commerciali della città e della provincia, e coadiuvare 
sempre piii validamente, con V opera sua, quella della Ca- 
mera di commercio; programma che, siamo sicuri, essa po- 
trà completamente svolgere. 

In ordine appunto a tale nuovo programma, negli 
ultimi del decorso anno V Associazione nominò nel suo seno 
una commissione incaricata di raccogliere la somma neces- 
saria ad istituire un « Premio del Commercio » per le Corse 
al galoppo. Xominò inoltre un'altra commissione incaricata 

f 

di studiare, d'accordo con l'Unione degli Esercenti, l' attua- 
zione del progetto di un Congresso commerciale. 

Ad iniziativa di questa Associazione sorse e fu inau- 
gurato nei primi del decorso anno in seno alla medesima^ 
un importante Circolo Commerciale, il quale ò apei-to tutti 
i giorni dalle ore 10 alle ore 24. In esso i soci hanno facoltà 
di condurre, sotto la propria responsabilità, anche gli estra- 
nei per trattare affari; ed anche per questo mezzo i soci 
possono maggiormente stringere quei vincoli di solidarietà, 
indispensabili per il conseguimento dei comuni intenti e 
degli identici interessi, pei quali essi si sono uniti. 




INDICE 



NOMI DELLE PERSONE RICORDATE IN QUESTO VOLUME 



Abetti prof. Antonio. . . Pag. 281 

Acconci Eugenio 301 

Adorno Francesco 49 

Agnolozzi Pietro 271 

Agostini Ranieri 339 

Aiuti Luigi 333 

Aiuti signorina 302 

Alberti Giuseppe 365 

Alberti conte Leon Batt. 272, 275 

Alberti conte Arturo 350 

Albizzi (degli) march. Vitt. 263 

Alessandri prof. Giulio .... 323 

Alessio 127 

Alfani prof. Augusto 281, 284, 

287, 288 

Alfieri Amalia 171 

Alfieri march. Carlo 351 

Alinari Vittorio 297, 366 

A Ili - Maccarani marchese 

Claudio 365 

Almansi Emanuele 245 

Alpe prof. Vittorio 267 

Altoviti - Avila marchese 

Corbizzo 35 

Altoviti Cesare t 357 

Alvisi Giacomo 263 

Alvisi Pasquale 64, 66 



Amari Michele. . . Pag. 283, 293 

Amari Carolina 216 

Ambron avv. Eugenio 152 

Ambron Cesare 154, 245 

Ambrosi prof. Felice- 291 

Ambrosoli 234 

Amerighi Amerigo 193 

Amerighi nob. Elisabetta . . 194 

Anastagi Arturo 365 

Anau Flaminio 152 

Andreani prof. Vincenzo. . . 310 
Andreotti prof. Federigo 305, 310^ 

311, 312 

Andreozzi avv 291 

Andreucci prof. Alberto ... 311 
Andreucci dott. Filippo. . . . 270 

Andreucci dott. Luigi 270 

Andreucci dep. Ferdinando. 262 

Anforti cap. Francesco 357 

Angioli dott. Francesco. . . . 282 
Angioli gener. Adriano 15, 51^ 

55, 297 

Angioli avv. Antonio 271 

Angiolini prof 356- 

Anselmi avv. Agostino. . 52, 55 
Antinori marchesa Emilia. . 194 

Antinori Vincenzo 168 

Antinori nob. Roberto 351 

Antonelli 283 



Anziani aliato Xiix-olò. 2S1. 

A|Kirti aliate Ferraott' 

Arr.-anpioli jirof. (jiovaniii. . 

A 27. 

Arrìvulieno conte («ovanni . 
Artiiniiii j>rof. Aiitcìniiio . . . 

Artimiuì Doliile Sofia . . 

Ascoli C'iemoiite 

Assilli mae>trii Aiiìiiina . . . 

Asso Alfredo 

Attias Hcgian 

Attias At-hille I*one 

Aurepfri avv. Carlo 

Autèri |irof. Mii-heic 

Azeglio Massimo 

Azzeni[ianibcr Celare ..... 
Azzi prof. A'ittorio 



B 



Bia-uii 



ivh. <■ 



Baceariui |>rof. l'asijuale . . 

Batti 

. 2(S2. 

Boti dùtt. Stefano 

Biiet-ioni I iai.>taiio 

Buet-ìoiii Luigi 

Buginski ijmf. 

Bagiiu»! niareli. Piero 

Balduiicoli |irof. l'ietro .... 

Baldauijoli Vittorio 

Baldaiisini Daniele 

Baldini iirof. Toiiiinar^r. .... 
Baldovinctti «ioviinni .... 
Balduc-i't iirof. Knrictr . , . . 

Baldwiii doti. M". M" 

BiiUaiiti iiiarc-he«i Adele. . . 
Biiloirlii dott. Carlo 



Balza 
Balza 



Antim 



l ' Bandiera niaestr-, Edoardo . -K>1 

l Baili L'go 1S4. 143. 14j 

i I Biirabiiii itsi 

1 I BamHiio prof. Siccolò 305. 3tJS. 

i j 3U. 313 

> i . im. 243 

» j 2«8. 294, 3U3 

1 I Barbc-ni Piero 27, 245. 24(>, -''M. 

ì I m 

1 i Barbetti Angiolo VM 

i j BarK-tti |>rof. Rinaldo. . 206, 2U7 

1 , Barbi-Adriaiii Dante 6Si. 70 

l ■ Birliini doti. ViuL-enzo 233 

) i Barbieri sac. Antonio 13 

i ', Bardi in{r. Emilio 2yi 

Bardi maestro AiiniljaJe . . . 245 

Bardi -Si-nelli i-onte 2'j7 

Bardossi Serafino 130 

BarduLii gen. FiIi[i|>o 211 

Barduni Pilade 13» 

Barellai l.iiuse|i|>e 117. 118, lift. 

122. 124. 202 
Barbagli niareh.» Caterina 13. 14 
Barbagli inari'h. Piero 34. 165, 2H1 
Bargagli g:gS^I.. 2S1 

Bargellini ca]!. Carlo ."il 

Bargiai-rhi abate Xin-olò. . . 279 

Barg ioni Raffaello 203 

Bargioni 35« 

Bargioni dot*. Gustavo 240 

Bargionì dott. Carlo... 105, 100 

Bariola generali' 337 

Barlawhi dott 42 

Banii dott. i iioviirini 301 

Baronielli 1 73 

Baroneiiij Eugenio 130 

Baroni Oiovanni 281 

Baroni Gaetano 327 

Barsiinti-t-irazzi Tei-esa ... HO 
Barsanli avv. Olinto 14. 7T. K3. 

2M. .3.->7 
Barsi-ilomez i^rof.' .302 



rM)K'K 



871 



Barsi Alemanno 341 

Bartalesi colonn. Torello. . . 211 

Bartalesi Luigi 84 

Bartolini Giuseppe. . . . 333, 365 

Bartolini Odoardo 327 

Bartolini prof 220 

Bartolommei march. Ferdi- 
nando. ....... 263, 264, 265 

Bartolommei marchesa Te- 
resa 165, 246 

Bastianini Giuseppe 333 

Bastianini Gustavo 203 

Bastogi conte Giovannangelo 121, 

123, 124, 245 
Bastogi conte Giovacchino 121, 

123, 245 
Bastogi conte Pietro. . 123, 184 

Bazzani \n'of. 291 

Beccari Odoardo 337 

Bocchini Ciriaco 77, 79 

Bechi Emilio 177, 178, 261, 271 

Becker 283 

Bedeschi 305 

Begliuomini dott 40 

Belatti prof. Aureliano .... 310 

Belforti prof. Ubaldo 200 

Belforti Carlo 23 

Belimbau Elena 159 

Bollaudi prof. Ernesto. 310, 312 

Bellomini" Alfredo 48 

Bellomini Dante . .• 48 

Belloni ab. dott. Antonio . . 270 

Belletti ing. Giulio 301 

Bellucci dott. Silvio 323 

Bellucci. 284 

Beltrami David 290 

Bomba ron Alfredo 244 

Bemporad Enrico 215, 245, 365, 
366 

Benelli Achille 301 

Beni avv. Carlo 339 

B onijii Pietro 23, 25 



Benucci prof. 303 

Benvenuti avv. Giov. Batta 281 
Benvenuti dott. Giuseppe . . 166 

Benvenuti Pietro .... 112 

Benvenuti 35(i 

Bernabei Ettore 84 

Bernardi Luigi 130, 145 

Borni Sofia 194 

Borni Torquato. . . 134, 142, 145 

Bertagni avv. Adolfo 84 

Bertelli padre ])rof. Timoteo 281 
Berti prof. Pietro 180. 281, 

282, 284 

Berti Domenico 283 

Berti -Belli ni Diomira 194 

Berti na comm. Calisto 337 

Bertini dott. Cino 15 

Bertini ])rof. E 338 

Bertini maestra Francesca . 206 

Bertoldi prof. Alfonso 281 

Bertoldi (fiuse])pe 282 

Bettolìi Ettore. . . 130, 142, 145 

Betti prof. Pietro 327 

Betti (ìiulio 366 

Betti Salvatore. 283 

Bettole ammir. Giovanni . . 54 

Bottoni Lodovico 64 

Bezzuoli 356 

Biagi prof. Guido. 281, 291, 303 

Biagi prof. Ledevi (?o 291 

Bianchi Celestino 172, 173, 284, 

289, 337 

Bianchi Elvira 194 

Bianchi prof. ( Gaetano 179 

Bianchi-Conti Elettra 194 

Bianchi Porzia 180 

Bianchini maestro Giusei)])e 206 

Bianchini Ireneo 130 

Bianconcini -IVrsiani conte 

Carlo 331 

Bianconcini -Strigelli ing. 

Lodovico 308 



Bim:lii Eugenio 130 

mareh. Alos-, 

Sandro 278 

Bifi'hiorni avv. Jiiuopo .... 281 

Billi dott. Luigi 80 

Bindi 283 

Bini maestra Aiinita 206 

Bini maestra Virginia 20(i 

Bini prof. Ferdinando 812 

365 

m 45, 55 

Bluniberg prof. 302 

...., 124 

264, 265 

Bocoini . 179. 187 

..... 206 

Boghen Erama ^ 294 

Boldrìni Canonico 250 

Bombicc-i Pontelli oontR Ce- 
sare 350, 352 

Bonafus Matteo 272 

Bonwni ]irof. Francesco.., a62 
BoiiaiKirte prino. Antonio. . 351 
Bonaventura prof. Arnaldo 291, 

293, 297, 316 
Bonaventura rag. Arturo . , 301 
Boneinelli dott. Franceaco. . 123 

Boncinelli Girolamo 130 

Bonfanti Giovanni 53 

Bordella (Eredi) 273 

Bordoni dott. Francesoo. . . 78 

Ikirdoui rag. Giacomo 89 

Borgioli Ferdinando 130 

Borgognini GiuKop|)C Ili 

Borghuse iirinc. Don Cam- 
mino 355, 35U 

Bfjrghini Piero 102 

Itorrjiiii prof. Odoardo 305 

Borsi Piero di Lut-a 98. 99. 103, 
1U4 

Bossoli Xori 101 

Bosi dott. Pietro 301 



Bosi dott. Vittorio 42, 111 

Bossi Pucti conte Carlo. . , 350 

Botta Cario 186 

Bottardi maestra Tullia ... 213 

Bottari avv. Francesco 281 

Bottari dott. Cesare 301 

Botticelli (ìaetsno 104 

Bouchet 305 

Bozino dott. Paolo 246 

Bracaloni dott Giuseppe . . 89 
Bracci -Cani bini Igina .... 89 

Bradley Enrico 305 

Bronci prof. Gusmano. 182, 213 

' 291 

130 

Brogi Carlo 215, 365, 366 

Brogi Alfredo 66, 84 . 

Bronlield 305 

Bronzuoli Anacleto IH 

Browning D'Oscar 283 

Brunacci Alfredo 319, 320. 321 

322, 323, 325 
Bruni dott. Francesco, . 40, 255 
Brunicai-di ing. Adolfo.... 246 
Bruno dott. Edoardo ... 27, 84 

Bruschi Luigi 323 

Bruscoli Gaetano 29 

Bruzzi prof. Stefano 312 

Bruzzichelli Elena 194 

Buealossi prof. Ijuigi ..... 291 
Budden B. H. . . . 336, 337, 339 

Budini Francesco : . . 185 

tìulleri Giovanni 130 

Buonazia prof. Girolamo. . . 2C2 

lìuoncomiiagni 283 

Burchi prof. Augusto 308, 311. 

312 
Burrosi avv. Sebastiano. . . 246 

Burri Virginia 89 

Busacca BaffaftUo 258, 205 

Busdnighi Niccolò 145 



INDICE 



373 



Cabrena Giacinto 283 

Cacialli Giuseppe 174 

Caetani di Sermoneta du- 
chessa Enrichetta 215 

Cagnacci prof. Cesare. .... 302 
Caiani Gino 27, 322, 323, 325 

Calamari avv. Ilario 245 

Calderai Carlo 366 

Caldini Luigi 308 

Callaini avv. Luigi 246 

Calosci prof. Arturo. . 310, 312 

Calcai dott 41, 4,2 

Cahr* Cesare 292 

Calvi Gaetano 323 

Cambray (De) Digny conte 
Guglielmo 245, 246, 267, 268, 
269, 273, 276 
Cambray (de) Digny aw. 
Tommaso 290, 337, 338, 339 

Cammelli Filippo 13 

Campacci dottf 166 

Campana (Del) Filippo .... 185 

Campani dott. Paolo . . 49 

Campi prof Angiolo 312 

' Campodonico prof. Marcello 84 

Canena 283 

Canestrelli prof. Antonio 180, 186, 
187, 281 

Canevaro conto Carlo 351 

Canovaro contessa Emma . . 216 

Cann prof. 291 

Cannicci jìrof. Niccolò 312 

Canigiani march. Vieri .... 281 

Cantagalli Margherita 166 

Cantagalli Ulisse 165, 179 

Cantini dott. Lorenzo 285 

Cantini Luigi 130 

Cantoni coDim. 240 

Cantù Cosare 283 

Capei ing. Francesco 358 

Istituzioni Fiorentine, 



Capei dott. Oaspero. ... 42, 165 
Capei dott. Massimiliano 165, 166, 

214, 215 

Capineri Giuseppa 194 

Capineri Luisa 194 

Capitelli conte Guglielmo . . 54 

Cappelli Giuseppe 203, 204 

Capponi canonico Giov. -Vin- 
cenzio 279 

Capponi march. Gino 167, 168-, 

204, 272, 283, 284, 285, 287, 

337 
Carcasson avv. David .... 320, 

321, 322 
Carega di Muricce march. 

Francesco 265 

Carmi Cesare 159 

Carmignani Vincenzo 271 

Carnesecchi Carlo 281 

Carobbi Giulio 124 

Carocci Cesare 66, 314 

Carocci Guido 211 

Carolath Beuten j)rincipcssa 

Wanda 166 

Carpi avv. Ai-turo. . m, 91, 297 
Carradori dott. Giovanni 253, 271 

Carranza barone Livio 271 

Carta aw. loia 320 

Cartoni 109 

Carnei i)rof. Teodoro. . 266, 332 
Caruso prof. Girolamo 267, 269 

Casaccia 127 

Casaglia Quinto 203 

Casahni Cesare 366 

Casamorata Augusto. . 123, 290 
Casanuova dott. Giunio. 84, 89 
Casella Giglioli Costanza. . . 295 

Casellai Massimiliano 301 

Caselli 266 

Casini David 207 

Casini ing. Gino 78 

Casini Savino 130 

24 



374 



INDICE 



Casoni Ugo 339 

Cassigoli Affortunato 112 

Oassioli prof. Amos 305, 306, 308, 

309 

Castagna prof. Luciano .... 291 

Castagnola Stefano 264 

Castelli Don Carlo 270 

Castiglioni Enrico 152 

Catani 356 

Oatellacci Dante 281 

Catoni dott. Giovanni . 42 

Cattaneo Carlo 131 

Oattermole prof. 291 

Cava prof. Vittorio 302 

Cavalieri prof. Luigi 182 

Cavallacci Emilio 72, 74 

Cavallucci prof. Iacopo .... 281 

Cave-Bondì Rosalia 55 

Cavina Romolo 115 

Ceccherelli prof. Guerrino . 234 

Ceccherelli Oreste 301 

Cocchi prof. Adriano 308, 309, 

310, 311, 312, 315 

Cocchi Don Costantino .... 71 

Cocchi padre F 342 

Cocchi Tommaso 203 

Cocchi Vincenzo 145 

Cecconi avv. Ciro 130 

Cecconi prof. Eugenio. . 310, 312 

Cecconi gen. Giovanni , 282 

Cegia (del) 189 

Celiai prof. Raffaello 66 

Centofanti 283 

Oeo (Suora) 89 

Ceramelli Giuseppe 130 

Ceroni avv. Giacomo. . 9, 15, 21 

Cerrina Costantino 308 

Chanséaume prof 291 

Checcherinì Emilio 130 

Chcllini Olinto .^ 139 

Cherici Niccolò ', 273 

Chiara Giuseppe 244, 245 



Chiari Adelmo 


1 . . . 


112 


Chiari Fortunato 


. 66, 


365 


Chiari Giovanni 


• • • • 


333 


Chiaruffi prof 




40 


Chierichetti dott. Guido 


• • • • 


365 


Childs aw. T. H 


345, 


346 


Chilovi Desiderio 




27 


Chini dott. Mario 


• • • • 


84 


Chiocchini Pietro 27, 1 


171, 


193, 


333 






Chiocchini Paolo 


• • • • 


358 


Chiostri, prof 


• • • • 


312 


Chiti Oreste 




130 


Ciabattari Edwards . . . 


» • • • 


291 


Cianchi dott. Francesco 


. . .» 


49 


Cianfanelli 


• • • • 


356 


Ciaranfi aw. Enrico . . 


» • • • 


111 


Ciardi Antonio 


» • • • 


111 


Ciardi Giuseppe 


• ■ • • 


305 


Ciardi-Duprè Antonino 


111, 


116 


Ciatti avv. Lorenzo .... 


• • • 


290 


Cibrario 




283 


Cicconi dott. Domenico 


• • • • 


262 


Cieoli 




113 


Cini dott. Bartolommeo 265, 


271 


Cini Giovanni Cosimo . 


> • • • 


54 


Ciofi Giovanni. 66, 207, 


215, 


365 


Cironi. Piero 


B • • • 


126 


Cirri Gustavo 


• • • • 


130 


Ci seri prof. Francesco 


Giu- 




seppe 66, 84, 


284, 


306 


CiveUi Antonio 27, 66, 


91, 


123, 


215, 365 






Clausse dott. Gustavo . 


• • • • 


283 


Clero prof. Mario 


• • • • 


291 


Cobden Riccardo . 234, 


256, 


257 


Cocchi prof. Agostino 


71, 


73> 


74, 282 






Cocchi prof. Igino .... 


336, 


339 


Cocci Carlo 




27 


Coli Maddalena. .• 


> • • • 


194 


Collacchioni nob. Marco 


• j» m 


67 



ColIaocliiMù nob, Maria, . . . 215 
177, 178 

105 

358 

. 89, 91, 

166, 356 

Comandoli 312 

C-omiiiitD 234 

Comparetti prof. Domenico 246, 

281 

Conmcci dott. Ettore 42 

Confalonicri can. Corrado . . 282 

Conigliani 295 

Oonaer J. Stanley .... 346, 346 

Consalvi card 283 

Conte prof. Lorenzo 65, 67 

Conti prof. Augusto... 71,172, 

22D, 234, 282 
Conti ammir. Augusto. .... 54 

Conti Angiolo 111,115 

Conti jirof. Tito 305 

Conti maestra Giulia 213 

Conti diuseppe 281 

Oonti-Carotti Paolina. . IW, 245 

Conti Massai Elena 194 

Copi)odò Carlo . 312 

Ooppini Adolfo 27 

Cop])oli Camiiillo 104 

Corazzi maestra Giulietta . . 242 
Corazzini avv. tì. Odoardo. 281, 

284 

Corcos prof. Vittorio . . 312 

Cordiori 337 

Corinti iirof, Corinto . . 182, 282 

Corradi dott. Cesare 66 

Correnti Cosare 240 

Corsi avv, Carlo 193 

Corsi prof. Giuseppe 174, 178, 

282 

Cflrsi ing. Lorenzo 271 

Corsi senat, Tommaso 184 

Corsini principessa Anna .. 171 



Corsini card. Neri 1 

Corsini princ. don Tommaso ; 
25, 27, 171, 180, 20.Ì, 2i 
283, 284, 287, 337 

marchesa 
] 

Corte Clemente. . 242, 343, S 

Cosci Cesare 

Coselschi Giuseppe S 

Cosimini Vincenzo 67, 

Cosimini Giov. -Batta 1 

Costa prof. Oreste 291, è 

CoBt» Pietro i 

Costabili march. Giovanni. . i 

Emilio .= 

Covoni conte Pier Fiiipi». . '^ 

Covoni Marco 1 

Crema David i 

Matilde, i 

. . 224, ^ 
Curadossi prof. Corrado. . . i 



Dainelli dott. (iiotto HH\) 

Dainelli gen. Luigi 81.'i 

Dalgas Gustavo 337, 33'J 

Dalla Volta prof. Eiccardo, 207, 

268, 269, 276 

D'Ancona Sansone 33<j 

D'Ancona prof. Cesare 27, 152, 

284, 332, 333 

Dandini Piero. .» 10-1 

282 

7;-t 

D'Angiolo prof. 312 

Danti prof. Eurico 19r> 



376 



IXDICK 



Da Passano march. Manfredo 281 
Davidsohn dott. Roberto. . . 281 

Dazzi Cammilla 245 

Dazzi Pietro. . 235, 240, 242, 244 

Dearberger J. H. . 345, 346 

De-Couttem Lodovico 305 

De Feis M. R. P. Leopoldo. 281 
De Ferrari Amedeo . . . 345, 346 
Degli Alessandri conte Carlo, 123 

Dèi Giov. Batta 279 

Do Johannis prof. Arturo 267, 

268, 269 
Del Badia Jodoco 111, 281, 284 
Del Beccare aw. Guido . . . 302 

Del Bene Benedetto 270 

Del Bono Clementina 171 

Del Conte Ferdinando 23 

Del Farla 283 

\ Del Fungo Carlo 13, 14 

* Del Greco prof. Giovaimi . . 302 

Del Guercio 269 

Della BeUa Giov. Batta. ... 323 
Del Lungo prof. Isidoro 172, 239, 

281, 284, 315 . 
Del Lungo dott. Guido .... 302 

Del Lungo 126 

Del Moro jìrof 314 

Del Moro prof. Luigi 179 

Del Nobolo Giuseppe 23 

De Lesa maestra Antonietta 214 

Del Sere Marco 27 

Del Soldato Didimo 130 

Del Soldato Dante 66 

De Mari march. Giov. Maria 351, 

352 

De Marinis .^63, 64 

De Meester (Giacomo Filippo 53 
Dòmidoff princii)essa Elena 223, 

227, 228, 231, 232 
Dòmidoff conto Anatolio, 220, 

221, 222, 224, 226, 229 
Dèmidoff conte Niccolò 219, 226 



Dèmidoff conte Paolo 220, 226, 

227, 229, 230 
Dèmidoff principe Paolo 13, 14^ 

349, 350, 351 
Deninger Edward . . . 345, 346 

De Notter prof. Giulio 207 

De Pazzi nob. Gino 351 

De Pazzi Pazzino 271 

De Pazzi 320 

De Pereyra dott. Leone. . . . 302 
De Rossi rag. Alessandro . . 323 
De-Rossi nob. Francesco. . . 351 

De-Sanctis Francesco 293 

Desloges 350 

De Stefani prof. Carlo 26^ 

De-Talevicht Giuseppe .... 13- 
De~Talevicht bar. Nicola . , 18- 

De Yalabregue barone 350 

De Vecchi prof. Domemco 254y 
271 

De Vecchi gen. Ezio 337 

Devoti Domingo 24(> 

De Vincenzi sen. Giusei)pe. 269 

De-Zerbi Rocco 293 

Di-Frassineto conte dott. Al- 
fredo 74 

Digny conte 168 

Diletti Stefano . ** 105 

Dini cap. Piero 271 

Di Reumont Alfredo ...... 283 

Di Seggiano baronessa .... 13 

Delfi Giuseppe 126, 127 

Delfi Guglielmo 130, 145 

Dolfin conte avv. Lamberto. 339 
Domongé i)rof. Giuseppe. 59, 64 
Dominici don. Benedetto . . 73 

Donati avv. Guido 27, 323 

Donati avv. Gustavo 357 

Dondoli rag. Raffaello. 193, 194 

Donnini Giuseppe 139 

Donnini prof. Luigi 27 

Donzollini dott. <iuglielmo . 84 



Dragoni prof. Francesco 
Dresaier prof. . . 



Ecchor (De) prof Alberto 290, 
■ 303 
Edlemann avv. Larlo 193 



Effremides prof. 
Erede prof. Giuseppe 



Fabiji prof. Fabio 308, 310, 312, 

314 
Fabbri ing. A. 337 

Fabbri Alfredo. Ili 

Fabbri avv. Carlo 46, 55, 320, 

321, 323 
Fabbri Bgisto Paolo 237, 239 
Fabbri avr. Gaetano 357 

Fabbricotti conte 337 

Fabbrini Anton Vincenzo 93 
Fabbroni Paolo. 104 

Fabbroni Adamo 270 

Fabbroni 353 254 

Fabrictrj- (De) . 283 

Fabrini degli Azzi conte 

Enrico 281 

Fabris (De) prof. EraUio. . . 179 

Faggioli Natale 130 

Fairman Dr. Edoardo. 165, Ititi 
Falaschi maestra Faustina. 213 

Falcini 35li 

Falcini Eugenio 122 

Falcioni 1S7 



ialdiprof Arturo 180 305, 30 

307 308, 310, dl2, 314 
Fallai Onstayo . i: 

Fallani Augusto I 

Falorsi prof Guido 1^*2, 21 
Fambri Paulo 2! 

Fancisti Emilio i: 

FanciuUi Oiovanni 3 

Fanfani prof Pietro 
Fanfani Ugo 1 

Fani Evaristo 

Fano prof GiuLo 3 

Cesare 3 
3 
Fantechi Pietro 2 

Fantoni 2 

Fantoni Giov TmceuEO 2 
Farina Eniilio 

Fannola Gentile marcii Paolo 
FaniUi maestra Ida 2 
Farulli prof Gustalo 9 
Fatichi notato Nemesio 3 
Fattori prof Giovanni 310, 3 
Favi Francesco 1 
Fazzi prof Arnaldo I 
Fedi Antonio I' 
Fedi 3 
izi Carlo i 
Fenzi Emanuele Orazio 3 
Lzi Sebastiano 337, 3 
Fera Saveno S2 
91 rari prof Prosiiero 2b7 2 
271), 297, 310 
Ferrari Corbelli conte Al- 
fonso 3 

rari maestra Enrichctta 2 
Ferraris 269, 3 

Ferretti M. B. C. Ixdovico 2 
Ferri Pasquale Nerino .... 2 

Ferrini signorino 3 

roni march. l'Itiildo 252. 2 



378 



i>'Dr*:E 



Fiacchi Enrico 27 

Fiacchi Luigi fClasior) 2S3 

Fiaschi Lodovico 172 

Fici sacerdote Lorenzo .... 98 
Finali ^jaspare. . 270, 329. 337 
Finocchietti conte Demetrio 177, 
17» 

Finzi Guglielmo 158 

Finzi aw. Moisè 152 

Fiorentini Angiolo 27 

Fior»^tti Iginio 366 

Focardi prof. O .312 

Fogazzaro professore 303 

Folli prof. Francesco. 305, 306 

Fontanelli professore 289 

Fomaciari prof. Raffaello. . 281, 
284 

Fomari 283 

Fortini Italo 319, 320 

Fortini a\'v. Luigi 84 

Fossi marchesa Giuseppina 194 

Fossi march. Giorgio 124 

Fossi prof. Paolo 312 

Fossombroni conte 252, 253, 283 

Franceschi -Marini F 274 

Franceschi aw. Roberto. . . 165 
Franceschi dott. Lavinio 165, 166 
Franceschi abate Giovanni 

Gualberto 249 

Franceschi Eugenio 145 

Franceschi Luisa 166 

F'rancoschi Lelio 273 

Franceschi Paolo 270 

Franceschini Pietro 316 

Francos(5hini 273 

Francesco prof. aw. Augu- 
sto 246 

Franchotti prof. Augusto 152, 186, 
243, 244, 245, 246, 265, 269, 
*J76, 281, 289, 296, 297, 315 

Francliotti Cesare 327 

Franchotti Eleonora 245 



Franchetti barone Giulio 17S. l^j. 

245 
Franci Don Filippo. . 16. 17. 1>> 

Franci Raffaello 13f> 

Francia Ettore 2^ 

Francini Luigi .36*> 

Francini Ippolito 16. 2<> 

Francioni Antonio .... 130. 145 

Franciosi Giovanni 293 

Francolini ing. Felice 123, 262. 

264, 267 

Francolini ing. Adelchi 111 

Frangi Cesare 13«> 

Franzoni march. Domingo . 292 

Fraschetti dott. Giulio 4^ 

Fraschetti ing. Desiderio 282 

Fraschetti Giuseppe 185 

Frati prof. Angiolo 245 

Fraticelli 2S3 

Frigeri 305 

Frosini Edoardo 130 

Frullani Leonardo 167 

Frulli prof. Luigi 365 

Frullini Teresa 194 

Frullini prof. Luigi. . . 177, 178 

Fucini prof. Renato 303 

Fusi Emilio 273^ 

Fusi ing. Luigi 35 



G 



(Gabrielli maestra Carolina. 206 

Gadda Giuseppe 33 

Gaeta aw. Pietro .... IH, 116 

Gaiani Egisto 178 

Galanti ing. Oreste 139 

Galducci prof. Adolfo. . 244, 3m 

Galeassi Luigi 130 

Galeotti Maria 237 

Galeotti senat. Leopoldo. . . 1 78 
Galletti eonte Paolo 282 



INDICE 



379 



Oalli 310, 312 

(lalli conte 350 

Gamba conte Ippolito 273 

Gamberini Gioacchino 308, 312, 

315 
Gambuggiani Lorenzo ..... 103 
Gandolfi prof. Riccardo .... 281 

Garelli Aristide 54 

Gargini Ercole 130 

Garibaldi gen. Giuseppe 137, 140 

Garinei Michele 308 

Garzoni - Venturi marchese 

Paolo 272, 274, 275 

Gasperini 349 

Gattai Leopoldo 185 

Gatteschi dottor Federico 166, 

302 

(ratteschi Gattesco 193 

Gazzeri dott. Giuseppe 271 

(jeimonaty •. . 127 

Gelati prof. Lorenzo 310 

Gelli prof. Edoardo 305, 308,310, 

312 

Gemmi maestra Maria 213 

Gengaroli Ido 145 

(jennaioli prof. Leopoldo 227, 

231, 232 
Gennarelli prof. Achille. . . . 282 

Gerbi Vittoria 245 

Geri Giovanni 255 

Gerini march. Antonio. . 34, 78 
Gherardesca (Della) conte 

Guido. 271 

Gherardesca (DeUa) contessa 

Giuseppina 215 

Ghorardi Alessandro . . 281, 284 
Gherardini prof. Gherardo. . 282 

Gheri Giuseppe 120 

Ghignoni P. Alessandro. . . 282 

(jhislieri Francesco 98 

Giachetti avv. Carlo ..... 246 
Giachetti ragioniere Giulio 



Cesare 315, 319, 320, 321, 

322, 323, 324, 325 

Giachi Ettore... 312 

Giammattei- Cosci Carlo . . . 282 

Giandotti Arturo 301 

Giannecchini Don Silvestro 233 

Giannelli Ferruccio 139 

GianneUi Natale 139 

Gianni Carlo 20 

Giannini Tito 145 

Giannitrapani colonnello D. 200 
Gianturco prof. Emanuele . 314 

Giarrè prof. Carlo 124 

Gì arre Massimiliano 289 

Giarrò Billi Marianna. 80, 194, 

215, 239 

Giazotto Carlo 51, 55 

Gigli dottor Leonardo 302 

Giglioli prof. Enrico H 200 

Giglioli dottore 166 

Gigliucci conte Mario 282 

Ginori Tommaso 102 

Ginori- Conti principe Piero 91, 

210. 212, 2-14, 215, 216 
Ginori Lisci marchese Carlo 123, 

198, 210, 339, 363, 365 
Ginori-Lisci march. Lorenzo 91, 

273, 328, 336 
Gioberti Vincenzo .... 257, 270 
Gioii prof. Francesco . 309, 310 

312 

Giordani Pietro 283 

Giordano ing. Felice. . 335, 337 

Giorgetti Alceste 281 

Giorgetti Silverio. 23 

Giorgi Luigi 305 

Giorgieri dott. Carlo . . 42, 302 

Giorgietti Gioacchino 142 

Giovani canonico Pietro . . . 270 
Giovannetti Leonida. . . 74, 196 
Giovannini Emma .. . 291, 295 
Gio vannini Giaele 171 



380 



LVDrCE 



GìoTanninì mons. Attilio 83, 314 

Oiovannini Zanohi 300 

Oiovaiuiozzi P, .prof. Oio- 

vanni 281 

GioTannozzi Pasquale ..... 27 

Giubbetti Fulvio 107 

Giuliani prof. Carlo 200 

Giuliani Gio. Battista ... . 283 

Giuliani 172 

Giuntini priore Guido 272, 273 

Giuntini Giuseppe 271 

Glisenti Achille 305 

Gloag Carlo 136 

Gobbo Carlo 366 

Golfarelli prof. Innocenzo 268, 
269 

Gondi march. Carlo 271 

Gonella - Clavarini Assunta 
291, 295. 

rjonin Augusto . . 320, 321 

Gordigiani prof. Michele. . . 305 

Gori .Agostino 78 

Gori Domenico Ili 

Gori Giovanni 327 

fiori 262 

Gori dott. Anton Francesco 

279, 280 
Gori l^mnilini conte Augu- 
sto 273 

<Jotlieb-Gedalix barone .... 13 

Gotti prof. Aurelio 270 

Gozzini Oreste 145 

<Jranacci Francesco 104 

(irati avv. Artidoro 346 

<irazzi prof. Vittorio 302 

Grazzini Ciiuseppa 194 

<ìrazzini Jacopo 126 

(ìroco Fedele 56 

(ìremigni prof. Michele.... 84 

(Jriffini sonatore 260 

Grilli Goffredo 308, 312 

Grilli Marcitilo 332 



Grimaldi Bernardino 260 

Grocco prof. Pietro 159, 166 

Grottanelli conte Lorenzo 246. 

281 

Guala avv. Carlo 143. 324 

Gnalberti Livia Barbara 95 

Guarducci S. Baldassarre . , 271 

Guarini prof. Enrioo 310 

Guamieri Enrico 130 

Guamieri dott. Pietro 302 

Guastalla Marco 17^ 

Guasti Cesare 283, 285, 286. 287 

Gucci Gaetano 105 

Guerrini Fortunato 301 

Guerrini Rag. Gino 84 

Guicciardini conte Frances-» 246, 

261, 267, 282 
Guicciardini contessa Fran- 

key 194, 195 

Guicciardini contessa Luisa 80 
Guicciardini conte Carlo . . . 165 
Guidetti prof. Dario 180, 186, 

231, 282, 307, 309, 310, 311, 

313, 314 
Guidetti prof. Enrico, 123. 231 

Guidetti Enrico 2a7, 297 

Guidetti Enrico 323 

Guidetti colonnello 339 

Guidetti Biagini Enrichetta 165 
Guzzardi prof. Giuseppe 305, 308, 

311, 317 



Hall Alfredo 292 

Haskard AVilliam 92 

Heinrisch prof. 291 

Hillebrand Carlo 289, 292 

HoUiger Giovanni 273 

Hudson Sir James G. C. B. 344 

Huntington M.me 166 

Huntington H. G 344 



INDICE 



381 



Incontri marchese Carlo ... 25 

Incontri marchese Guido. . . 54 

Incontri march. Lodovico . . 351 

Innocenti Giovanni 142 

Ioni avv. Lamberto 301 

J 

Jordan 283 



Ker Innes Sir John . . 344, 346 

Kionerk prof. Giorgio 312 

Kiffert prof 291 

Knowlys Eov. A. A 346 



Lagum'na M. Bmrtolommeo. 283 

Lalli prof. Averardo 207 

La-Marmora Gen. Alfonso 13, 

14, 290 
Lamberti avv. Lamberto. . . 94 
Lambruschini Giuseppe ... 271 
Lambruschini abate Eaffaello 256, 

257, 263, 271 
Lambruschini senatore. 169, 277 

Lami Giovanni 283 

Lami abate 248 

Lami Virginia 291 

Landau (De) Horace 344 

Landi Emilio .... 363, 364, 365 

Laudi Zulimo 130 

Landini Placido 08, 103 

Landini Enrico 207 

Lanfredini Cesare 126 

La Porre di Eoo 321 



Lapi prof. Giuseppe 56 

Lapi Giovanni 249 

Larderell (De) eonte 263 

Larderell (De) contessa Elisa 55 
Laschi maestra Giuseppina. 213 
Lasinio prof. Fausto. . . 281, 284 

Lasti'i proposto 252 

Lawley Roberto 273 

Lazzerini prof. Alessandro. 308 

Le Due prof 291 

Lega prof. Silvestro 310 

Lemmi ing. Emilio 297 

Lemon prof. Silvestro 310 

Le Mounier prof. Felice. ... 291 

Lenci ing. Giuseppe 215 

Lenzoni Ottaviano 351 

Leoncini Pasquale 178 

Leoni maestro Venceslao . . 206 
Ixìssi prof. Tito 305, 307, 309, 310 
Levantini-Pioroni Giuseppe. 281 

Leverà Annibale 178 

Levi Angiolo Federigo. 178, 362 

Levi dott. Giacomo 159 

Levi Eugenia 291 

Levi dott. Giuseppe 157, 158, 160 

Levi dott. Ernesto 315 

IjOvì barone Giorgio 152 

Levi David.. 158 

Levi Luigi 310 

Lovi-Scander barone Adolfo 59, 
205. 

Levy Alberto 215 

Lewemborg (de) barone 350 

Lidner prof. Edmondo 291 

Light H. S 343, 344 

Linaker prof. Arturo, 15, 82, 84, 
281, 301, 303. 

Lolli prof. Giacomo 182 

Lombardi Achille 339 

Lombardi prof. Antonio ... 300 

Loria dott. Lamberto 200 

Lorenzi Silvestro 270 



210. 



fMIorìngììi della Stufa mar- 

I-oneringhi della Stufe mor- 

L-hcsa Bianca lOff, 

Luwhetti 

I.uchini Ken. Edoardo 

Luinani Luciano 

T^i;ii Medaldo 

Lui^tmi Vittorio 

Luisadn dott. Ezio 

Lumac'hi avv. Alfredo., ili, 

Luniaehi fiiiiscpiw. . 67, b4, 

2X1} 

Lunihroso Erich 313 

Lunardi Giuseppe 185 

LuscmadiCampiglionooonte 

Enrico 55 

Liisini prof. Enrico. . . 183, 180. 

282, 312 

r.iistij,' prof. AJessHndro 303 

LHi!;iiitti Carlo 327 



MmMinti Effisto 210 

Mai;i'iò prof. Demostene . , . 281 

Maodougall rov. J. K 34fi 

Maggi conte Alfredo 54 

Maiano (da) Benedetta .... 104 

M^iorfi ing. Miehelangiolo lOfJ, 

223, 228 

Malagoli GiUMoppc 31!J 

Malcnehini Alessandro 302 

marchesa 

Urolina 216 

(jaetano. 84, 215 

?«W,?SdMS. . 198, 199 

^ig , . . 145, 184 
Miiiuiani Tercnzio. .. 169,172, 

■lU. 2t)3 . 



Mancini prof. Emilio 308, 309, 313 

Manetti Teresa 194 

Uanetti dott. Saverio. . 248, 249 

Manfredi Bcn. G 300 

Mannelli Riccardi marchese 

Guido 351 

Munni Domenico Maria 248, 279 
Manni F. prof. Giusep|>e. , . 281 

Manno barone 283 

Mannozzi Torini Simone . . . 272 
Paolo.... 331 
Manuzzi almte Giuseppe. 69, 283 
Manzini Pietro. . . 319, 320, 321 
Marapghi CJabriello 134, 142, 145 
Marangoni prof. Carlo. 268, 269, 

303 

Maraschini Giuseppe 305 

Marcacci dott. Giorgio 302 

Marchese amm. Carlo 57 

Marchese Paolo 5ft 

Manihesini Niccolò 126 

Marchesini dott. Umberto.. 281 

166 

Marohcttini ing. Natalo 27, 33 

Marchi prof. Girolamo 35 

Marchi prof. Pietro . . . 264, 272 
. 180, 

311, 312,315 

Marcolini Emma 24i> 

Marconcini Ijeopoldo 27 

Marconi Guglielmo 303 

Harcotti avv, Giuseppe 282 

Marcucci prof. Emilio 313 

A. S. Rab- , 

bino Maggiore 158 

271 

Mariani Antonio 178 

Marinelli Damiano 337 

Marinelli prof. Giovanni 199, 301 

Marini Cleomone 186 

Marietti Marziale 301 

Marietti signorina 302 



Marmi Giacinto 

Maroni D. I. Eabbino magg 

Marquez prof,. . 

Marsh 

Marenesi dott. Achille 
Martelli arch. Oiuseppe 

Martelli 

Martelli dott. , . 
Martelli prof. Diego 
Martelli prof. Lodovico 345 

Martellini 

Martelloni Ernesta 
Martinetti Oiuseppe 

Gabriele 
Martini Isolina . 
Martini rag. Andrej 
Martini (iinseppe 
Martini arcivescovo Antonio : 
Miirfini Giovanni 
Martini Leopoldo 

Marzi dott. Demetrio i 

Harzuoclii prof. Colso 257 . 

Masi, prof. Emosto 172 282,2 



Masini avv. Ennco 200 

Masini dott. Marco 302 

Massani prof. Pompeo 30o 310 

312 

Masson Luigi . . 271 

Mattei F. Santi 283 

Mattolini OroRte 3G6 

Mattolini prof. Adolfo 30o 309 

310, 311 

Matozzi Giuseppe Ì30 

Matucoi dott, Gualbei-to 78 

Giorgio 55 

Jenny 5o 

Mazzanti prof. Riccardo 309 316 



Mazzoi Zambrino 



Mazzi dott. Curzio 
Mazzi Gioacchino 
Mazzini Masi-imiliano 267 . 

LI Giuseppe 127, 137 
Mazzoni prof Emilio 
Mazzoni prof Guido 



245 Mazzoni ì ir 



Mechen prof Egitto 

Medici prof Uldengo 281, , 

Meeks 

Francesco 



Melimi generilo 
Menabuoi Gaspei* 



MercJntcUi mnoBtra Matilde 
Mercantelli maestra Bianca 
Mcrcatelli BafFaello 
Merci aw Cesare 207 246 
Messaglia Mario 

I Messeri Vincenzo 

. Metastasio Fiotio 
Michelacci prof Augusto 33, 

I Michelagnoii dott 
MichelagDoli canomco 
Micheli prof Alberto 
Michehni maestra Annita 

MlgllK.» 

I Migliorati mai eh LlonndJ 



194 



Milani P Adriano Liugi 281 
Milli dott 166 

Milon de Terrajllon Teodoro 54 
Mmghetti Mireo 234 



384 



INDICE 



Minghi Lorenzo 145, 301 

Mini maestro Corrado 207 

Minocchi dott. Salvatore . . . 281 
Minacci Ùel Rosso Paolo. . 281 
284 

Minuti dottor Alfonso 166 

Minuti Luigi 125, 138, 139, 140, 

142, 145 
Minuti Giuseppe ..... 134, 145 
Mirenda magg. Calogero 84, 301 

MocaU dott. Vittorio 302 

Modigliani Elia 158 

Modigliani dott. Elio 200 

Modigliani dott. Leone .... 245 
Modigliani dott. Gino. . 123, 159 
Modigliani G. uff. Angelo 74, 152, 

159, 210, 215 
Modigliani Rossi Angelo . . . 246 
Modigliani Rossi Eveliiia. . . 245 
Modigliano prof. Eugenio 89, 91, 
214, 215 

Moggi Giovanni 134, 142 

Monaco Luigi 56 

Mondolfi David 152 

Mondolfi Lodovico 220 

Montagliari marchesa Eme- 

nestina 80, 215 

Montagliari marchese Gio- 
vanni 123, 211, 246 

Montanelli prof. Giuseppe . 127 
Montelatici Don Ubaldo 247, 248, 
249, 250, 275 

Monti prof. Niccola 356 

Monti Riccardo 130 

Moorc mons. C. H , 346 

Morandini ing. Giovanni . . 336 
Morando don Giuseppe.... Ili 

Morelli avv. Guido 282 

Morelli 48 

Morelli ing. Gaetano 308 

Morelli Ranieri 323 

Morena Abele 277 



Moreni aw. Giuseppe 123 

Moreni Domenico \ 283 

Moretti Michele 23 

Mori Emesto 55, 211, 365 

Mori prof. Attilio 197, 200 

Mori Ubaldini conte Mario. . 273 

Morici prof. Medardo 301 

Morin amm. Costantino. ... 54 

Moro prof. Ferruccio 312 

Moroni Gioacchino 130 

Morosi Emilia 194 

Morosi Eleonora 194 

Morosi don Dario Ili 

Moscadi Adolfo 142, 145 

Moullin Agostina 171 

Mozzara Giovanni 56 

Mozzi conte Piero ........ 219 

Mugnaini don umilio Ili 

Mugnaioni Mariano 130, 142, 145 

Miiller 283 

Muratori Antonio 285 

Muratori avv. Angelo 363 

Mussatti Gioacchino 159 

Mya prof. Giuseppe 67, 166, 302 
Muzzioli prof. Giovanni 305, 308, 
310, 312, 314, 315 

N 

Nagliati ing. Gaspare 207 

Nahmias prof 291 

Naldini maestro Raffaello . . 206 

Nannini 230 

Nannoni prof 41 

Nannoni Adolfo 145 

Nardi Gustavo 130, 145 

Nardi abate Giov. Batta . . . 279 

Nardi maestra Baldasserina. 206 

Nardini Arnolfo 145 

NaviUe 234 

Nencioni prof. Enrico 172, 284, 
, 293 



INDICE 



385. 



Neri -Badia Giovanni 252 

Neroni Giuseppe 279 

Nesti Giulia 205 

Nesti dott. Leopoldo. 71, 74, 207 

Nesti Romualdo 104 

Niccolini march. Luigi .... 310 
Nicoolini march. Ippolito 52, 357 
Niccolini march. Giorgio 27, 54, 

180, 207, 215, 365 
Niccolini march. Rodolfo. . . 350 
Niccolini march. Carlo .... 351 

Nidiaci Egisto Ili, 115 

Nobili aw. Niccolò 33, 268, 363 
Norsa Alessandro 204, 207, 282, 

301 

Nosei prof. Giuseppe 282 

Nunes-Vais Italo , 312 

Nunziati Luigi 232, 366 



Oberlé prof. Mario 245 

Oberlé-Pierrel prof 291 

Oberlé Bianche 302 

Oberti prof. 200 

Olivetti Nino 152 

Orefice Giusei)pe 158 

Orefice ing. Ermanno 246 

Orefici dott. U 166 

Origo march. Clemente 346 

Orlandini Carlo Alberto . . . 207 

Orlando Giuseppe 54 

Orlando Rosolino 54 

Orpellai Filippo 95 

Orsi Leopoldo 145 

Orsi Carlo.. 305 

Orsini Francesco conte di 

Rosemberg. . . 249, 252, 275 

Orsini arciv. Rinaldo. 103 

Orvieto Abramo: 158, 159 

Orvieto Leone 159 



Paciarelli ing. Giovanni . . , 308- 

Pacifici Giuseppe , 158- 

Pacini Santi 105- 

Pacini prof. Carlo 282^ 

Pacini don Giovanni , 194 

Padoa dott. Gustavo 84 

Padoa Vittorio 358- 

Padovani Angiolo 362 

Paganini mons 114 

Paget lady W 16a 

Paggi Felice 241 

Paggi dott. Cesare 158 

Paggi Adolfo 313 

Pagliai prof. Arturo . . 308, 309 

Pagni Giuseppe 265 

Pagnini dott. Francesco . . . 270- 

Palazzi Elmo 185- 

Palma di Cesnola conte Ales- 
sandro 282 

Pampaloni avv. Temistocle. 282 

Panattoni aw. Enrico 245- 

Pancani Luigi 301 

Pancia ti chi Francesco 282" 

Panciatichi march. Ferdi- 
nando 327 

Pandolfini contessa Beatrice 216 

Panerai Napoleone 84 

Panerai prof. Ruggero 312 

Panzacchi prof. Enrico .... 314 

Panzani Ettore 215- 

Paoletti prof. Egisto 207 

Paoletti Gaspero .... * 173- 

Paoli Leopoldo 27 

Paolini avv. Aldobrando 255, 271^ 
272 

Papa prof. Pasquale 282 

Papi (riuscppe 105 

Papini ing. Carlo . . 73, 74, 36.5 

Paradisi Enrico 126- 



386 



INDICE 



Paradiso Santi 302 

Paravia G. B 241, 245 

Parenti Ottavio 27, 65, 66, 77, 
80, 83, 84 

Parenti colonn. Dante 54 

Parenti Attilio 366 

Parigi Giulio 173 

Parigi avv. Guido 358 

Parlatore prof. Filippo 327 

Parise prof. Pietro 89 

Parodi prof. Ernesto Giaco- 
mo 282 

Parrini prof. Ciuseppe 305 

Pascolato Alessandro 243 

Pasqui Alessandro 282 

Passaglia prof. Augusto. ... 182 

Passerini Arturo 203 

Passerini conte prof. Napo- 
leone 266, 267, 268, 269, 271, 
273, 274 
Passerini conte G. Luigi 282, 283 

Pavan Antonio 178 

Pavolini Cesare 301 

Pazzagli prof. Desiderio 237, 244 

245 
Pazzi (De) Giovan Girolamo 279, 
280, 286 

Pearsall Harold 271 

Pegna dott. Enrico 67, 82, 84, 
365 

Pegna notare Guido 244 

Pegna Cesare 159, 362 

Pegna avv. Mario 302 

Pegna Giulio 152, 158, 210, 215, 
365 

Pelacani Adolfo 120, 124 

Pelli-Fabbroni Giuseppe 169, 170, 

263, 264 
PeUion dott. Vittorio. . 269, 274 

Pendini Ugo 310 

Pendola prof 283 

Pennesi prof 201 



Penni magg. Adriano 207 

Péon (De) y di Regil Maria 194, 

196 

Pera prof. Francesco 282 

Perales magg. Francesco. . . 323 

Perazzi Costantino 336 

Peri Carlo. ... 9, 14, 15, 20, 33 

Perini cap. RuffiUo 297 

Perrone Compagni march. 

Ranieri 27 

Perrucchetti gen. Giuseppe. 282 

Peruzzi Donna Emilia 296 

Peruzzi Ubaldino 71, 184, 185, 

258, 265, 266, 283, 289, 290, 

294, 296, 336, 337 

Peruzzi Vincenzo 168 

Peruzzi Cosimo 171 

Peruzzi Binde Simone 279 

Peruzzi de' Medici marchesa 

Editta 166 

Pescetti avv. Giuseppe .... 302 
Pestalozza prof. Emesto 165, 166 

Pestellini Giuseppe 66 

Pestellini avv. Ippolito 266, 269, 

276 

Pestellini prof. Enrico 305 

Petrovitch-Armis bar. Teo- 
doro 13 

Peyron Giuseppe 336, 339 

Philipson Giannina 78 

Philipson ing. Edoardo 67, 152, 

246 

Piani Paolo 301 

Piazzesi Pietro 126 

Piazzini Anton Maria . 279, 280 

Fichi ing. Tito 245 

Piccini Luigi 139 

Piccini Francesco 126, 127 

Piccini avv. Giovanni 34, 35, 

302, 345, 346 
Piccioli-Poggiali liOrenzo 66, 301 
Piccolomini marchesa Maria 123 



INDICE 



387 



Piemontese can. Guasco . . . 249 

Piemontini 105 

Pieragnoli dott. Enrico 231, 233, 

301 

Pierantoni prof. 303 

Pierazzuoli avv. Antonio. . * 82 

Pieri dott. Antonio 124 

Pierini Silvio 365 

Pierucci conte 249 

Pietrabissa Elisa 171 

Pietrasanta aw. Luigi ... 84 

Pigli Giuseppe 194 

Pignotti Narciso 130, 139, 142 

145 

Pillot Anna 55 

Pimenoff prof. 291 

Pimpinelli ing. Vittorio . . . 357 

Pini Ranieri 331 

Pinto Emanuel^ 346 

Pinucci Tebaldo 231, 365 

Piqué Alessandro 323 

Piqué rag. Ugo 323 

Piqué Pietro 323 

Pisani Archimede 115 

Pistelli P. prof. Ermenegildo 282 

Pitti Lorenzo di Buonaccorso 102 

Plundre Jenny Marion 171 

Poccetti Bernardino 104 

Poccianti Pasquali 174 

Podestà bar. Bartolommeo . 282 
Poggi prof. Giuseppe 120, 123, 

179, 262, 266, 283 
Poggi senatore Enrico 258, 259, 

262, 283 

Poncti Sebastiano 27 

Poniatowshy principe 349, 350, 

351, 355, 357 

Ponticelli Guglielmo 272 

Ponticelli ing. Alfredo. . . 67, 84 

Pons (De) Giorgio 211 

Pozzolini gen. Giorgio 200, 201, 

211, 282, 322 



Prandi Ribighini Amalia. . . 216 

Pratesi maestra Elisa 237 

Pratesi maestra Giulia .... 206 

Pratesi magg. Luigi 301 

Pratesi Carlo 27 

Prato Raffaello 15S 

Procacci Pietro •. . . . 268 

Procacci prof. Giovanni .... 293 

Prosperi dott. Osio 42, 165 

Pucci Angelo 331, 332, 333 

Pucci marchesa Barbara ... 216 

Pucci Attilio 329 

Pucci march. Roberto 249, 278, 

350 

Pucci prof. Gustavo 29, 34, 38, 

42 

Puccinelli Antonio 119 

Puccioni aw. Piero 15, 33 

Puccioni avv. Mario 66 

Puccioni prof. Olinto 312 

Ruini prof. Carlo 282 

Puliti ing. Leopoldo 271 

Puritz dott. Giacomo 67 

Purtscheller Ludwig 337 

Q 

Querci notare Carlo 358 

Quercioli dott. Carlo ... 84, 323 

Quercioli Guido 323 



Racchia amm. Alberto. . . 47, 56 

Raddi Giuseppe 255 

Ragionieri Giuseppe 333 

Ragionieri dott. Attilio .... 333 

Rahe Alfredo 345, 346 

Rajna prof. Pio . . 171, 172, 282 

Ram Steijhcn 344 

Ramorino prof. Felice 291 



Kapi Cosai-o 82, 84 

Kiisi jirof. Luigi 303 

Havù 8VV. liuido ;i(iy, 366 

Kavazzini Ettore 145 

KcgaUa prof. Ettore 200 

}{4.-i(;hlÌn haronfi Feliw. . , . 204 

Kcpctti Einnnuclc 2SS 

Bibustìtti Eiigrnio 'i'iV 

KiuaiiOli baronCHSB Anna . . . 272 
Ricasoli barouo Bcttìuo 184, 258, 

263, a27, 336 
Kioasoli gen. Vinoenzo .... 332 
Kicaaoli-Fìridolfi liiironessa 

Giuliana 80, l'J4. 195 

liiirone Gio- 
vanni. . 14, 78, 80, 122, 123, 
160, 184, 193, 270, 273 

Kitfi (jiusoiipo 270 

Kiijci Pio 305, 309 

Kioci march. Matteo. . 292, 294, 
290 

Rieci (de) Lapo 256 

Kiccìardi Ottavio 279 

Hicheuouri conte Emanuele 39, 

248 

KidolH murcti. Cosimo 256, 257. 

258. 203, 268, 271, 272, 273, 

275, 270, 277, 283, 346, 351 

Kidolfi march. Niucolò 124, 169, 

201, 276, 327, 333 
Itìdolftniareh.fiiov. Batta.. 333 
]{ÌdoUi march. Uarlu... 240, 333 

itidoifi |irof. Eurìro 282 

Kidolti march. lìiulin 160 

Kidolli iiinivh. Luigi ... 34. 263, 
275. 277. 282 

Kioiti prof. Arturo 310 

Kigutini prof, (iiuseppc. . . 282 
Kimiiii (iiov. llatta. . . ;!36, 339 

Kìsaliti (ÌLUs<^ji|>e 130 

Bistori oun. liiov. Battisti) 2^12, 
284 



Ri%-alta prof. Augusto 314 

Kivani Alessandro. . . . 285, 286 
Rocohi Giuseppe . 305, 307, 310 



... 305 
Baf&ello. .. 180. 

25* affi 

126 

Romoli Vittorio 297 

Eomoli Qiov. Battista 45 

Ronchetti Scipione 304 

Ronchi Pietro 27 

107 

.... 282 

312 

... 64,66 
Rosignoli prof. Vincenzo 182, 309 
Rospigliosi principe Giuseppe 252, 

Rossallì.. .' 283 

Rosselli Olga 55 

Rosiselli Sabatino 159 

RosscUi Pellegrino 152, 158. 159 
Francesco 180, 

240, 269 
Rossi senat. .Ucssandre 259, 265 
Rossi dott. Umberto... 179, 181 

Rossini dott. Attilio * 358 

IS 282 

Rostering. Giaoomo74, 329, 331, 

333 

Giuseppe. . 351 

323 

Ruliieri Ermolao 204 

Rucellai donna Lavinia. . . . 280 

Rucelliii I liuseppo 168 

Rumbold 'William 344 

Rus|iolÌ Boadilla marcbosa 

Emilia 210 



INDICE 



389 



Sabatolli 283 

Sabatior conte 273 

Sabatini dott ;. . 166 

Sabatini Italo 309 

Saccardi Stella 194 

Sacco dott. Luigi 40 

Sacconi prof. Torello 282 

Sacher Von Edoardo 183 

Saffi Aurelio 140, 141 

Saint-Bon amm 47, 56 

Salari ing. Tito 245 

Salimbeni-Vivai march. P. 273 

Salmon dott. Alberto ...... 302 

Salsa colonn. Antonio 84 

Salvagnoli Antonio 263, 272, 327 

Salvagnoli Vincenzo 257 

Salvestri (1 283 

Salviati Jacopo 102 

Salvini prof. Mario 309, 333, 365, 
366 

Salvini (xirolamo 301 

Sampaolo prof. Ettore. .... 237 

Sanesi Emilio. . 305 

Sani G 130 

Sanminiatelli Donato 119 

Sansoni Giov. Batta 297 

Sansoni Angiolina - . . 55 

Santarelli prof. Giorgio. 365, 366 

Santarelli prof. Emilio. 268, 327 

Santerelli G. A 283 

Santini prof. Pieti'o 282 

Sarchiani 254 

Sardo Augusto 211 

Sarri Egisto 312 

Sarti 356 

Sartini i)rof. Vincenzo .... 282 

Sartoni Albertina 245 

Sassetti maestro Benvenuto. 206 

Savi prof. Paolo. 255, 262, 283 

Istituzioni Fiorentine 



Savini prof. ............ 291 

Savio barone Federigo .... 336 

Savorani Masaniello 130 

Sbaragli maestra Nella .... 207 
Sbigoli prof. Ferdinando. . . 282 

Sbigoli Ruggero 184 

Scaletti Alfonso "... 145 

Scappucci avv. Carlo ^123 

Scarlatti Scarlatto 102 

Scarselli Adolfo 312 

Scerbo prof. ab. Francesco. 282 

Schaifgotsche Rosalia 171 

Scheggi Arturo 145 

Schmitz Carlo ... 327 

Schuhmann prof. 291 

Schwicker Adolfo 312 

Scloi>is Federico 283 

Scoti prof. Paolo 194 

Scubert Clara 294 

Scutellari dott. Ludovico . . 39 

Segoni Alcide 305 

Selicorni avv. Luigi 301 

Sella Giov. Batta 319, 321 

Sella Quintino 335, 338 

Selle ing. Giuseppe 237 

Senigaglia avv. Bruto .. . 152 

Sensini prof 200 

Sercelli Oreste 312 

Sernesi prof. Giuseppe 244, 245 
Ser ristori contessa Ortensia. 80, 

216 
Serristori conte Umberto. 78, 231 

Sestini dott. Sostino 34 

Sestini Fausto 262, 267 

Sindici prof 303 

Sidney Sennino dott 290 

Signorini rag. Paolo. 27, 74, 358 
Signorini maestra Bertii . . . 214 

Signorini prof. G 301 

Signorini prof. Telemaco. . . 310 

Signorini Alfredo 333 

Signorini Egisto 27 

25 



300 



CTDICE 



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S^^rhi prof, kiìff-AfAlo ::5» '*.i 

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Spighi in^, O-^^re. :>»>». ^^>». ;>L"5 
jyii*ari;il.ipi 'ion F'jìoIo. . . . 1^- 

.Smmoli Etìi'iio . 13i'j 

S^';fan"--lli prof. [*i--rrro. 1I>>. -3». 

•JT^i. 282. 284 
Sfi^»^le^T -rav. Frederit. 344. 345. 

34»^; 

StoI>7»ine du'-a Nioola 13 

Stopparli ah 172. 2!>3 

Sfroorrhi r>ionigi 283 

StrornFi^ili prof. f*K-tro. 282. 20<> 
Strozzi princi[leF^'rrliQan•lo, 351 
Strozzi diK;a Ixjth^' 45. 4^). 51. 

55, 01 
Strozzi princif»^;"='<a -\ntonif't- 

ta 48 

Strozzi pnnoipe F^iero. 34^>. 351. 

Strozzi duchf'ssa Maria Cle- 

m^jntina 171. 104. V.}*'> 

Strozzi ^rtjjcciardmi oontf'<;sa 

Ijiji>a ì^'ì*') 

Stnif*^-ni suor Vinc^mz;!. ... 78 

SjifK-rhi dott. r.uigi 3<>2 

Supino prof. Igino 180, 282 



-iL- I 



>»L>ii:iL .\.>s.-aiiiLr.i •■»» 

T.ipai-r.ni -**ti- ÌLip**« l'i**. 172. 

T;ui'i»*i i-irt. • r-....vufiiinn 257. 2f)— 

T.iii»:*^'. • r: L-^pp^ l-il» 

T:iiLli: ' ►♦[•■ari». ->4 

T.ifan: r-r, A>ssimir^ 4li 

T.ll;iail«-fi «TiTL^pipt* .... 2r] 

rzini^-urn: pn-r. Aj:Tiiud.o S^JÓ, 

T.ir.i *'ri\i^\:.rjf^ 301 

T.innu't;!. F-rÌ;!i;tnii» 2H 

Tanai^i B»^niiinio 2S3 

Tanzi pp-'C- Ecui^nio . SD. 'Jl 

Tiir-hiar.! P^rr- LMj 

Tarrioci •[••rr. Eii«"-ani»> . . 42. -S4 
Tarsi^MiL -io-tt. «n"} vanni. . . . ITj 
Targiom-Tozzem prof". A'i^lró 27<i, 

282 
Tarirl»">ni-Tozzetti prof. Anùi- 

nx'i o.t 

Tarsioni-Tozzem 4aCt. «tìo- 

vanni 31>. 24S. 24i^ 

Tar^ioni-Tozzetti <>!:tavio. . 253 

Tartairii r»i«>v [♦?»:) 1 II 

Tartini Ferìimmdo Ili 

Tarulfì tV^are 271. 273. 274. 27»5 

Tanitfi gen. Dante >)7. 84 

Tihihatch«^ff Pietr»3 2VK» 

Teii»^:'hi dott 43 

T.^U^^?hi Regnato 312 

T^'loni prof. Bruto 2S2 

T^-mi»e>ti Armida im 

Tt^mf»estini Fili[»i»^ . 3^>5 

T*^mj»^tini <!'arlo lt*t>. Ili 

Tempi march. Luigi 211» 

Temple-I>^ad^'r I^uisa 73 

T«^mple-I>ader (Giovanni 73. 215. 

>2. 337 

Testi prof. Alfonso 21>1 

Testi prof. Paolo 308 



INDICE 



391 



Thouar Pietro 20, 283 

Thurnheer de Vigior Maria 291 
Thurnheer prof. Giovanni . 291 

Tigri prof. G 338 

Tito (Di) Santi . . 104 

Tocco prof. Felice. 282 

Tedesco Elio 310 

Toledano Teofilo 291, 292, 297 
Telomei march. Giacomo. . . 357 

Tommaseo Niccolò 283 

Topi Egidio 130 

Tordi dott. Domenico 283 

Torelli prof. Vieri 244 

Tomabene Francesco . 203 

Tornabuoni Filippo 102 

Torracchi dott. Luigi ..... 34 

Torracchi dott.. Fabio Ili 

Torrigiani marchesa Anna . l04 
Torrigiani marchesa Giulia 80, 

171, 215, 239 
Torrigiani marchesa Elisa- 
betta 330, 331, 332 

Torrigiani march. Filippo 35, 351 
Torrigiani march. Luigi 231, 351 
Torrigiani march. Carlo 220, 221, 
222, 224, 229, 230, 257, 327, 
333, 337 
Torrigiani march. Raffaello 171, 

231 
Torrigiani march. Pietro 61, 73, 
83, 115, 116, 179, 180, 215, 
229, 231, 234, 315, 324, 337, 
357 
Torrigiani princijìossa Mar- 
gherita di Scilla. . . , 80, 194 

Torrini Giuseppe 142 

Torrini prof. Pietro. • . 305, 310 
Tortoli prof. Giovanni 229, 234, 
282, 284 

Tortori Egisto 283 

Toscanelli Adele 171 

Toscanelli Enrichetta 171 



Tosti maestro Salvatore . . . 206 

Tramontani dott 252 

Trevellini ing. Luigi 177 

Treves avv. Guido 152 

Tricca Angelo 305 

Tricca prof. Fosco 215, 305, 307, 
308, 310, 311, 312, 314 

Triglia prof. 338 

Turchini Lorenzo 273 

Turri Giulio 289, 365 

Turri Cipriano 351 

Tuttle prof 291, 302 

u 

Udine Domenico 356 

Ugolini abate Ottaviano . . . 279 

Uguccioni march. Dino . . 351 

Ulivelli Pasquale 23 

Ulivieri Carlo 366 

Urbino (d') Giulio 158 

Ussi prof. Stefano 118, 308, 312, 
316 

UzielH ])rof. Enrico 310 

Uzielli Angelo 345 

Uzielli Guido 91 



Vagnetti prof. Italo 232 

Vagnonville barone Folco. . 284 

Vai Luigi 282 

Vai nobile Caterina 194 

Valenzani sac. Domenico . . 13 

Valerga prof, abate 291 

Valeri 254 

Valle 262 

Valle colonn. Pietro 283 

Valli Vincenzo 130 

Valvassori prof. Vincenzo. 333 



392 



INDICK 



Vanni dott. Cosimo 272 

Vannini ing Mario B2B 

Vannini Pasquale 27 

Vannini Leopoldo 27 

Vannozzi Carlo 297 

Vantini ing. Giovanni 801 

Vannucci Atto 284 

Vannncci Ettore. ... 130, 145 

Vannuccini Vannuccio .... 271 

Varano Alfonso 283 

Vasarri Emilio 312 

Vaselli dott. Niccola 323 

Vecchi Vittorio Augusto 54, 303 

Vogni prof. Angiolo 179 

Venablos rev. J. K 346 

Veneziani Fernando 145 

Ventura dott. Mario 302 

Venturi Emilia 130 

Venturi prof. Adolfo 315 

Veraci Puolo 105 

Verrazzano (da) Andrea 279, 280 

Verri Felice 271 

Vérzone dott. Carlo 283 

Vieusseux Gio. Pietro 256, 283 

Viglione prof. Leojmldo 142, 145 

Vigni Natalo 142, 145 

Villani Giovanni 355 

Villani Matteo 355 

Villani Filippo 355 

Villari senat. Pasquale 242, 2()8, 
282, 284, 290 

Villormó 234 

Villifranchi dott. Giovan Co- 
simo 270 

Vimorcati conte ])rof. (iuido 256, 

363, 365 

Vinaccesi Filippo 102 



Vinca prof. Francesco 305, 308, 

310, 312 

Violi Carlo 177, 178 

Virgili aw. Antonio 282 

Visconti Giuseppe 320 

Vitali prof. 72 

Vitelleschi mons. Giovanni. 99 

Vocili prof. Girolamo 282 

Viti Leopoldo 227 

Vitta avv. Augusto 245 

Vitta ing. Edoardo.. 152, 207, 

211, 215, 240 

w 

Watson Foster di Aberj'st- 
with prof. 243 

Wilkinson Fitz-Gerald Te- 
resa 241 

z 

Zabagli 356 

Zaccherelli Luigi 23 

Zalla prof. Angelo ... 283, 303 

Zanetti Carlo Attilio 301 

Zannoni prof. Augusto. 40, 215, 
246 

Zappelli Lisandro 184 

Zappi marchesa Maddalena. 194 

Zardo prof. Antonio . . 282, 303 

Zay prof 291 

Zeggio Vittorio 215 

Zuccagni dott. Attilio 40 

Zucchi Raffaello 23 

Zucchini 253 

Zucconi prof 291 



INDICE 393 



MONOGRAFIE CONTENUTE NEL PRESENTE VOLUME 



Pia Casa di Lavoro Pag. 7 

Orfanotrofio di S. Filippo Neri 10 

Società di M. S. fra gli Operai . . 2B 

Istituto degli Innocenti 29 

Istituto Vaccinogeno i-39 

Asilo Nazionale per gli Orfani dei marinai italiani 45 

Società protettrice dei fanciulli « Giuseppe Domengè » . . . . 59 

Società « Niccolò Tommaseo » di patronato dei ciechi 09 

Presepio « Maria Vittoria » 77 

Il « Pane Quotidiano » 81 

Istituto Umberto I por i bambini deficienti o tardivi 87 

Spedalo di S. Onofrio ed Ospizio di Santa Agnese . . . . 98 

Arciconfratornita di S. Maria della Misericordia 97 

Ospizi marini 117 

Fratellanza Artigiana d' Italia (Regione Etrusca) 125 

Università Israelitica 149 

Ospizio Israelitico 157 

Ambulatorio medico-chirurgico di Oltrarno 101 

R. Istituto femminile della SS. Annunziata 107 

Scuola professionale delle Arti Decorative Industriali 177 

Kìì. Scuole Leopoldine 189 

Società di studii geografici e coloniali 197 

Scuole po])olari « Gino Capponi » 203 

Scuola professionale femminile 209 

Istituto Dcmidoff 219 

Scuole del Popolo 235 

R. Accademia dei Georgolili 247 

Società Colombaria 279 

Circolo Filologico 289 



394 INDICE 

Associazione Generale fra gì" Impiegati C/i vili Pag. 299 

Circolo degli Artisti 305 

Società coloni bofila fiorentina 319 

R. Società Toscana di Orticoltura 327 

Club Alpino Italiano 385 

Florence Club ; 343 

Circolo deir Unione 349 

Casino di Firenze 355 

Associazione Industrialo e Commerciale . . *. 361 




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